- Cosa: Inaugurazione del nuovo allestimento e riqualificazione dell’area archeologica degli ambulacri meridionali dell’Anfiteatro Flavio.
- Dove e Quando: Parco archeologico del Colosseo, Roma. Area aperta al pubblico dal 17 marzo 2026.
- Perché: Per ammirare il piano di calpestio originale in travertino dell’età Flavia e i resti della Meta Sudans, finalmente liberati dalle stratificazioni ottocentesche.
Il Colosseo non finisce mai di stupire e, in questo marzo 2026, restituisce alla città e al mondo intero un frammento fondamentale della sua storia architettonica. Il Parco archeologico del Colosseo ha ufficialmente inaugurato gli interventi di valorizzazione e riqualificazione degli ambulacri meridionali, un’area che per oltre un secolo era rimasta “nascosta” da una sistemazione tardo-ottocentesca che ne impediva la lettura integrale. Grazie a un meticoloso lavoro di scavo e restauro, i visitatori possono oggi calpestare la storia, muovendosi su una superficie che ricalca esattamente quella dell’epoca imperiale.
Il progetto, finanziato attraverso i fondi di compensazione per le opere della Metro C (delibera CIPE n. 67 del 2019), rappresenta un traguardo scientifico di enorme rilievo. Sotto la direzione tecnica e scientifica del PArCo, e con la prestigiosa firma dello studio Stefano Boeri Interiors per la progettazione, l’area è stata trasformata in un percorso espositivo all’aperto che unisce il rigore filologico del restauro alla modernità di un allestimento inclusivo e tecnologicamente avanzato.
Il ritorno alle quote flavie: travertino e memoria
La novità più significativa dell’intervento riguarda il ripristino della quota originale di calpestio. La pavimentazione in travertino, posata seguendo i livelli dell’età Flavia, permette finalmente di distinguere con nettezza il profilo del Colosseo dalla piazza moderna in sampietrini. Questo “salto temporale” non è solo estetico: serve a restituire la corretta proporzione monumentale all’Anfiteatro Flavio, permettendo all’occhio di percepire la maestosità della crepidine originale. Lo scavo archeologico ha inoltre riportato alla luce i resti della pavimentazione antica, finora sepolti, offrendo nuovi dati preziosi agli studiosi.
Un altro elemento cardine della riqualificazione è la valorizzazione dei resti della Meta Sudans, la celebre fontana monumentale di epoca flavia che sorgeva proprio dinanzi al Colosseo. Sebbene la struttura sia stata purtroppo demolita in epoca fascista, il nuovo allestimento ne evidenzia le fondamenta e il perimetro, integrando la narrazione storica dell’area attraverso una segnaletica d’eccellenza. Questo intervento permette di ricostruire idealmente l’assetto urbanistico della Roma imperiale, dove il Colosseo, l’Arco di Costantino e la Meta Sudans formavano un complesso architettonico organico e armonioso.
Un allestimento d’autore tra design e restauro
L’intervento porta la firma di Stefano Boeri Interiors, che ha curato la progettazione dell’allestimento con l’obiettivo di rendere l’area non solo fruibile, ma anche narrativamente coinvolgente. Il design dei supporti informativi e delle passerelle è stato studiato per integrarsi con discrezione nel contesto archeologico, utilizzando materiali e linee che dialogano con la pietra millenaria. Grazie alla sponsorizzazione tecnica di Mapei, che ha fornito materiali all’avanguardia per il consolidamento e il restauro, le superfici antiche sono state messe in sicurezza e protette per le generazioni future.
L’attenzione alla fruibilità è stata massima: il nuovo percorso è stato pensato per essere accessibile a tutti, eliminando le barriere architettoniche e fornendo apparati didattici multilingua e digitali. Il restauro delle superfici, che ha interessato sia i paramenti murari che i resti lapidei, è stato condotto con tecniche non invasive che hanno permesso di rimuovere i depositi superficiali e le incrostazioni accumulate nei decenni, riportando alla luce la cromia originale dei materiali romani.
Archeologia urbana: il futuro del Parco
Il Direttore del Parco archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo, ha sottolineato come questo intervento sia parte di una strategia più ampia di “archeologia urbana viva”. L’apertura degli ambulacri meridionali non è un punto di arrivo, ma un tassello che si inserisce nella continua trasformazione del PArCo in un centro di eccellenza per la ricerca e la valorizzazione. La collaborazione tra istituzioni pubbliche e partner privati come Mapei dimostra come la sinergia tra diversi attori sia la chiave per la salvaguardia del patrimonio culturale italiano.
L’area, ora restituita al pubblico, offre una prospettiva inedita per chiunque visiti la Capitale. Osservare l’Arco di Costantino camminando sulle stesse pietre — o sulla loro fedele ricostruzione volumetrica — che vedevano i cittadini romani duemila anni fa, regala una sensazione di continuità storica impareggiabile. Il lavoro del PArCo prosegue ora verso nuovi settori del monumento, con l’obiettivo costante di far parlare le pietre e raccontare la complessità di una Roma che continua a scavare nel proprio passato per illuminare il futuro.
Info utili
- Luogo: Parco archeologico del Colosseo – Area ambulacri meridionali (lato Arco di Costantino).
- Indirizzo: Piazza del Colosseo, 1, Roma.
- Orari: Aperto tutti i giorni dall’alba al tramonto (seguendo gli orari stagionali del PArCo).
- Biglietti: Accesso incluso nei titoli di ingresso ordinari al Parco archeologico del Colosseo (24h, Full Experience o Forum Pass).
- Contatti: b-pall.didattica@cultura.gov.it (per gruppi e scolaresche).
(in foto: Ambulacri meridionali del Colosseo; Credit ph Simona Murrone – Parco archeologico del Colosseo)
