- Cosa: Il debutto in prima assoluta dello spettacolo Otello nella tempesta, riscrittura del capolavoro shakespeariano.
- Dove e Quando: Teatro Palladium di Roma (Garbatella), giovedì 19 febbraio 2026 alle ore 19:30.
- Perché: Una prospettiva inedita che trasforma il protagonista in un adolescente, esplorando le fragilità e le crisi delle nuove generazioni.
Il panorama culturale romano si arricchisce di un appuntamento imperdibile che promette di scuotere le fondamenta della tradizione drammaturgica. Il 19 febbraio, il palco dello storico Teatro Palladium, nel cuore del quartiere Garbatella, ospiterà il ritorno di Shakespeare Encore, l’acclamata rassegna di riscritture ispirate al Bardo. A inaugurare questo nuovo ciclo di incontri sarà la prima assoluta di Otello nella tempesta, un’opera che non si limita a mettere in scena il testo classico, ma lo seziona e lo ricompone per parlare direttamente alle inquietudini del nostro tempo.
L’iniziativa nasce dalla visione di Maddalena Pennacchia, docente di letteratura inglese presso l’Università Roma Tre e specialista di fama internazionale negli studi shakespeariani. Il progetto Shakespeare Encore si pone l’obiettivo ambizioso di riportare l’opera del drammaturgo inglese al centro del dialogo cittadino, creando un ponte ideale tra la ricerca accademica e la pratica teatrale. In questo contesto, il teatro non è solo intrattenimento, ma un laboratorio vivo dove studenti, studiosi e spettatori possono confrontarsi con la modernità universale di un autore che, come pochi altri, ha saputo “inventare l’umano”.
Un ribaltamento radicale: l’adolescenza di un mito
Il fulcro di questa operazione scenica, firmata dalla regista Loredana Scaramella, risiede in un cambiamento di prospettiva tanto semplice quanto dirompente: Otello non è più il generale maturo e scafato, ma un ragazzo. Questa scelta trasforma radicalmente la natura del conflitto drammatico. Se nel testo originale la tragedia nasce dall’insicurezza di un uomo straniero in una società chiusa, qui il focus si sposta sulla tempesta emotiva e ormonale di un adolescente. È un giovane che naviga nell’incertezza, alle prese con la crisi d’identità e la mancanza di punti di riferimento solidi in un mondo dominato da privilegi antichi che sente di non possedere.
Lo sguardo giovane di questo nuovo Otello osserva un orizzonte vuoto, segnato da una fragilità profonda. La riscrittura interroga il presente attraverso le lenti di Shakespeare, rivelando come i temi della manipolazione e del dubbio siano oggi più che mai attuali, specialmente tra i ventenni che si affacciano a una realtà complessa e spesso ostile. Gli interpreti, tutti giovanissimi talenti dello Shakespeare Factory, si specchiano nei personaggi incarnando passioni che sembrano scritte apposta per la loro età, tessendo una rete di rapporti che cerca di scardinare i vecchi modelli di genere ereditati dal passato.
La tempesta come metafora del disagio contemporaneo
Il titolo stesso, Otello nella tempesta, suggerisce una dimensione simbolica che va ben oltre l’evento atmosferico citato nell’originale. Per la regista Scaramella, la “tempesta” è una condizione esistenziale multiforme. È il dolore sordo che si prova per la perdita di uno status o di una condizione protetta; è il susseguirsi frenetico di manifestazioni d’affetto squilibrate e possessive; è lo sconvolgimento morale che scaturisce dal confronto doloroso tra sentimenti contrastanti. In questo vuoto scenico, le parole di Shakespeare danno vita a un vero e proprio “circo delle emozioni”, dove ogni movimento e ogni nota musicale contribuiscono a disegnare il disagio contemporaneo.
La messa in scena si avvale della drammaturgia musicale di Mimosa Campironi, le cui musiche originali non fungono da semplice accompagnamento, ma da vero e proprio contrappunto narrativo. Il ritmo dello spettacolo è scandito da un’alternanza di sguardi e sfumature, dove al mutare della tempesta interiore corrisponde un diverso modo di affrontare il mondo. Il lavoro fisico sugli attori, curato da Alberto Bellandi e Laura Ruocco, sottolinea la tensione di corpi giovani che cercano di comprendere i meccanismi della gelosia e del potere, muovendosi in uno spazio che diventa arena di sperimentazione e scoperta.
Un ponte tra accademia e palcoscenico
Uno degli aspetti più interessanti di questa produzione è la sua genesi collaborativa. Oltre alla guida accademica della professoressa Pennacchia, lo spettacolo ha beneficiato della consulenza di Alessandro Fortunato dell’Università La Sapienza di Roma, a testimonianza di quanto il progetto sia radicato nel tessuto culturale e universitario della Capitale. La produzione, affidata a Goldenstar AM Srl, punta a offrire un’esperienza immersiva della durata di circa ottanta minuti, pensata per catturare l’attenzione non solo degli appassionati di teatro classico, ma soprattutto del pubblico più giovane, spesso distante dalle poltrone dei teatri storici.
Inaugurando il cammino di Shakespeare Encore nel 2026, Otello nella tempesta si propone come uno spazio di incontro necessario. È un invito a esplorare le zone più esposte e irrisolte della nostra esperienza contemporanea, dimostrando che, a distanza di secoli, il Bardo ha ancora la forza di parlare alle nostre fratture più profonde. La scelta della Garbatella come cornice non è casuale: il Teatro Palladium continua a confermarsi un presidio culturale fondamentale, capace di rigenerare i grandi classici per renderli specchi fedeli delle inquietudini di chi, oggi, attraversa le sue sale.
Info utili
- Dove: Teatro Palladium, Piazza Bartolomeo Romano 8, 00154 Roma.
- Quando: 19 febbraio 2026, ore 19:30.
- Durata: 80 minuti.
- Biglietti: 10 euro (previste riduzioni per studenti).
- Prevendite: Disponibili sui circuiti online autorizzati.
(Credit ph Giulio Benvenuti)
