Resistere non serve a niente Siti art

Resistere non serve a niente

Resistere non serve a niente Siti artUn’economia basata su capitali virtuali, una legalità che sconfina nel suo opposto, affari milionari in tempo di crisi.
E’ questo il mondo che Tommaso Aricò conquista, un successo finanziario dopo l’altro, proprio lui, ex-ragazzo obeso di una periferia romana. Ma come è arrivato fino a lì?
Si muove in questo ambito Walter Siti, nel suo ultimo romanzo Resistere non serve a niente, edito da Rizzoli.

Lo scrittore, una delle più importanti voci della letteratura italiana contemporanea, autore di pietre miliari come Scuola di nudo, Troppi paradisi, e curatore delle opere complete di Pier Paolo Pasolini, punta il suo sguardo acuto su un mondo che sembra ormai girare al contrario. Com’è nel suo stile, non c’è ricordo edulcorato del passato, né moralismo riguardo al presente, ma solo lucida coscienza e la capacità di guardare oltre, laddove altri leggono solo una parola fine che sa di commiserazione.
Una vita incredibile in un mondo incomprensibile. Il destino di un singolo, Tommaso, che riflette quello della collettività. “La grama litania dei lunedì neri e dei default a cascata – sveglia, non lo sapete che basta spostarsi di otto-nove meridiani per verificare una crescita industriale intorno al dodici per cento?

Devi dirmelo tu chi sono, dice Tommaso, abile finanziere, a un noto scrittore: un libro in cambio di una casa. Il primo consentirà al secondo di non perdere il proprio appartamento romano in via Vespasiano, il secondo scriverà sulla vita del primo.
A ognuno il suo campo, sembrerebbe, specifico e ben delimitato. D’altra parte, cosa possono avere in comune un intellettuale che scrive sul Foglio e un trentacinquenne in sovrappeso abituato a muoversi nel terreno scivoloso del mondo finanziario?
Lo diceva Kafka ed è vero… la letteratura è il salario per il servizio del diavolo“, dice l’uno.
Non devi per forza possedere una merce per venderla… puoi vendere anche denaro che non c’è, che per ora è solo un buco…“, ribatte l’altro.

Tra le prime pagine un urlo si leva al tramonto in un casale della Pontina. Scuoterà la vita di Tommaso e farà da sottofondo a tutta la sua storia.
Storia aspra, quella di Tommaso Aricò. Classe 1976, cresce a Pietralata con una madre abituata “a sopportare le sfuriate della vita” e pesa oltre cento chili già da adolescente. E’ buttando la zavorra del proprio corpo che riuscirà a prendere il largo, dopo aver ottenuto una laurea con lode in Economia. Le sue sono le acque torbide di una finanza fatta di stock options, di commodities, di derivati: “se non lo facessimo noi lo farebbero altri… il capitalismo finanziario funziona così“.

E’ il mondo di chi fa affari, non nonostante la crisi, ma perché c’è la crisi, che è l’arma perfetta per spingere le persone a indebitarsi, guadagnandoci sopra, ovviamente.
La crisi è utile a tante cose…per esempio crea l’esigenza di robuste iniezioni di capitali reali e questo seleziona i capaci…gli Stati saranno costretti a privatizzare dando origine a una nuova classe imprenditorial-dirigente…”
I confini tra legale e illegale non sono più ben definiti, e danno origine alla famigerata “zona grigia“.
Con l’eco di quell’urlo sempre presente, e in balia di questi valori rovesciati, la fame di cibo di Tommaso si trasforma in fame di denaro, facendo addentrare il lettore nella vita di uno dei nuovi (e pochi) padroni del mondo.
I meccanismi sembrano meno incomprensibili, quando si capisce che ogni singolo ingranaggio contribuisce al movimento globale. Alcuni si indebitano per comperare l’ultimo cellulare, altri fanno prestiti e così li tengono in pugno, è la finanza. E “tutte le società in declino privilegiano la finanza – vedi la Spagna del secondo Cinquecento, l’Olanda tardo-seicentesca e l’Inghilterra vittoriana.” Forse è per questo che “resistere non serve a niente“.

Resistere non serve a niente
di Walter Siti
Edizioni Rizzoli

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