- Cosa: Apertura del nuovo Centro della Fotografia di Roma con tre grandi mostre inaugurali.
- Dove e Quando: Presso l’ex Mattatoio di Testaccio; mostre aperte dal 30 gennaio al 29 giugno 2026.
- Perché: Un ambizioso progetto di rigenerazione urbana che celebra i 70 anni del gemellaggio tra Roma e Parigi attraverso l’arte dell’immagine.
Roma riafferma il suo ruolo di capitale internazionale della cultura inaugurando un nuovo, imponente presidio dedicato interamente al linguaggio dell’immagine. Il Centro della Fotografia di Roma, situato negli spazi suggestivi dell’ex Mattatoio, ha aperto ufficialmente le sue porte in una data dal forte valore simbolico: il settantesimo anniversario del gemellaggio che lega indissolubilmente la Città Eterna a Parigi. Questo nuovo polo non è solo uno spazio espositivo, ma il cuore pulsante di una trasformazione urbanistica e culturale che mira a equiparare la capitale italiana ai più consolidati modelli europei, creando un dialogo costante tra la memoria storica dei luoghi e la sperimentazione contemporanea.
L’operazione, promossa da Roma Capitale e dalla Fondazione Mattatoio, rappresenta uno dei traguardi più significativi degli ultimi vent’anni nel panorama della rigenerazione urbana capitolina. L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare l’intero complesso dell’ex Mattatoio in una “Città delle Arti”, un ecosistema dove la formazione accademica, la ricerca artistica e la fruizione pubblica si intrecciano senza soluzione di continuità. Il Centro nasce dunque come un’infrastruttura pubblica e permanente, pronta a diventare un punto di riferimento nazionale per fotografi, ricercatori e appassionati, restituendo alla cittadinanza un luogo vivo e inclusivo.
Il dialogo internazionale: da Irving Penn alla MEP di Parigi
L’esordio del Centro è segnato da una collaborazione di altissimo profilo con la Maison Européenne de la Photographie (MEP) di Parigi. La mostra principale, intitolata Photographs 1939-2007, è una retrospettiva dedicata a Irving Penn, uno dei maestri indiscussi del Novecento. Attraverso una selezione di capolavori provenienti dalla prestigiosa collezione parigina, il percorso espositivo restituisce l’intero arco creativo di un artista che ha saputo rivoluzionare la fotografia di moda, il ritratto e lo still life. Le opere in mostra non solo celebrano l’eleganza formale di Penn, ma offrono una riflessione profonda sull’evoluzione del gusto e del costume nell’arco di quasi settant’anni.
L’importanza di questo legame con la capitale francese è sottolineata anche da eventi collaterali di rilievo, come l’incontro pubblico tra la curatrice Alessandra Mauro e Vasilios Zatse, vicedirettore della The Irving Penn Foundation e storico assistente personale del fotografo. Questo momento di approfondimento permette di esplorare il metodo di lavoro di Penn, con particolare attenzione alla sua maniacale cura per la stampa fotografica e al suo approccio tecnico. Il confronto tra la prospettiva archivistica e la testimonianza diretta di chi ha lavorato fianco a fianco con l’artista arricchisce l’offerta culturale del Centro, trasformando la mostra in un’esperienza formativa di respiro internazionale.
Ricerca e contemporaneità: Silvia Camporesi e lo spazio Campo Visivo
Parallelamente ai grandi classici del secolo scorso, il Centro della Fotografia dedica ampio spazio alla ricerca contemporanea italiana e alla sperimentazione interdisciplinare. La fotografa Silvia Camporesi presenta la mostra C’è un tempo e un luogo, un’indagine poetica che esplora il delicato equilibrio tra memoria, paesaggio e scorrere del tempo. Attraverso il suo linguaggio distintivo, l’artista invita lo spettatore a riflettere sulla percezione dei luoghi, trasformando la documentazione visiva in una narrazione introspettiva e quasi onirica. Questa esposizione si inserisce perfettamente nella vocazione del Centro di valorizzare gli autori che oggi ridefiniscono i confini della fotografia d’arte.
Un’altra colonna portante del nuovo progetto è lo spazio denominato Campo Visivo, un’area dedicata specificamente alle nuove tendenze e alla contaminazione tra i media. Il progetto espositivo inaugurale, Corpi reali, corpi immaginati, coinvolge tre artisti che utilizzano il mezzo fotografico come punto di partenza per una riflessione più ampia sul gesto e sull’identità fisica. Qui, la fotografia si sporca e si arricchisce attraverso l’uso di proiezioni, installazioni e materiali d’archivio, suggerendo nuove modalità di interazione con il pubblico. È proprio in questo spazio che il Centro dimostra la sua capacità di raccogliere gli stimoli della sperimentazione più avanzata, offrendo una visione dinamica della cultura visiva attuale.
Rigenerazione urbana e futuro: la Città delle Arti a Testaccio
L’apertura del Centro della Fotografia rappresenta solo la “prima pietra” di un disegno molto più vasto che coinvolge l’intero quartiere Testaccio. Come evidenziato dai vertici della Fondazione Mattatoio e dalle autorità cittadine, il complesso si avvia a diventare uno dei più grandi poli europei dedicati alle arti contemporanee. La visione è quella di una struttura aperta e “attraversabile”, capace di integrare musica, cinema, arti visive e pratiche interdisciplinari in un unico grande hub creativo. La sinergia con istituzioni accademiche come l’Università Roma Tre e le istituzioni AFAM assicura inoltre una connessione vitale con la formazione delle nuove generazioni di artisti e professionisti del settore.
L’investimento culturale operato in questo padiglione del Mattatoio, restaurato con attenzione alla sua storicità ma orientato all’innovazione tecnologica, mira a colmare un vuoto istituzionale a Roma, dotando finalmente la città di un’infrastruttura dedicata specificamente alla fotografia. Grazie alla collaborazione con partner come Civita Mostre e Musei e Urban Vision, il Centro si propone non solo come luogo di conservazione ed esposizione, ma come uno strumento essenziale per comprendere il presente attraverso l’immagine. In un’epoca dominata dal flusso visivo costante, un luogo che invita alla sosta, allo studio e alla riflessione critica diventa un bene comune prezioso per l’intera comunità.
Info utili
- Luogo: Centro della Fotografia di Roma – ex Mattatoio, Piazza Orazio Giustiniani, Roma.
- Date: Dal 30 gennaio al 29 giugno 2026.
- Orari: Tutti i giorni dalle 12:00 alle 20:00. Chiuso il martedì.
- Eventi speciali: Venerdì 30 gennaio ore 18:00, incontro pubblico su Irving Penn (incluso nel biglietto).
- Promosso da: Roma Capitale e Fondazione Mattatoio.
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