Cosa: Lo spettacolo teatrale Il bacio della donna ragno di Manuel Puig.
Dove e Quando: Al Teatro del Lido di Ostia (RM), sabato 7 febbraio alle ore 19.
Perché: Una storia universale di riscatto e umanità che sfida l’isolamento attraverso la forza del cinema e dei sentimenti.
L’intensità drammaturgica di Manuel Puig torna a vibrare sul litorale romano con una delle opere più significative del secondo Novecento. Sabato 7 febbraio, il Teatro del Lido di Ostia ospita Il bacio della donna ragno, una produzione che mette a nudo la fragilità e la forza dell’animo umano in condizioni estreme. Sotto la regia di Alessandro Di Marco, lo spettacolo propone una riflessione profonda sul valore del rispetto e sulla capacità dell’individuo di non cedere al degrado morale, anche quando la libertà fisica è negata. In scena, un trio di interpreti composto da Guido Del Vento, Simone Faucci e Ludovica Di Pasquale dà corpo e voce a un racconto che, dal 1976 a oggi, continua a mantenere intatta la sua urgenza comunicativa.
Un incontro forzato tra mondi divergenti
La narrazione si sviluppa interamente all’interno di una cella in una prigione di Buenos Aires, durante i duri anni Settanta. Qui, il destino costringe alla convivenza due figure agli antipodi: Luis Molina, un omosessuale condannato per oscenità, e Valentin Arregui, un attivista politico incarcerato per le sue idee socialiste. Se Molina rappresenta l’evasione attraverso l’immaginazione e la passione per il cinema, Valentin incarna la severità della lotta ideologica e il rigore della cospirazione politica contro il regime. La loro vicinanza forzata diventa il terreno fertile per un’evoluzione psicologica inaspettata, dove il pregiudizio iniziale lascia il passo a una solidarietà profonda.
Inizialmente, Molina agisce come una spia per conto dei carcerieri, con la promessa di uno sconto di pena per tornare a prendersi cura della madre. Tuttavia, proprio come una moderna Sherazade, Molina inizia a raccontare a Valentin le trame dei suoi film preferiti, popolate da dive glamour e storie d’amore struggenti. Questi racconti diventano l’unico nutrimento possibile in una realtà squallida e spaventosa, permettendo ai due uomini di fuggire mentalmente dalle mura che li stringono. È attraverso questa condivisione di sogni che Molina finisce per innamorarsi perdutamente del compagno di cella, decidendo infine di rischiare tutto per aiutarlo.
Il potere del sogno contro il silenzio del regime
Il regista Alessandro Di Marco sottolinea come l’opera originale di Puig sia stata a lungo osteggiata e proibita in Argentina a causa delle tematiche politiche e omosessuali, considerate sovversive per l’epoca. Nonostante la censura, il testo è diventato un fenomeno globale, trasformandosi in un film pluripremiato agli Oscar e in un musical di successo a Broadway. La chiave di questo successo risiede nella portata universale dei sentimenti dei protagonisti: due vite “a margine” che non accettano l’umiliazione a cui sembrano condannate e che alzano la voce per rompere un silenzio complice e assassino.
Nello spettacolo, la figura della Donna Ragno incarna il punto di incontro tra il sogno di Molina e le fantasie di Valentin. La messa in scena cerca di ricreare quel tempo immobile tipico della prigionia, dove l’esterno è un’entità inospitale che incombe su ogni respiro dei personaggi, pur non venendo mai mostrata direttamente. Con ritmi naturalistici e toni intimi, la regia punta a esaltare il riscatto eroico di due esistenze perseguitate che anelano alla libertà, intesa non solo come assenza di sbarre, ma come un mondo fatto di accoglienza e integrazione.
Un’eredità culturale ancora attuale
L’urgenza di riportare in scena Il bacio della donna ragno oggi risiede nella necessità di ribadire valori che sembrano ancora fragili. La pièce non è solo la cronaca di una detenzione, ma un manifesto sulla dignità umana che invita lo spettatore a non umiliare mai l’altro e a non permettere che chi ci circonda si senta degradato. La produzione si avvale delle scene e dei costumi di Nicola Civinini, che contribuiscono a definire visivamente il contrasto tra la miseria della cella e lo sfarzo immaginifico dei film narrati da Molina.
L’evento al Teatro del Lido rappresenta un’occasione importante per il pubblico del litorale e della capitale per confrontarsi con un classico contemporaneo che ha saputo abbattere le barriere del tempo. Attraverso la recitazione di Del Vento e Faucci, il dialogo tra Molina e Valentin diventa una danza delicata tra due solitudini che trovano l’una nell’altra la forza di restare umane. In un’epoca di frammentazione sociale, la storia di Puig ricorda che l’amore e la solidarietà sono le forme più alte di resistenza contro ogni oppressione.
Info utili
- Dove: Teatro del Lido di Ostia, Via delle Sirene 22, Ostia (Roma).
- Quando: Sabato 7 febbraio, ore 19:00.
- Biglietti: Disponibili online su Vivaticket.
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