- Cosa: Debutto nazionale dello spettacolo Vita da bionda, un monologo tra teatro e stand-up.
- Dove e Quando: Presso l’OFF/OFF Theatre di Roma, da giovedì 12 a domenica 15 febbraio 2026.
- Perché: Una riflessione ironica e profonda sugli stereotipi estetici, il pregiudizio e il “biondoshaming” nella società contemporanea.
Il palcoscenico dell’OFF/OFF Theatre di via Giulia si prepara ad accogliere una prima nazionale attesa, che vede protagonista l’attrice Miriam Galanti. Conosciuta per il suo impegno trasversale tra cinema, teatro e stand-up comedy, la Galanti porta in scena Vita da bionda, un’opera scritta a quattro mani con Giorgia Ciotola, che ne cura anche la regia. Lo spettacolo non è solo un esercizio di stile attoriale, ma un vero e proprio manifesto ironico contro le etichette sociali che, ancora oggi, condizionano la percezione delle donne in base al loro aspetto fisico.
L’opera nasce da un’esigenza profondamente personale dell’attrice: quella di raccontare cosa significhi navigare nel mondo dello spettacolo, e nella vita quotidiana, portando addosso lo stigma della “bionda”. In una società dominata dall’immagine, dove l’apparenza può spalancare porte dorate ma contemporaneamente sbarrare la strada alla credibilità professionale, la Galanti sceglie la chiave dell’ironia per scardinare pregiudizi duri a morire. È un viaggio che parte dalla superficie per scavare nelle fragilità umane, utilizzando la risata come strumento di analisi critica.
Il pregiudizio dell’estetica: nasce il biondoshaming
Il cuore pulsante di Vita da bionda risiede nella decostruzione degli stereotipi. Le autrici hanno coniato per l’occasione il termine biondoshaming, una parola che racchiude quel mix di sufficienza e pregiudizio che colpisce chi risponde a determinati canoni estetici. Nel testo emerge con forza una verità scomoda: se una donna è bionda, curata e solare, scatta quasi automaticamente un meccanismo di svalutazione intellettuale. Come sottolineato nel testo, la combinazione di bellezza e allegria sembra condannare la donna a essere etichettata come superficiale o, peggio, moralmente discutibile.
Attraverso una narrazione serrata, Miriam Galanti esplora le difficoltà di essere presa sul serio. Il monologo mette a nudo quanto sia faticoso, per una ragazza che non rientra nei canoni “intellettuali” classici, farsi strada in ambienti che prediligono etichette facili. Lo spettacolo diventa così uno specchio della nostra società, dove il valore di una persona viene spesso misurato attraverso lenti distorte, costringendo chi è “bionda e carina” a dover dimostrare il doppio delle competenze per ottenere la metà del riconoscimento.
Cinema “impegnato” e la sfida della credibilità
Un capitolo centrale della pièce è dedicato al mondo del cinema, in particolare a quello cosiddetto “impegnato”. Miriam racconta con schiettezza la frustrazione di trovarsi sistematicamente ignorata ai provini per ruoli drammatici, dove il cliché vuole che la vera attrice di spessore debba avere i capelli scuri, un’aria smunta e profonde occhiaie. La sua fisicità, spesso accostata per somiglianza a quella di figure mediatiche come Chiara Ferragni, diventa paradossalmente un ostacolo nel percorso verso ruoli di maggiore profondità artistica.
Il racconto si estende anche agli incontri quotidiani e agli approcci maschili, che spaziano dai party esclusivi del jet-set romano ai turni di lavoro come cameriera o modella. In ogni contesto, la Galanti descrive un atteggiamento maschilista e superficiale, dove il suo sorriso viene costantemente frainteso come un invito o un segno di ingenuità. Questa parte del monologo, pur mantenendo un ritmo da stand-up comedy, offre uno spaccato amaro sulla persistenza di certe dinamiche di potere e di genere che riducono la donna a oggetto o a stereotipo vivente.
Oltre la risata: il dolore e la leggerezza salvifica
Nonostante il tono brillante e le battute incalzanti, Vita da bionda non rinuncia a toccare corde emotive profonde. Lo spettacolo si apre alla confessione intima, toccando il dramma personale e le perdite familiari che hanno segnato la vita dell’attrice. È qui che la “leggerezza” assume un significato nuovo: non è più sinonimo di vacuità, ma diventa una strategia di sopravvivenza, un modo per elaborare il dolore senza lasciarsene schiacciare. La capacità di sorridere nonostante tutto si trasforma in un atto di resistenza contro la sofferenza e contro il pregiudizio stesso.
L’opera si conclude come un invito al pubblico a rivedere il proprio sguardo. La regia di Giorgia Ciotola e le musiche di Adriano Russo accompagnano Miriam in questo viaggio catartico che alterna risate liberatorie a momenti di riflessione pura. Vita da bionda riesce nell’intento di divertire senza restare in superficie, dimostrando che dietro una chioma chiara e un volto sorridente può nascondersi una complessità umana che merita di essere ascoltata, rispettata e, finalmente, compresa al di là di ogni colore o categoria predefinita.
Info utili
- Luogo: OFF/OFF Theatre, Via Giulia 19, 20, 21 – Roma
- Date: Da giovedì 12 a domenica 15 febbraio 2026
- Orari: Da martedì a sabato ore 21.00; domenica ore 17.00
- Biglietteria: Via Giulia 20 – Telefono +39 06 89239515
- Prevendita: Disponibile on line su Vivaticket
(Foto: Miriam Galanti, credit ph Francesca Marino)
