- Cosa: Debutto romano dello spettacolo Casa di bambola – Parte 2 di Lucas Hnath.
- Dove e Quando: Presso lo Spazio Diamante (Sala White) dal 6 al 15 febbraio 2026.
- Perché: Un sequel audace e moderno del capolavoro di Ibsen che indaga con ironia e ferocia le contraddizioni dei legami familiari.
Cosa succede dopo che una delle porte più famose della storia della drammaturgia si chiude con un fragore che ha scosso le fondamenta della società patriarcale dell’Ottocento? Henrik Ibsen, nel 1879, concludeva il suo capolavoro lasciando Nora Helmer nel bel mezzo di una fuga radicale, un atto di ribellione che vedeva la protagonista abbandonare marito, figli e il ruolo di “bambola” per cercare la propria identità. Quindici anni dopo quel gesto, il drammaturgo Lucas Hnath ha deciso di rispondere alla domanda che generazioni di spettatori si sono posti: cosa è stato di lei? Il risultato è Casa di bambola – Parte 2, un’opera che ha saputo conquistare Broadway nel 2017 ottenendo otto nomination ai Tony Awards e che oggi arriva a Roma, allo Spazio Diamante, grazie a una nuova produzione firmata da Viola Produzioni.
L’allestimento diretto da Claudio Zanelli non si limita a mettere in scena un seguito, ma propone una riflessione profonda e universale sulla libertà individuale e sul peso delle scelte passate. La commedia si presenta con un linguaggio diretto, quasi spudorato, capace di far ridere pur scivolando in una dimensione profondamente umana. La Nora che ritroviamo è una donna che ha viaggiato, che ha costruito una sua indipendenza, diventando più libera, più feroce e decisamente più scomoda. Il suo ritorno non è dettato dal pentimento, ma da una necessità pratica che la costringe a confrontarsi nuovamente con quel nucleo familiare che aveva lasciato nell’immobilità, scatenando un corto circuito emotivo dai risvolti inaspettati.
Una casa tra realtà e simbolismo
La regia di Claudio Zanelli sceglie di approcciare il testo di Hnath partendo dal concetto fisico e psicologico di “casa”. Non si tratta di una semplice ricostruzione ambientale, ma di un luogo dove i segreti sono rimasti intrappolati per oltre un decennio. L’idea portante è quella di eliminare la barriera tra palcoscenico e platea, permettendo allo spettatore di entrare quasi fisicamente nell’intimità della famiglia Helmer. La scenografia curata da Ambramà lavora proprio su questa smaterializzazione: le pareti diventano tracce leggere, lasciando che la stanza e lo spazio pubblico della platea si compenetrino. Questo permette al pubblico di trasformarsi in un ospite consapevole, un testimone diretto di una riunione di famiglia tanto inaspettata quanto carica di tensione.
In questo scenario minimalista, l’unico elemento che mantiene la sua interezza fisica è la porta. Quello stesso infisso che ha segnato la fuga originale diventa qui il perno del ritorno, rappresentando contemporaneamente la salvezza e la perdizione. È il simbolo di una libertà acquisita che ha però generato prigioni invisibili per chi è rimasto indietro. La scelta di ridurre al minimo il colore e gli elementi scenici serve a sottolineare una staticità temporale in cui il resto della famiglia sembra essere rimasto congelato, in attesa di un evento che rompa finalmente l’equilibrio precario delle loro vite.
L’uragano Nora e il flusso della vita vera
L’ingresso di Nora in scena viene descritto come un vero e proprio uragano di colore che squarcia una palette cromatica altrimenti scarica e monocroma. Questa contrapposizione visiva è resa magistralmente dai costumi realizzati dalle allieve dell’Accademia Costume & Moda, sotto la guida sapiente di Andrea Viotti. Nora non è solo una donna che torna; è la tempesta che scuote le menzogne su cui la sua ex famiglia ha ricostruito una parvenza di normalità. Il cast, guidato da Alice Mistroni nel ruolo della protagonista e completato da Simone Leonardi, Antonia Di Francesco ed Erica Sani, si muove in una struttura registica che privilegia la fluidità delle emozioni rispetto alla meccanicità dei movimenti teatrali.
L’obiettivo dichiarato è quello di far fluire il testo in un unico grande flusso di “vita vera”. La recitazione si allontana dai canoni del dramma borghese tradizionale per abbracciare un realismo tagliente, dove ogni battuta è una frecciata contro il perbenismo e le etichette sociali. Casa di bambola – Parte 2 riesce così a dialogare con il classico di Ibsen senza tradirne lo spirito, ma attualizzandone le tematiche. Si parla di ruoli di genere, di matrimonio e di amore con una spietatezza che non concede sconti a nessuno dei personaggi, portando alla luce i malesseri e le frustrazioni di chi ha scelto di restare e di chi ha avuto il coraggio di andare via.
Riflessioni sul genere e la società moderna
Sebbene l’ambientazione resti ancorata al periodo storico originale, i temi trattati da Hnath e portati in scena da Zanelli risuonano con una forza incredibilmente contemporanea. Lo spettacolo scava senza pietà nelle contraddizioni dei legami affettivi, mettendo in discussione l’istituzione del matrimonio e i sacrifici richiesti alle donne in nome della stabilità familiare. La pièce non cerca di dare risposte univoche o di stabilire chi abbia ragione, ma espone le ferite di tutte le parti coinvolte: il marito abbandonato, la figlia cresciuta senza madre, la governante che ha dovuto tenere insieme i pezzi di una casa in frantumi.
L’ironia è lo strumento principale utilizzato per affrontare questi argomenti complessi. Si ride delle assurdità del decoro e delle convenzioni sociali, ma è una risata che spesso lascia l’amaro in bocca. Il ritorno di Nora è una sfida lanciata a un mondo che vorrebbe vederla punita per la sua audacia, e invece la ritrova più determinata che mai. In questa “Parte 2”, la bambola non solo è uscita dalla casa, ma è tornata per abbatterne le mura, ricordando a tutti che la ricerca della propria identità è un percorso che non ammette ritorni indietro, ma solo confronti frontali con il proprio passato.
Info utili
- Luogo: Spazio Diamante (Sala White), Via Prenestina 230/B, 00176 Roma.
- Date e Orari:
- Venerdì 6 febbraio: ore 20:30
- Martedì 10 febbraio: ore 20:30
- Mercoledì 11 febbraio: ore 20:30
- Giovedì 12 febbraio: ore 20:30
- Venerdì 13 febbraio: ore 20:30
- Sabato 14 febbraio: ore 19:00
- Domenica 15 febbraio: ore 17:00
- Prezzi Biglietti:
- Standard: € 15
- Agevolato: € 12
- Supporter: € 19
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