- Cosa: “Me vedo co’ uno”, spettacolo comico-musicale scritto e diretto da Alessandro Carvaruso.
- Dove e Quando: Teatro V. Colonna di Marino, domenica 25 gennaio 2026 alle ore 18:00.
- Perché: Per ridere e riflettere sulle eterne (e complesse) dinamiche tra uomo e donna, tra musica dal vivo e satira pungente.
Il teatro ha da sempre la funzione di specchio della società, uno spazio dove le nostre fragilità e le nostre idiosincrasie vengono amplificate per essere comprese, o meglio ancora, per riderci sopra. È con questo spirito che la stagione teatrale in corso al Teatro V. Colonna di Marino si arricchisce di un nuovo appuntamento imperdibile. Domenica 25 gennaio 2026, il sipario si alzerà su “Me vedo co’ uno”, un’opera che promette di essere una vera e propria “guerra dei sensi senza prigionieri”.
Scritto e diretto da Alessandro Carvaruso, lo spettacolo non è solo una commedia, ma un viaggio antropologico in chiave ironica che esplora l’universo femminile e quello maschile, mettendoli a confronto senza filtri. Al centro della scena troviamo la talentuosa Alessandra De Pascalis, accompagnata dalle note e dalla presenza scenica di Giovanni Zappalorto, Francesco Lappano e Federico Pappalardo. Una pièce che mescola recitazione, musica e arti visive per raccontare l’eterna ricerca dell’altro, tra disastri sentimentali e speranze mai sopite.
L’universo femminile in cinque volti
Il cuore pulsante della narrazione è affidato alla poliedrica interpretazione di Alessandra De Pascalis. L’attrice compie una vera e propria maratona attoriale vestendo i panni di ben cinque personaggi diversi. Queste figure femminili, pur nelle loro diversità caratteriali e biografiche, si trovano a dialogare sullo stesso, inesauribile argomento: le relazioni.
L’autore pone interrogativi che risuonano con forza nella contemporaneità: la donna di oggi è davvero emancipata dagli stereotipi che l’hanno ingabbiata per decenni? Oppure, sotto la superficie dell’indipendenza, si nascondono le stesse fragilità di sempre? I personaggi portati in scena sono volutamente esasperati, a tratti grotteschi, ma è proprio in questa deformazione comica che risiede la verità. Vengono dipinte donne complicate, capricciose, talvolta sentimentali, che incarnano il paradosso citato nello spettacolo stesso: “Cerchiamo sempre qualcosa che non abbiamo e troviamo spesso quello che non abbiamo neanche cercato”. Attraverso queste cinque voci, il pubblico è invitato a esplorare le difficoltà di relazione in un mondo che cambia velocemente, ma che sembra inciampare sempre sugli stessi ostacoli emotivi.
La satira sul maschio contemporaneo
Se le donne sono ritratte nelle loro nevrosi e complessità, l’uomo non ne esce certo indenne. Anzi, uno degli intenti più chiari e divertenti dell’opera di Carvaruso è proprio quello di smascherare l’universo maschile. In “Me vedo co’ uno”, la figura dell’uomo viene spogliata della sua aura di virilità tossica o idealizzata, per essere ridotta a una dimensione più umana, e spesso ridicola.
La “scarsa sensibilità maschile” diventa il bersaglio di una satira che non fa sconti. Lo spettacolo mette in scena una battaglia vivissima dove il vincitore resta un mistero. L’uomo appare spesso inadeguato di fronte alle esigenze femminili, incapace di decifrare codici emotivi complessi o semplicemente goffo nel tentativo di mantenere il controllo. Tuttavia, questa presa in giro non è fine a se stessa: serve a sottolineare come, nonostante le incomprensioni e le differenze abissali, la spinta verso l’altro rimanga irresistibile. Il titolo stesso evoca quella frase che, pronunciata con un misto di speranza e rassegnazione, segna l’inizio di ogni possibile avventura amorosa. È la celebrazione di quella “simpatica lotta” che è la vita di coppia, dove l’obiettivo finale non è la supremazia di un genere sull’altro, ma la ricerca di una bella sensazione condivisa.
Un format multimediale tra musica e immagini
Ciò che rende “Me vedo co’ uno” particolarmente interessante nel panorama teatrale attuale è la sua natura ibrida. Non si tratta solo di prosa, ma di uno spettacolo comico-musicale completo. La narrazione è intervallata e sostenuta da canzoni cantate e suonate dal vivo, trasformando il palco in uno spazio vibrante dove la musica diventa un’estensione del dialogo.
Oltre alla componente sonora, lo spettacolo si avvale di un curato apparato visivo. Le proiezioni creano momenti di magia scenica, fornendo uno sfondo evocativo su cui si innestano le performance dei danzatori. Questo utilizzo delle immagini contribuisce a creare un’atmosfera che oscilla tra il sogno e la realtà, permettendo allo spettatore di immergersi completamente nelle storie raccontate. Non mancano, tra una risata e una canzone, momenti di profonda verità e riflessione. L’obiettivo, infatti, non è solo intrattenere, ma lasciare al pubblico un retrogusto dolceamaro, tipico di quelle opere che sanno guardare in faccia la realtà con un sorriso intelligente. Un appuntamento da non perdere per chiunque voglia guardarsi allo specchio, ridendo dei propri difetti e delle proprie speranze amorose.
Info utili
- Titolo: Me vedo co’ uno
- Data: Domenica 25 gennaio 2026
- Orario: Ore 18:00
- Luogo: Teatro V. Colonna, Marino
- Biglietti:
- Intero: € 14,00
- Ridotto: € 12,00 (over 70 – under 18)
- Abbonamenti disponibili (5 o 10 spettacoli)
- Prevendita: Botteghino del teatro e circuito Vivaticket
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