- Cosa: Lo spettacolo teatrale Due passi sono, vincitore di numerosi premi nazionali, e la residenza artistica per il nuovo progetto Asja Lacis.
- Dove e Quando: Presso lo Spazio Rossellini di Roma; residenza dal 2 all’8 febbraio 2026, con spettacolo domenica 8 febbraio alle ore 18:00.
- Perché: Un’occasione unica per riscoprire un classico del teatro contemporaneo e sbirciare nel dietro le quinte di una nuova produzione dedicata a una rivoluzionaria del Novecento.
A distanza di molto tempo dal suo ultimo passaggio nella Capitale, la Compagnia Carullo-Minasi torna a calcare le scene romane con un doppio appuntamento che intreccia memoria e futuro. Lo scenario scelto per questo atteso ritorno è lo Spazio Rossellini, polo culturale multidisciplinare gestito da ATCL per la Regione Lazio, che ospiterà la compagnia in una settimana di intensa attività creativa. Al centro dell’evento non c’è solo la riproposizione di uno dei lavori più premiati e amati del panorama indipendente italiano, ma anche la genesi di una nuova opera che promette di indagare le pieghe più profonde della storia politica e artistica del secolo scorso.
Il cuore del programma è fissato per domenica 8 febbraio, quando andrà in scena Due passi sono, un’opera che ha segnato in modo indelebile il profilo artistico di Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi. Questo spettacolo non è semplicemente una replica, ma un ritorno alle origini per un duo che ha fatto della postura etica e della pulizia formale il proprio marchio di fabbrica. La serata rappresenta il culmine di una residenza artistica iniziata il 2 febbraio, durante la quale la compagnia si è dedicata alla lavorazione del nuovo progetto Asja Lacis. La donna che fa parlare la storia, creando un ponte ideale tra il repertorio consolidato e la ricerca d’avanguardia.
La poetica del limite: il microcosmo di Due passi sono
Due passi sono si presenta come una “piccola” tragedia moderna dalla forza dirompente. Protagonisti sono due esseri umani dalle fattezze ridotte, quasi schiacciati dal peso di un’esistenza che li confina in uno spazio asettico e deforme. La scenografia, curata da Cinzia Muscolino, evoca l’immaginario febbricitante dei bambini, dove ogni oggetto quotidiano appare sproporzionato o fuori posto. In questa “scatoletta di metallo”, l’uomo e la donna interpretati dai due registi-attori attraversano le tappe di una giornata grottesca e tenera, sospesi tra il desiderio di bellezza e la realtà di una prigionia invisibile ma opprimente.
Il punto di svolta drammaturgico avviene attraverso un “balzo” metaforico: nonostante le fragilità fisiche e le “gambe molli”, i due protagonisti riescono ad aprire la custodia del loro carillon interiore. Fuoriescono così verso il sogno della vera vita, imparando ad amare persino la fame, la malattia e i limiti dello stare. L’immagine finale del loro matrimonio si trasforma in una cripta sacra e festosa, una giostra di suoni e colori dove la poesia diventa l’unico linguaggio possibile per scambiarsi propositi di futuro. È una sfida aperta al mito di Romeo e Giulietta: qui il lieto fine non si trova nella morte, ma nella capacità di celebrare la vita nonostante la consapevolezza della fine.
Asja Lacis: tra rivoluzione, teatro e pedagogia
Parallelamente alla messa in scena del loro classico, Carullo e Minasi utilizzano lo Spazio Rossellini come laboratorio per il nuovo progetto dedicato a Asja Lacis. Regista, pedagoga e rivoluzionaria lettone, la Lacis è stata una figura centrale del Novecento, troppo spesso relegata all’ombra dei grandi uomini che hanno incrociato il suo cammino, come Walter Benjamin, Bertolt Brecht e Mejerchol’d. La nuova produzione intende restituirle la voce che merita, raccontando la sua infanzia difficile, la militanza nella Rivoluzione russa e la creazione del pionieristico Teatro Proletario dei bambini.
Il processo creativo, che vede la partecipazione della musicista Irida Gjergji e la drammaturgia di Silvia Bragonzi, si configura come una vera e propria jam session teatrale. Partendo dal Manifesto proletario dei bambini di strada scritto da Benjamin a Capri nel 1924 (ispirato proprio dai dialoghi con Asja), lo spettacolo intreccia frammenti di lettere, suoni elettronici e riflessioni teoriche. È un atto di resistenza che vuole dimostrare come il teatro possa ancora essere, oggi come allora, uno strumento di trasformazione sociale e di lotta politica, un “faro di cambiamento” alimentato dalla forza di una donna che ha sfidato ogni convenzione.
Un percorso di ricerca tra arte e comunità
La storia della Compagnia Carullo-Minasi, fondata nel 2011, è costellata di riconoscimenti prestigiosi, dal Premio Scenario per Ustica al Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro. Il loro è un teatro essenziale, capace di unire l’ironia alla filosofia, mantenendo sempre un rapporto di stretta prossimità con il pubblico. Questa filosofia si riflette anche nell’organizzazione della residenza a Roma, intesa come uno spazio condiviso di pensiero dove la ricerca accademica (Cristiana Minasi è anche dottore di ricerca in Scienze Cognitive) nutre costantemente la pratica scenica.
Il ritorno a Roma rappresenta dunque una tappa fondamentale di un percorso che proseguirà nei prossimi mesi verso Milano e Ravenna. Per il pubblico romano, è l’occasione per immergersi in un universo artistico che non teme di affrontare temi complessi come l’alienazione generazionale o la memoria storica, restituendoli attraverso una lente di incanto e speranza. Tra le mura dello Spazio Rossellini, la “nuova Bianca vita” evocata nello spettacolo diventa metafora di una rinascita artistica che continua a mettere al centro l’umano e la sua inesauribile capacità di sognare.
Info utili
- Sede: Spazio Rossellini, Via della Vasca Navale 58, Roma.
- Data e Orario: Domenica 8 febbraio 2026, ore 18:00.
- Biglietti:
- Intero online: € 14,50 + diritti di prevendita.
- Intero botteghino: € 15,00.
- Ridotto botteghino (under 18 e over 65): € 12,00.
- Servizi: Biglietteria e bar aperti un’ora prima dello spettacolo; parcheggio gratuito e custodito fino a esaurimento posti (ingresso da Via della Vasca Navale 70).
- Contatti: Telefono 345 2978091.
(Credit ph. Ilaria Costanzo)
