- Cosa: La mostra collettiva “Human Geographies: From Roots to Horizons”.
- Dove e Quando: Galleria Rossocinabro, Roma, dal 28 Gennaio al 28 Febbraio 2026.
- Perché: Un viaggio immersivo tra identità urbana, natura e futuri possibili per ridefinire il nostro posto nel mondo.
Il 2026 si apre con una riflessione profonda sul tessuto della nostra esistenza, ospitata in uno degli spazi più attenti alle nuove correnti artistiche della Capitale. Nell’ambito della rassegna Rome Contemporary 2026, la galleria Rossocinabro presenta “Human Geographies: From Roots to Horizons” (Geografie Umane: Dalle Radici agli Orizzonti). Curata da Joe Hansen, questa esposizione non è semplicemente una raccolta di opere, ma un percorso progettato per esplorare l’intricata trama che lega l’essere umano al mondo moderno.
L’arte contemporanea, quando riesce nel suo intento più nobile, funge da specchio e da bussola. In questa mostra, che sarà visitabile gratuitamente fino alla fine di febbraio, il pubblico è invitato a intraprendere un viaggio che parte dalle radici tangibili della nostra quotidianità per spingersi verso gli orizzonti astratti del divenire. L’evento riunisce artisti provenienti da ogni angolo del globo — Europa, Regno Unito, Stati Uniti, Giappone, Indonesia, Corea del Sud, Medio Oriente, Australia, Cina, America Centrale e Meridionale, Canada e Arabia Saudita — offrendo un caleidoscopio di prospettive che trascende i confini geografici per toccare corde universali.
Identità urbane e il respiro della natura
Il percorso espositivo si articola su tre pilastri fondamentali, il primo dei quali è Identities. In un’epoca in cui le metropoli crescono a dismisura e la vita digitale sovrascrive spesso quella fisica, questa sezione indaga l’eco urbana del Sé. È un esame critico della relazione simbiotica tra l’umanità, la società e il paesaggio urbano contemporaneo. Attraverso linguaggi visivi differenti, gli artisti in mostra esplorano come i nostri comportamenti quotidiani, le interazioni fugaci e le esperienze vissute contribuiscano a definire la pulsazione unica delle nostre città. Non siamo solo abitanti passivi: la mostra suggerisce che inscriviamo costantemente le nostre identità individuali e collettive nel cemento e nelle strade che percorriamo, in un dialogo continuo dove la città ci modella e noi modelliamo lei.
In netto, ma armonioso contrasto, si apre la sezione Nature Speaks. Qui l’attenzione si sposta dall’antropocentrismo urbano all’impulso infinito dell’Essere. Questa parte dell’esposizione invita gli spettatori a riscoprire gli spazi naturali non come semplice sfondo decorativo o risorsa da sfruttare, ma come voce attiva e potente della nostra esistenza. Gli artisti traducono il mistero della vita attraverso un ricco lessico fatto di gesti, colori vibranti e suoni risonanti. Nature Speaks ci ricorda che, nonostante la tecnologia e l’urbanizzazione, esiste una verità fondamentale che emana dal mondo naturale, una fonte di ispirazione inesauribile che richiede di essere ascoltata per ritrovare un equilibrio perduto.
Spazi futuri e la navigazione dell’ignoto
La terza e ultima sezione tematica, Future Spaces, spinge lo sguardo oltre le definizioni attuali per navigare i mondi interiori ed esteriori. È forse la parte più audace della curatela di Hansen, poiché cerca di ridefinire i territori vitali sia del mondo fisico che degli sconfinati paesaggi della mente umana. In questo segmento, le emozioni fondanti come l’esplorazione, la curiosità e l’immaginazione diventano gli strumenti primari per mappare il domani.
L’arte qui diventa un catalizzatore per il confronto con “l’altro”, inteso sia come cultura diversa che come aspetto ignoto di noi stessi. In un momento storico spesso segnato dalla chiusura e dalla paura del diverso, “Human Geographies” incoraggia invece l’apertura. È un invito a sviluppare profonde geografie personali e a forgiare una visione lungimirante per il futuro del nostro mondo interconnesso. La fluidità dell’esperienza umana viene celebrata liberi dalle costrizioni di definizioni rigide, permettendo al visitatore di immergersi in un dibattito critico e visivamente stimolante sui concetti di luogo, appartenenza e divenire. Rossocinabro conferma così la sua vocazione di piattaforma per voci artistiche che non si limitano a decorare il presente, ma contribuiscono attivamente a plasmarlo.
Info utili
- Indirizzo: Via Raffaele Cadorna, 28 – 00187 Roma
- Periodo: Dal 28 Gennaio al 28 Febbraio 2026
- Orari e Costi: Entrata libera (verificare gli orari di apertura specifici sul sito della galleria).
- Curatore: Joe Hansen
(Foto: Looking through the darkness; Credit image: Sheila Akposubi)

