Cosa: Amori e no, spettacolo di poesia performativa di e con Cecilia Lavatore.
Dove e Quando: Al Teatro di Documenti di Roma, il 6 e 7 febbraio 2026.
Perché: Un’indagine verticale e sonora sulle relazioni umane e l’identità femminile.
Il palcoscenico del Teatro di Documenti si prepara ad accogliere un evento dove la parola si spoglia della sua staticità per farsi corpo e suono. Il 6 e 7 febbraio 2026, Cecilia Lavatore porta in scena Amori e no, uno spettacolo di poesia performativa che promette di scuotere le corde più profonde dell’animo umano. Non si tratta di una semplice lettura, ma di un rito collettivo che trasforma l’atto solitario della scrittura in un’esperienza condivisa, capace di accostare il cuore alla parola e la parola allo spettatore.
L’opera nasce dalle pagine dell’omonimo libro pubblicato da Red Star Press, un lavoro di tale spessore artistico da aver permesso all’autrice di aggiudicarsi il prestigioso bando SIAE Per chi crea 2025. In questa trasposizione scenica, il testo letterario muta forma, diventando un flusso emotivo che indaga i nodi familiari, le eredità affettive e i frammenti di relazioni passate.
Un viaggio tra memoria e identità
Al centro di Amori e no vibra una ricerca identitaria incessante, che si snoda attraverso il bisogno fondamentale di rivendicare, almeno a tratti, il diritto alla felicità. Cecilia Lavatore costruisce un percorso articolato ma estremamente diretto, capace di muoversi agilmente tra le vette dell’eccezionale e la concretezza del quotidiano, attingendo tanto alla cronaca quanto all’immaginazione. È un’indagine che non teme di affrontare le “corde più tese” dell’essere umano, esplorando ciò che ci definisce oltre le etichette sociali.
Le trame dei nodi familiari si intrecciano inesorabilmente con i ricordi di amori vissuti, creando una mappatura emotiva in cui il pubblico può facilmente rispecchiarsi. I propositi per il futuro non sono semplici desideri astratti, ma emergono con forza dagli appunti di viaggio e dalle riflessioni nate durante i ritorni, momenti in cui la solitudine si fa meditazione e spinta verso il domani.
La femminilità come fil rouge narrativo
Uno degli elementi cardine della performance è l’esplorazione del concetto di femminilità. Attraverso i suoi molteplici e complessi prismi, il femminile diventa il filo conduttore che guida la narrazione, offrendo uno sguardo profondo sulle sfide e sulle bellezze dell’universo donna oggi. La performer non si limita a raccontare storie, ma compie piccoli scavi intimi e privati che portano alla luce verità universali.
Questo approccio permette ai versi di compiere un’indagine verticale non solo sulle relazioni, ma anche sul linguaggio utilizzato per raccontarle. Il risultato è un’esperienza dal respiro circolare, dove si instaura un vero e proprio “mutuo soccorso poetico” tra chi sta sul palco e chi siede in platea, abbattendo la quarta parete in nome di una vulnerabilità condivisa.
Sessanta minuti di musica e parole
La struttura dello spettacolo prevede 60 minuti di strofe libere, un tempo sospeso in cui la voce della Lavatore si fonde con musiche strumentali accuratamente selezionate per sostenere e amplificare l’impatto della performance. La musica non è un semplice sottofondo, ma una componente essenziale che dialoga con la poesia, enfatizzando i passaggi più drammatici e accompagnando con delicatezza le riflessioni più intime.
Il Teatro di Documenti, con la sua architettura suggestiva situata nel cuore di Testaccio, rappresenta la cornice ideale per questo tipo di sperimentazione artistica. La scelta di uno spazio così particolare sottolinea la volontà di creare un contatto diretto e quasi fisico con la materia poetica, rendendo Amori e no un appuntamento imperdibile per chi cerca nel teatro una forma di verità e di confronto culturale autentico.
Info utili
- Dove: Teatro di Documenti, via Nicola Zabaglia 42, 00153 Roma
- Quando: Venerdì 6 febbraio ore 20.45; Sabato 7 febbraio ore 19.00
- Prezzi: Biglietto intero 12€, ridotto 10€; tessera associativa 3€
- Contatti: Tel. 06/45548578; Cell. 328/8475891
(Credits ph Renata Comandini)
