Domenico Starnone
Einaudi
Un messaggio con un «ti amo» alla moglie Livia, e uno con un’informazione di lavoro alla collega Claudia. Così, in Destinazione errata, l’ultimo romanzo di Domenico Starnone (Einaudi), prende avvio il racconto di come un banale sbaglio possa incrinare anche l’esistenza più stabile.
Il protagonista, durante un pomeriggio convulso in cui accudisce i tre figli piccoli mentre la moglie è fuori città per lavoro, inverte i destinatari dei messaggi. E Claudia a quel «ti amo» risponde disarmante: «finalmente ti sei deciso, anch’io ti amo». Da qui si apre una crepa che non riguarda soltanto la fedeltà coniugale, ma la percezione stessa di sé.
La tentazione di chi legge è interpretare la svista come un classico atto mancato, in senso freudiano. E in effetti l’uomo – che nel romanzo resta senza nome, quasi a suggerire una responsabilità non assunta, un estraniamento – reagisce con un misto di sorpresa e compiacimento. Invece di chiarire l’equivoco, procrastina, tergiversa, si lascia avviluppare da una trama di omissioni e piccole menzogne che, accumulandosi, diventano destino. Ciò che fino al giorno prima era il mondo apparentemente perfetto di un marito innamorato e di un padre devoto comincia a sfaldarsi; all’improvviso Claudia non è più soltanto una collega «gentile e disponibile», ma una «donna con corpo di donna», presenza concreta che esige uno sguardo e una scelta.
Starnone si conferma osservatore finissimo dell’agire e del sentire umano, interprete di quella zona in cui il raziocinio cede alla forza opaca del desiderio. Sa individuare la «sciocchezza» che «squilibra tutto», il cedimento impercettibile che ci sposta dall’innocenza alla colpa, e con esso la consapevolezza che il mondo non sarà più intatto, ma irrimediabilmente «guasto». L’atto mancato diventa così figura di una duplice pulsione: la voglia di «buttare tutto all’aria» e, insieme, la paura di non sapersi più ricomporre.
«Come può essere che ami me, se tua moglie è così bella, così intelligente?», chiede Claudia. «Me ne accorgerei subito se mi tradisse», pensa Livia. Certezze e dubbi, eccitazione e turbamento accompagnano i personaggi attraverso una Roma quotidiana e febbrile che, accanto al traffico intasato, offre oasi di refrigerio. Attraverso un inferno di clacson si approda a Villa Torlonia, dove l’aria profuma di timo e verbena: un controcampo sensoriale che amplifica il dissidio interiore del protagonista.
Bugie, sotterfugi, finzione: sorprende la rapidità con cui si impara a mentire e ad aggiustare la realtà fino a credervi. «Ma poi?»: la domanda ritorna come un basso continuo, evocando il prezzo da pagare quando il tradimento si traveste da curiosità e l’avventatezza da evasione. Se è vero che «ciò che non si racconta non è mai accaduto», il rischio è che il taciuto si infetti e contamini. È lì, nelle pieghe del non detto, che Starnone scava e affonda la penna in un disastro annunciato, senza rinunciare a uno sguardo ironico e benevolo sui suoi personaggi, nei quali, inevitabilmente, riconosciamo qualcosa di noi.
Destinazione errata
di Domenico Starnone
Einaudi
Domenico Starnone (Napoli, 1943) è autore di romanzi e racconti. Nel 2001Ha vinto il Premio Strega con Via Gemito ripubblicato nel 2020 con Einaudi. Per Einaudi ha pubblicato inoltre Spavento (2009, Premio Comisso), Autobiografia erotica di Aristide Gambía (2011), Il salto con le aste (2012, prima edizione 1989), Condom (2013), Lacci (2014, The Bridge Book Award), Scherzetto (2016, Premio Isola d’Elba, finalista al National Book Award nella traduzione di Jhumpa Lahiri), Le false resurrezioni (2018), Confidenza (2019 e 2021), Vita mortale e immortale della bambina di Milano (2021 e 2023) e La scuola, che racchiude i racconti Ex cattedra, Fuori registro, Sottobanco, Solo se interrogato (2022), L’umanità è un tirocinio (2023), Fare scene. Una storia di cinema (2023), Il vecchio al mare (2024 e 2025), Labilità (2024) e Destinazione errata (2025). Dai suoi libri sono stati tratti film di successo: La scuola, Lacci e Confidenza di Daniele Luchetti, Auguri professore di Riccardo Milani e Denti di Gabriele Salvatores.
