- Cosa: Una mostra fotografica inedita con oltre cento capolavori provenienti dalla prestigiosa collezione di Valerio De Paolis.
- Dove e Quando: Presso il Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, dal 14 febbraio al 6 settembre 2026.
- Perché: Un’occasione rara per ammirare scatti dei più grandi maestri mondiali, da Cartier-Bresson a Cindy Sherman, in dialogo con il cinema.
Roma si conferma capitale della cultura visiva ospitando un evento espositivo di respiro internazionale che promette di incantare il pubblico per l’intera stagione primaverile ed estiva. La mostra Lanterne magiche. Fotografie dalla collezione Valerio De Paolis, ospitata nella splendida cornice del Museo Carlo Bilotti all’interno di Villa Borghese, rappresenta un viaggio sentimentale e tecnico attraverso l’obiettivo di alcuni dei più grandi nomi della storia della fotografia. Dal 14 febbraio al 6 settembre 2026, le sale dell’Aranciera si trasformeranno in un palcoscenico di luci e ombre, dove il fermo immagine diventa narrazione dinamica.
Questa esposizione non è soltanto una rassegna di stampe di pregio, ma il disvelamento di un patrimonio privato che per la prima volta si offre allo sguardo collettivo. La collezione De Paolis è il risultato di una ricerca appassionata che mette in comunicazione mondi apparentemente distanti: il cinema, il paesaggio urbano, il corpo umano e l’astrazione concettuale. Il titolo stesso, evocativo di un passato pre-cinematografico, suggerisce una modalità di visione quasi ipnotica, dove ogni fotografia funge da proiezione luminosa capace di generare storie e suggestioni uniche.
Un percorso tra i giganti dell’obiettivo
Il cuore pulsante dell’esposizione risiede nell’eccezionale varietà e qualità degli autori coinvolti. Curata da Alessandra Mauro e Roberto Koch con Suleima Autore, la selezione riunisce oltre cento opere che spaziano dai pionieri del modernismo alle icone della contemporaneità. Camminando tra i corridoi del Museo Bilotti, i visitatori potranno incrociare lo sguardo rigoroso di Henri Cartier-Bresson, il maestro del “momento decisivo”, e confrontarlo con le sperimentazioni surrealiste di Man Ray o l’estetica formale di Edward Weston.
La forza della collezione risiede proprio nel dialogo tra generazioni e stili. Accanto ai mostri sacri del Novecento, trovano spazio le visioni provocatorie di Nobuyoshi Araki e le indagini identitarie di Cindy Sherman. Non manca un focus profondo sulla fotografia italiana, rappresentata da figure imprescindibili come Letizia Battaglia, cronista di una Sicilia cruda e poetica, Gianni Berengo Gardin, con il suo bianco e nero intramontabile, e Luigi Ghirri, che ha rivoluzionato il modo di guardare al quotidiano e al paesaggio. La presenza di artisti come Mimmo Jodice e Mario Schifano sottolinea ulteriormente l’intreccio tra scatto fotografico e arte figurativa, rendendo ogni sezione un’esperienza multisensoriale.
Il legame indissolubile tra fotografia e cinema
Un aspetto fondamentale che rende questa mostra un evento unico nel panorama romano è la stretta connessione con il mondo della settima arte. Valerio De Paolis, figura di spicco dell’industria cinematografica, ha infuso nella sua collezione quella sensibilità per l’immagine in movimento che si ritrova nella composizione di molti scatti esposti. Non è un caso che tra gli autori figurino registi-fotografi del calibro di Abbas Kiarostami, capace di catturare l’immobilità del tempo, o attori prestati all’obiettivo come Dennis Hopper.
L’iniziativa è arricchita da una collaborazione strategica con la Casa del Cinema, situata a pochi passi dal museo. Durante il periodo della mostra, sarà organizzato un ciclo di proiezioni speciali con titoli selezionati per approfondire le tematiche visive e gli autori presenti in sala. Questo connubio trasforma la visita in un progetto cross-mediale: l’immagine fissa della fotografia funge da prologo alla narrazione filmica, e viceversa, offrendo al pubblico gli strumenti critici per comprendere come l’occhio contemporaneo sia stato plasmato da queste due discipline sorelle.
Spazi e contesti della contemporaneità
L’allestimento al Museo Carlo Bilotti non si limita a esporre oggetti d’arte, ma ambisce a costruire veri e propri itinerari visivi. Le opere sono raggruppate per creare un confronto tra sguardi, spazi e contesti differenti. Si passa dalle architetture silenziose di Candida Höfer ai ritratti intensi di Francesca Woodman, esplorando la fragilità umana e la solidità dei luoghi emblematici della nostra epoca. Ogni sezione invita alla riflessione sulla profondità del mezzo fotografico, inteso come strumento di indagine sociologica oltre che estetica.
L’esposizione è promossa da Roma Capitale e organizzata da Cinema con la preziosa collaborazione di Contrasto, che ne ha curato anche il catalogo scientifico. La ricchezza dei formati — che variano dalla piccola stampa ai grandi pannelli — permette una fruizione dinamica che esalta la peculiarità di ogni singolo artista. Lanterne magiche non è solo una mostra sulla fotografia, ma una testimonianza di come il collezionismo privato possa diventare un bene pubblico di immenso valore, capace di educare lo sguardo e alimentare l’immaginario collettivo in una città, Roma, che continua a nutrirsi di bellezza.
Info utili
- Sede: Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese.
- Indirizzo: Via Fiorello La Guardia, 6 e viale dell’Aranciera, 4 – Roma.
- Date: Dal 14 febbraio al 6 settembre 2026.
- Preview stampa: Venerdì 13 febbraio, ore 11.00.
- Curatori: Alessandra Mauro, Roberto Koch con Suleima Autore.
- Servizi museali: Zètema Progetto Cultura.
(Foto: Los Angeles, 1990 © Franco Fontana)
