- Cosa: Incontro con Virginia Gamba e presentazione del libro On the Tightrope: Chronicle of a Struggle for Peace and Disarmament.
- Dove e Quando: Presso la Fondazione Ernesta Besso, Largo di Torre Argentina 11, il 3 febbraio 2026 alle ore 17.30.
- Perché: Un’occasione rara per riflettere sul ruolo delle donne nei negoziati internazionali e sulla protezione dei minori nei conflitti armati.
In un’epoca segnata da tensioni geopolitiche crescenti e da una narrazione bellica che sembra soffocare ogni spazio di dialogo, Roma si prepara a ospitare una delle voci più autorevoli del panorama umanitario internazionale. Il prossimo 3 febbraio, i saloni della Fondazione Ernesta Besso diventeranno il palcoscenico di un dibattito necessario e profondo, centrato sulla figura di Virginia Gamba. Già Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per i bambini e i conflitti armati, la Gamba porterà nella Capitale non solo la sua esperienza diplomatica, ma una testimonianza viva di chi ha dedicato la carriera a proteggere i più vulnerabili laddove la legge internazionale viene calpestata.
L’evento, intitolato Donne, pace e sicurezza nei nuovi scenari politici, si configura come un momento di analisi critica e di speranza. Al centro della serata ci sarà la presentazione del volume On the Tightrope: Chronicle of a Struggle for Peace and Disarmament, un’opera che ripercorre le sfide, i fallimenti e le vittorie di una lotta costante per il disarmo. In un mondo che sembra aver smarrito la grammatica della convivenza pacifica, l’esperienza di questa “donna speciale” serve a ricordare che la pace non è un’astrazione, ma il risultato di negoziati difficili, silenzi pesanti e decisioni che determinano la sopravvivenza di milioni di persone.
Il ruolo delle donne nei nuovi scenari geopolitici
La discussione si inserisce in una cornice accademica e civile di alto profilo, co-organizzata dall’Universities Network for Children in Armed Conflict (UNETCHAC), dall’Università Niccolò Cusano, dalla Fondazione Besso e dalla Fondazione Matteotti. Il focus principale risiede nell’integrazione della prospettiva femminile all’interno dei processi di pace. La partecipazione delle donne non è solo una questione di equità sociale, ma una necessità strategica: i dati dimostrano che gli accordi di pace che vedono il coinvolgimento attivo delle donne hanno una probabilità significativamente maggiore di durare nel tempo.
L’incontro analizzerà come la figura femminile possa agire da catalizzatore per una sicurezza duratura, superando la vecchia logica della forza muscolare per abbracciare una diplomazia della cura e della ricostruzione. Virginia Gamba, attraverso il suo racconto “sulla corda tesa”, spiegherà quanto sia cruciale oggi guardare al futuro con la consapevolezza di ciò che può essere costruito nel presente, nonostante le macerie fisiche e morali che i conflitti lasciano dietro di sé. La pace, come recita il manifesto dell’evento, non è mai neutrale né scontata, ma richiede un coraggio civile che deve essere alimentato dalla conoscenza e dal pensiero critico.
Il Progetto REBIRTH: dalle vittime alle protagoniste
Un aspetto fondamentale dell’appuntamento romano riguarda la presentazione del progetto REBIRTH. Questa iniziativa, promossa dall’UNETCHAC e dall’Istituto di Studi Politici San Pio V, gode del supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, inserendosi pienamente nel V Piano Nazionale Donne, Pace e Sicurezza. L’obiettivo di REBIRTH è radicale e trasformativo: smettere di guardare alle ragazze colpite dai conflitti armati esclusivamente come vittime da assistere e iniziare a considerarle come le vere protagoniste della ricostruzione.
Attraverso questo progetto, si vuole fornire a queste giovani donne gli strumenti necessari per diventare leader nelle proprie comunità, trasformando il dolore in partecipazione politica e sociale. È una rete che porta la conoscenza dove spesso arrivano solo le armi, creando un ponte tra l’accademia e i territori di crisi. Durante la giornata, verranno affrontate le sfide del sistema geopolitico contemporaneo, cercando di delineare una linea comune per affrontare le emergenze umanitarie non più con interventi di breve termine, ma con strategie di ampio respiro che mettano al centro la dignità umana.
Un confronto tra accademia, Chiesa e società civile
Il dibattito sarà arricchito dai contributi di relatori di grande rilievo, capaci di offrire prospettive multidisciplinari. Tra i partecipanti figurano Giulio Albanese, missionario e giornalista la cui voce è da anni un punto di riferimento per l’analisi delle periferie del mondo, e il professor Paolo De Nardis, Presidente dell’Istituto di Studi Politici San Pio V. Accanto a loro, interverranno Laura Guercio, Segretario Generale dell’UNETCHAC, e Marxiano Melotti, docente di Sociologia all’Università Niccolò Cusano.
Questa pluralità di voci garantisce una riflessione che spazia dall’etica religiosa alla sociologia dei processi culturali, fino alla tecnica del diritto internazionale. L’incontro non si limiterà a una presentazione libraria, ma si trasformerà in uno spazio di responsabilità collettiva. Roma, con la sua storia millenaria di crocevia di popoli, si conferma il luogo ideale per rilanciare un messaggio di disarmo e per ribadire che la sicurezza globale non può prescindere dalla protezione dei bambini e dal riconoscimento del ruolo centrale delle donne nei processi decisionali.
Info utili
- Luogo: Fondazione Ernesta Besso, Largo di Torre Argentina 11, Roma.
- Data e Orario: 3 febbraio 2026, ore 17.30.
- Ingresso: Gratuito.
- Prenotazioni: Obbligatorie tramite l’indirizzo email dedicato uninetworkevents@gmail.com.
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