- Cosa: La mostra “Contenuti per la cura”, doppia personale di Cecilia Cocco e Daniela Flores.
- Dove e Quando: Roma, Palazzo Merulana (Via Merulana 121), dal 6 febbraio al 15 marzo 2026.
- Perché: Un dialogo poetico che invita a riscoprire la bellezza nei dettagli dimenticati e a trasformare la fragilità in potenza rigeneratrice.
Nel cuore dell’Esquilino, il concetto di “cura” assume una nuova dimensione estetica e concettuale. Palazzo Merulana, un luogo che porta inscritta nel proprio DNA una vocazione alla rinascita, si appresta ad accogliere un progetto espositivo che fa della delicatezza la sua forza motrice. La mostra Contenuti per la cura, curata da Giovanna Zabotti e prodotta dall’Associazione Cultura360, non è una semplice esposizione, ma un invito a rallentare.
In un’epoca dominata dalla velocità e dalla superficie, le artiste Cecilia Cocco e Daniela Flores propongono un percorso inverso: uno sguardo che si sofferma, che accoglie e che ripara. Il tema della cura, inteso come disponibilità e attenzione verso l’altro e verso le cose, diventa il filo conduttore che unisce pittura e fotografia. La scelta della sede non è casuale: l’edificio stesso, un tempo Ufficio d’Igiene destinato alla cura del corpo e salvato dalla demolizione, è oggi un tempio dedicato alla cura dell’anima attraverso l’arte.
Il silenzio evocativo di Cecilia Cocco
L’approccio pittorico di Cecilia Cocco ci trasporta in una dimensione sospesa, un limbo affascinante dove i confini tra il sogno e la veglia si fanno labili. Le sue opere rifiutano la narrazione didascalica per abbracciare l’evocazione pura. Cocco, giovane talento friulano classe 2001 e già protagonista al Padiglione Venezia della Biennale Arte 2024, porta in scena mondi silenziosi. I suoi soggetti sono figure enigmatiche e oggetti che, persa la loro funzione utilitaristica originaria, acquisiscono una nuova, struggente poetica.
Per l’artista, il passato non è un rifugio nostalgico, bensì una riserva di grazia perduta da recuperare. La sua ricerca si muove nel contrasto perenne tra ciò che è visibile e ciò che rimane celato, trasformando l’ordinario in qualcosa di straordinario. Come afferma lei stessa, il suo intento non è dipingere ciò che comprende razionalmente, ma ciò che le somiglia interiormente. Questo processo si traduce in tele dove l’incomprensibile non spaventa, ma invita lo spettatore a lasciarsi attraversare da una bellezza sottile e misteriosa. Oggetti isolati dal loro contesto abituale diventano simboli di una realtà amplificata, dove ogni piccolo dettaglio è una porta aperta verso nuove possibilità percettive.
Daniela Flores: la poetica delle crepe
Se la pittura di Cocco evoca, la fotografia di Daniela Flores indaga. La sua ricerca sulla cura si manifesta come un allenamento dello sguardo, una disciplina volta a cogliere ciò che normalmente sfugge alla distrazione quotidiana. Flores, artista e fotografa attiva a Roma, pone al centro del suo obiettivo le crepe, i segni del tempo e le imperfezioni, non come difetti da nascondere, ma come punti di forza e di storia. Il suo lavoro suggerisce che cambiare prospettiva è l’atto di cura definitivo: guardare il mondo da un’angolazione diversa permette di allargare gli orizzonti e di rivalutare ciò che spesso sottovalutiamo.
Il tempo, nelle opere di Flores, agisce come un restauratore silenzioso. Ricompone i pezzi lasciando visibili le giunzioni, trasformando la distruzione in possibilità. È qui che risiede il cuore pulsante della mostra: la cura è la capacità di vedere la potenzialità, la nascita e il nuovo anche lì dove sembra esserci solo la fine. Le sue immagini ci ricordano che avere premura significa offrire un sostegno silenzioso ma potente, riconoscendo che ogni frattura può essere l’inizio di una storia diversa. La sua formazione eclettica, che spazia dalla grafica alla decorazione architettonica, le permette di costruire immagini dove il dettaglio diventa architettura emotiva.
Un dialogo in divenire
La mostra si arricchisce ulteriormente grazie all’intervento di Matteo Giardiello con il progetto L’arte in backstage. Attraverso quattro scatti esposti, Giardiello documenta le due artiste al lavoro, creando un cortocircuito tra l’opera finita e l’esperienza vissuta della creazione. Questo “racconto in atto” svela l’umanità dietro la tecnica, mostrando la cura non solo come risultato finale, ma come pratica quotidiana e laboriosa.
L’Associazione Cultura360, promotrice dell’evento, conferma con questa esposizione la sua missione di valorizzazione dei talenti contemporanei e dei beni culturali. La sinergia tra le visioni oniriche di Cocco e il realismo poetico di Flores, orchestrata dalla curatela di Giovanna Zabotti, offre al pubblico romano un’occasione preziosa: quella di riscoprire l’arte come strumento di manutenzione emotiva, capace di trasformare, proprio come è accaduto al Palazzo che le ospita, le macerie in musei e l’abbandono in accoglienza.
Info utili
- Indirizzo: Palazzo Merulana, Via Merulana 121, Roma.
- Orari: Mercoledì-venerdì 12.00-20.00; Sabato e domenica 10.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00).
- Biglietti: L’accesso alla mostra è incluso nel biglietto d’ingresso alla Collezione Cerasi e alle mostre temporanee. Acquistabile in biglietteria o online.
- Contatti: Prenotazione consigliata al numero 06 62288768.

