- Cosa: La prima edizione di Psychedelia, festival multidisciplinare sugli stati alterati di coscienza.
- Dove e Quando: CRUSH Collettiva (zona Talenti/Montesacro), Roma – Sabato 7 e domenica 8 febbraio 2026.
- Perché: Un’occasione unica per esplorare la percezione umana tra antropologia, musica, funghi e arti visive, oltre i luoghi comuni.
Sulla scia di un rinnovato interesse globale per le frontiere della mente umana, Roma si prepara ad accogliere un evento che promette di scardinare tabù e aprire nuove prospettive cognitive. Psychedelia non è semplicemente un festival, ma un’indagine a tutto tondo su ciò che accade quando la coscienza supera i propri confini abituali. Lontano dai cliché che spesso relegano il tema alla sola cultura dello sballo, l’evento curato da CRUSH Collettiva in collaborazione con l’associazione culturale Defrag, propone un approccio analitico e al contempo creativo. Attraverso le lenti dell’antropologia, della storia delle religioni, delle bioscienze e delle arti, il festival esplora come gli stati alterati — siano essi indotti o naturali — abbiano plasmato la storia di Homo sapiens, influenzando spiritualità, arte e comprensione del sé.
Citando la celebre scena di apertura di Dune 2, dove si ricorda che “i sogni sono messaggi dal profondo”, la manifestazione invita il pubblico a varcare una soglia. Che si tratti di misticismo antico, di sperimentazione artistica o di nuove frontiere terapeutiche, l’obiettivo è indagare le domande esistenziali a cui l’universo non ha ancora dato risposta certa.
Oltre il visibile: il Fungarium e il Brucaliffo Market
Il cuore pulsante dell’esperienza visiva del festival è rappresentato dal Fungarium, una mostra interamente dedicata al regno dei funghi. Questi organismi, da sempre al centro di dibattiti scientifici per la loro natura “ambigua” che sfugge alla dicotomia animale-vegetale, diventano qui metafora di connessione e alterità. La mostra non si limita a esporre curiosità micologiche, ma utilizza il fungo come spunto di riflessione filosofica e sociale: dalle teorie sulle “società del compost” di Donna Haraway agli scenari distopici videoludici. Artisti e collezionisti offrono opere che interpretano il vivente in modo alternativo, suggerendo che la rete miceliare possa essere un modello per nuove forme di comunicazione e società.
Accanto all’esposizione artistica, i visitatori potranno perdersi nel Brucaliffo Market. Ispirato chiaramente all’universo di Alice, questo spazio è dedicato a editori indipendenti, artigiani e illustratori che propongono creazioni legate ai temi dell’onirico e dello psichedelico. È il luogo ideale dove la teoria incontra la materia: tra stampe visionarie, artigianato botanico e pubblicazioni di settore, il market rappresenta la tangibilità di una cultura che spesso viene considerata astratta o puramente mentale. Qui, la comunità si incontra e dialoga, trasformando l’acquisto in un momento di scambio culturale.
La Mentat Brigade: dialoghi su etica, storia e terapia
La sezione intellettuale del festival, denominata Mentat Brigade, offre un programma densissimo di incontri che spaziano dalla storia antica alla politica contemporanea. Non si tratta di conferenze accademiche polverose, ma di tavole rotonde vive. Si parlerà di Dioniso e degli antichi stati di trance con storici delle religioni, per poi passare a temi di scottante attualità come l’uso terapeutico delle sostanze psicoattive in ambito psichiatrico, un argomento che sta rivoluzionando la medicina internazionale ma che in Italia affronta ancora ostacoli normativi e politici.
Tra gli appuntamenti più attesi figurano le analisi sulle connessioni tra beat generation, weird tales e movimento psichedelico, così come approfondimenti sull’ayahuasca e le tradizioni indigene dell’Amazzonia. Particolarmente interessante è l’approccio critico verso il “turismo spirituale”, con consigli per difendersi dalla mercificazione delle esperienze sacre. Non mancheranno omaggi a figure iconiche come i fratelli McKenna e riflessioni su come la letteratura e persino i videogiochi possano fungere da esperienze liminali, capaci di indurre stati di alterazione e terrore controllato. È un vero e proprio simposio moderno dove la scienza dialoga con la controcultura senza pregiudizi.
Performance sonore e laboratori esperienziali
Quando cala la sera, o tra un dibattito e l’altro, la parola lascia spazio all’esperienza diretta. L’area Psych-Neuro-Vibes in (Cyber)Space ospiterà concerti che sono veri e propri viaggi sonori. Dalle sonorità alt-noise e psych pop di band come Crab Theory e Weird Bloom, fino alle sessioni di Live Coding dove la musica elettronica viene generata in tempo reale tramite linguaggi di programmazione, il festival offre una colonna sonora che rispecchia la sua anima sperimentale. Sabato sera sarà dedicato alle chitarre sature e alle atmosfere anni ’70, mentre la domenica esplorerà territori più elettronici e trance old school.
Per chi desidera un coinvolgimento attivo, i workshop offrono percorsi pratici di esplorazione interiore. Dal Collage Lab, dove si gioca con la composizione analogica, alla pittura intuitiva accompagnata da musica dal vivo, fino al laboratorio S’o’Ssogni. Quest’ultimo rappresenta un affascinante tentativo di indagine collettiva dell’inconscio: un processo relazionale dove i sogni dei partecipanti vengono condivisi e tradotti in immagini, recuperando quella dimensione magica e introspettiva che la frenesia quotidiana tende a sopprimere.
Info utili
- Indirizzo: CRUSH Collettiva, Via delle Isole Curzolane 75, Roma (00139).
- Orari:
- Sabato 7 febbraio: 11.00 – 00.30 (inizio concerti ore 20.00).
- Domenica 8 febbraio: 11.00 – 21.00.
- Biglietti:
- Ingresso giornaliero: 10 euro (ridotto a 5 euro se si entra prima delle 12.00).
- Abbonamento 2 giorni: 15 euro.
- Studenti: 5 euro (giornaliero), 8 euro (abbonamento).
- Under 18: Ingresso gratuito.
- Solo concerti (dalle 20.00 del sabato): 10 euro.
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