- Cosa: Firma del nuovo Protocollo d’Intesa per il Punto Unico di Accesso (PUA).
- Dove e Quando: Municipio Roma III Montesacro; accordo siglato recentemente tra gli enti.
- Perché: Per integrare servizi sociali e sanitari, semplificando la vita ai cittadini fragili.
In una città complessa e articolata come Roma, l’accesso ai servizi essenziali rappresenta spesso una sfida burocratica per i cittadini, specialmente per coloro che vivono situazioni di fragilità. È in questo contesto che la notizia della firma del nuovo Protocollo d’Intesa tra il Municipio Roma III e il Distretto 3 della ASL Roma 1 assume un valore che va oltre la semplice formalità amministrativa. Si tratta di un passo decisivo verso una gestione del welfare più umana, diretta e, soprattutto, integrata.
L’accordo, siglato alla presenza del Presidente del Municipio Roma III Montesacro, Paolo Emilio Marchionne, del Direttore Sostituto del Distretto 3 ASL Roma 1, Maria Ester De Caris, e del Direttore Socio-Educativo del Municipio, Paolo Palmucci, ha l’obiettivo di istituire e potenziare il Punto Unico di Accesso (PUA). Questo strumento è fondamentale per il coordinamento delle funzioni socio-assistenziali e socio-sanitarie, creando un vero e proprio ponte tra le esigenze di salute e quelle di supporto sociale che, troppo spesso, viaggiano su binari paralleli ma non comunicanti.
Un cambio di passo rispetto al passato
Il nuovo protocollo non nasce dal nulla, ma rappresenta l’evoluzione e l’aggiornamento di un precedente accordo sottoscritto il 24 maggio 2016. A distanza di quasi un decennio, le esigenze del territorio e le complessità demografiche sono mutate, richiedendo uno strumento più agile e performante. Il documento appena firmato sostituisce a tutti gli effetti il precedente, ponendo le basi per una rinnovata operatività del PUA. L’obiettivo primario è superare la frammentazione: il cittadino non dovrà più rimbalzare da uno sportello all’altro, tra uffici comunali e presidi sanitari, per vedere riconosciuti i propri diritti o per accedere alle cure e all’assistenza domiciliare.
L’integrazione territoriale delle funzioni è il cuore pulsante di questa iniziativa. Realizzare un PUA integrato significa mettere in condivisione dati, procedure e obiettivi tra l’ente locale (il Municipio) e l’azienda sanitaria (la ASL). In termini pratici, questo si traduce in risposte più veloci e percorsi di presa in carico che guardano alla persona nella sua totalità, non come a un insieme di pratiche distinte. È una visione olistica del servizio pubblico che mira a ridurre i tempi di attesa e a migliorare la qualità della vita dell’utenza, eliminando quei “colli di bottiglia” burocratici che spesso scoraggiano le famiglie nel momento del bisogno.
La centralità della persona e l’ascolto
Al centro di questo rinnovamento vi è una filosofia precisa: la cultura dei servizi alla persona. Come sottolineato durante la firma, il sistema non deve essere basato sulla rigidità delle procedure, bensì sull’accoglienza e sull’ascolto attivo del cittadino. Le strategie di intervento sociosanitario devono essere modellate sui bisogni reali espressi dall’utenza. La Dott.ssa Maria Ester De Caris ha evidenziato come il PUA integrato rappresenti un elemento cardine in un sistema che trova i suoi principi ispiratori nella centralità della persona, nell’equità e nell’unitarietà dell’accesso.
Non si tratta solo di erogare prestazioni, ma di accogliere. Quando un cittadino si rivolge al Punto Unico di Accesso, spesso si trova in una condizione di vulnerabilità, legata all’età avanzata, alla disabilità o a difficoltà socio-economiche. Trovare un interlocutore unico, capace di decodificare la domanda e attivare contemporaneamente le leve sanitarie e quelle assistenziali, significa restituire dignità al percorso di cura. L’ascolto diventa quindi il primo atto terapeutico e assistenziale, la base su cui costruire un piano personalizzato che non lasci indietro nessuno.
Sinergia istituzionale per le fragilità
La collaborazione tra ASL Roma 1 e Municipio Roma III è la chiave di volta di questo modello. Il Presidente Paolo Emilio Marchionne ha ribadito come questa sinergia sia indispensabile per favorire la continuità assistenziale. In un territorio vasto come quello del Terzo Municipio, garantire risposte tempestive ed eque è una priorità assoluta. Il target di riferimento è chiaro: anziani, persone con disabilità, minori e nuclei familiari che attraversano momenti di difficoltà. Per queste categorie, la frammentazione degli interventi non è solo un disservizio, ma un vero e proprio ostacolo alla sopravvivenza dignitosa.
Il consolidamento dei rapporti tra gli Enti sottoscrittori serve a potenziare il livello d’integrazione non solo funzionale, ma anche professionale. Assistenti sociali del municipio e personale sanitario della ASL lavoreranno sempre più a stretto contatto, condividendo linguaggi e metodologie. Questo approccio multidisciplinare permette di intercettare il bisogno prima che diventi emergenza e di strutturare reti di protezione sociale più solide. In definitiva, il nuovo PUA si candida a essere non solo uno sportello, ma un presidio di civiltà e un punto di riferimento certo per la comunità di Montesacro e dintorni.
Info utili
- Ente: Municipio Roma III Montesacro e ASL Roma 1 (Distretto 3).
- Servizio: PUA – Punto Unico di Accesso integrato.
- Destinatari: Cittadini residenti nel Municipio III con necessità socio-sanitarie (anziani, disabili, minori, famiglie).
- Obiettivo: Unificare l’accesso ai servizi assistenziali e sanitari.
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