- Cosa: Lo spettacolo teatrale Gli Imprevisti, scritto e diretto da Elisa Capo.
- Dove e Quando: Teatro Villa Pamphilj, Roma; domenica 8 febbraio alle ore 11.30.
- Perché: Un’esperienza teatrale inclusiva e ironica che celebra la diversità e la capacità di reagire all’inatteso.
Il panorama culturale romano si arricchisce di un appuntamento che fonde impegno sociale, arte scenica e intrattenimento per tutte le età. Domenica 8 febbraio, la splendida cornice del Teatro Villa Pamphilj ospiterà lo spettacolo Gli Imprevisti, un progetto nato dalla sensibilità di Elisa Capo e curato dalla Cooperativa Sociale Onlus Comici Camici. Inserito nella rassegna Comici Camici & Friends, l’evento si propone non solo come una performance artistica, ma come un manifesto vivente di inclusività, dove la “diversa abilità” diventa il motore immobile di una narrazione corale e gioiosa.
La trama: tra caos creativo e fiaba popolare
Il cuore pulsante de Gli Imprevisti risiede nel paradosso e nel gioco metateatrale. La vicenda mette in scena una compagnia di attori e attrici con diverse abilità che si ritrovano con l’intento di rappresentare una celebre fiaba popolare. Tuttavia, come suggerisce il titolo stesso della pièce, nulla procede secondo i piani prestabiliti. Il gruppo si ritrova immerso in una confusione creativa totale: nessuno ricorda con esattezza la trama del racconto e ogni interprete è fermamente convinto di partecipare a un’opera completamente diversa.
Questo marasma scenico si traduce in situazioni surreali e divertenti, dove le aspirazioni individuali dei personaggi si scontrano con la necessità di una messa in scena collettiva. C’è chi, nel bel mezzo della recitazione, vorrebbe improvvisare una partita di calcio e chi, ignorando le esigenze di copione, sogna di cucinare una pizza sul palco. A complicare ulteriormente la situazione interviene un improbabile duo di clown che, invece di riportare l’ordine, finisce per esasperare i malintesi, trasformando il tentativo di razionalità in un caos ancora più fitto e spassoso.
Una compagnia nata per accogliere l’inatteso
La Compagnia degli Imprevisti ha radici profonde che risalgono al 2010. Come spesso accade nei percorsi umani più autentici, il nome è arrivato dopo l’esperienza: il gruppo ha iniziato a operare prima ancora di darsi un’identità formale. Il termine “Imprevisti” non è stato scelto casualmente, ma riflette la filosofia intrinseca del progetto: accogliere l’inatteso come opportunità di crescita. La compagnia è aperta a tutti, abbattendo le barriere generazionali con una fascia d’età che spazia dai 10 ai 99 anni, dimostrando che il teatro è un linguaggio universale capace di unire biografie lontane.
Sotto la guida di Elisa Capo — attrice, regista, idealista neurodivergente e attivista per i diritti civili — il gruppo lavora sul concetto di teatro come specchio della società ideale. Una società che, secondo la visione della regista, dovrebbe essere intrinsecamente inclusiva e capace di reagire agli intoppi della vita con caparbietà e una sana dose di ironia. La messa in scena diventa così un esercizio di resilienza collettiva, dove l’errore o il fuori programma non sono visti come fallimenti, ma come momenti di verità artistica e umana.
Il contesto istituzionale e la mission sociale
La rappresentazione si inserisce nel sistema dei Teatri in Comune di Roma Capitale, una rete che mira a valorizzare il patrimonio culturale cittadino attraverso una programmazione di qualità accessibile al grande pubblico. Il Teatro Villa Pamphilj, con la direzione artistica di Veronica Olmi, si conferma ancora una volta un presidio fondamentale per la diffusione di progetti che coniugano la dimensione artistica con quella sociale e civile, grazie anche al coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura.
L’obiettivo finale de Gli Imprevisti è quello di lasciare allo spettatore, sia esso adulto o bambino, un interrogativo sulla natura della comunicazione umana. Quando la fiaba iniziale si dissolve nel disordine, i protagonisti scelgono di ritrovarsi al bar, concludendo che, dopotutto, “è sempre meglio berci su”. Questa chiusura giocosa, che invita alla convivialità e alla semplificazione dei conflitti, rappresenta l’invito ultimo della compagnia: restare umani, restare inclusivi e, soprattutto, restare pronti a sorridere davanti a ogni imprevisto che la vita e il palcoscenico decidono di offrirci.
Info utili
- Sito: Teatro Villa Pamphilj, Largo 3 giugno 1849, Roma (Ingresso Via di San Pancrazio 10 o P.zza S. Pancrazio 9/a).
- Data e Orario: Domenica 8 febbraio ore 11.30.
- Prezzi: Adulti 7 euro, bambini 5 euro.
- Segreteria: Aperta dal martedì alla domenica, ore 10-18. Telefono: 06 5814176.
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