- Cosa: Un grande convegno internazionale e una mostra dedicati ai manoscritti autografi dei maestri della letteratura italiana.
- Dove e Quando: A Roma, tra l’Accademia Nazionale dei Lincei e la Sapienza Università di Roma, dal 26 al 28 gennaio 2026.
- Perché: Celebrare la conclusione di un censimento ventennale che ha mappato oltre ottomila testimonianze scritte di pugno dai grandi autori, da Boccaccio a Gadda.
L’emozione di trovarsi davanti a una pagina vergata direttamente dalla mano di un genio della letteratura è un’esperienza che scavalca i secoli, annullando la distanza temporale tra il lettore e l’atto creativo. Roma si appresta a diventare il palcoscenico di una riflessione profonda su questo legame viscerale tra autore e carta con il convegno Come nascono i classici. Gli autografi della letteratura italiana. L’evento non è soltanto un momento di celebrazione accademica, ma il punto di arrivo di un titanico sforzo di ricerca iniziato nel 2006, volto a censire in modo organico la tradizione autografa dei secoli d’oro della nostra lingua, dal Duecento al Cinquecento.
Questo ambizioso progetto, che ha visto la pubblicazione del settimo e ultimo volume nel 2025, approda oggi a un bilancio necessario. Attraverso il coinvolgimento di centinaia di studiosi, è stato possibile mappare oltre ottomila documenti, tra manoscritti interamente autografi e volumi postillati, ovvero libri appartenuti agli scrittori e arricchiti dalle loro note a margine. Il convegno si propone di esplorare come queste tracce d’inchiostro influenzino la nostra comprensione dei classici, offrendo uno sguardo privilegiato sull’officina dello scrittore, dove il testo non è ancora un canone immutabile ma un organismo vivo e in divenire.
Un viaggio nell’officina dei giganti: da Petrarca a Leopardi
Il programma del convegno si snoda attraverso sessioni che sembrano comporre una vera e propria mappa genetica della cultura italiana. La giornata inaugurale presso l’Accademia Nazionale dei Lincei mette a fuoco il periodo delle origini, analizzando come l’autografia abbia cambiato le prassi filologiche. Particolare rilievo viene dato al passaggio cruciale tra il Medioevo e l’Umanesimo, con approfondimenti dedicati a figure centrali come Boccaccio e la composizione del suo Decameron, o il minuzioso lavoro di limatura che caratterizzava l’officina di Petrarca. Questi interventi permettono di comprendere come la scrittura a mano non fosse solo un mezzo di trasmissione, ma una componente essenziale del processo creativo stesso.
Spostandosi alla Sapienza Università di Roma, il focus si allarga verso il Rinascimento e l’Ottocento. Qui, l’attenzione si sposta su giganti come Ludovico Ariosto, sospeso tra la fluidità del manoscritto e la fissità della stampa, e Giacomo Leopardi. L’analisi delle carte leopardiane è fondamentale per ricostruire la genesi del pensiero poetico, rivelando come ogni correzione o ripensamento sia la spia di un’evoluzione intellettuale. Non mancano incursioni nel Novecento, con lo studio dei materiali di Giovanni Pascoli e le celebri “colonne” di Alessandro Manzoni, testimonianze di una ricerca linguistica e stilistica che ha forgiato l’identità dell’Italia moderna.
Filologia digitale e nuove frontiere della conservazione
Oltre alla ricostruzione storica, il convegno guarda con decisione al futuro, interrogandosi su come valorizzare queste preziose testimonianze nell’era digitale. La sfida non è solo conservare la materialità del foglio, ma rendere accessibili i dati attraverso gli standard tecnologici più avanzati. All’interno delle linee di ricerca dello Spoke 3 (Digital Philology), esperti di diverse discipline si confronteranno sulla creazione di archivi digitali che possano ospitare la complessità degli autografi, permettendo a studiosi e appassionati di tutto il mondo di consultare documenti che, per la loro fragilità, sono spesso sottratti alla vista del grande pubblico.
Questa riflessione metodologica culminerà in una tavola rotonda che vedrà protagonisti i principali enti di conservazione, come le Biblioteche Nazionali italiane ed europee. L’obiettivo è tracciare percorsi di ricerca coordinati, dove la tecnologia diventa lo strumento per una nuova forma di filologia, capace di dialogare con la modernità senza tradire il rigore scientifico. In questo contesto, l’inaugurazione della mostra presso Villa Farnesina rappresenta il momento di sintesi perfetta: un’occasione unica per vedere da vicino come, attraverso la penna, i pensieri dei grandi letterati si siano trasformati nei classici che oggi consideriamo pietre miliari della nostra civiltà.
L’eredità del Novecento: da Montale a Natalia Ginzburg
L’ultima giornata del convegno riporta i lavori nella prestigiosa sede di Via della Lungara per affrontare la letteratura più recente. Il Novecento, secolo di grandi frammentazioni ma anche di una conservazione più capillare dei materiali d’autore, offre casi di studio affascinanti. Si parlerà dell’opera in versi di Eugenio Montale e dei segreti rivelati dagli autografi di Carlo Emilio Gadda, autore la cui scrittura stratificata e complessa trova proprio nei manoscritti la sua chiave di lettura più autentica.
Infine, uno sguardo al “lessico familiare” di Natalia Ginzburg chiuderà il cerchio, dimostrando come lo studio degli autografi non sia un esercizio arido per specialisti, ma un modo per entrare in empatia con l’autore, per coglierne le esitazioni, le passioni e le scelte linguistiche che hanno reso le loro opere eterne. Il convegno, sostenuto dalla Fondazione CHANGES nell’ambito del PNRR, riafferma così il ruolo dell’Italia come custode di una memoria letteraria senza pari, capace di rinnovarsi costantemente attraverso la ricerca e l’innovazione tecnologica.
Info utili
- Luoghi: Accademia Nazionale dei Lincei (Palazzo Corsini, Via della Lungara 10) e Sapienza Università di Roma (Piazzale Aldo Moro 5, Aula Magna del Rettorato).
- Date: 26, 27 e 28 gennaio 2026.
- Orari: Inizio sessioni ore 10.00; sessioni pomeridiane dalle 15.00.
- Modalità di partecipazione: Iscrizione online obbligatoria tramite il sito ufficiale dell’Accademia dei Lincei.
- Streaming: I lavori possono essere seguiti anche da remoto in diretta streaming.
- Come arrivare alla Sapienza: Dalla Stazione Termini a piedi o bus linea 310; Metro B fermata Policlinico.
- Mostra: Come nascono i classici presso Villa Farnesina, inaugurazione il 26 gennaio ore 18.30.
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