- Cosa: Lo spettacolo teatrale Toccando il vuoto, adattamento del celebre memoir alpinistico di Joe Simpson.
- Dove e Quando: Al Teatro Sala Umberto di Roma, dal 24 al 29 marzo 2026.
- Perché: Una riflessione profonda sulla resilienza umana e sul peso etico delle decisioni impossibili, portata in scena da un cast d’eccellenza guidato da Lodo Guenzi.
Il confine tra la vita e la morte, la sottile linea che separa l’ambizione dalla sopravvivenza, diventa materia teatrale pulsante alla Sala Umberto. Arriva a Roma Toccando il vuoto, la pièce tratta dal romanzo di Joe Simpson che ha segnato la letteratura di montagna e non solo. Sotto la regia di Silvio Peroni, lo spettacolo traspone sul palcoscenico l’incredibile vicenda vissuta nel 1985 sulle Ande peruviane, trasformando un’impresa alpinistica in un’indagine psicologica universale.
Protagonista assoluto è Lodo Guenzi, che sveste i panni del musicista per immergersi in quelli di Joe Simpson, affiancato da un cast di spessore composto da Eleonora Giovanardi, Giovanni Anzaldo e Matteo Gatta. La forza di questa produzione risiede nella capacità di non limitarsi alla cronaca di un incidente, ma di esplorare i meccanismi del senso di colpa e il valore dell’amicizia quando messa di fronte all’abisso, letterale e metaforico.
Un abisso tra etica e sopravvivenza
La vicenda è nota: durante la discesa dal Siula Grande, Joe cade in un crepaccio rompendosi una gamba. Il suo compagno, Simon Yates (interpretato da Giovanni Anzaldo), tenta disperatamente di calarlo, finché una tempesta e l’impossibilità di comunicare lo pongono di fronte a una scelta atroce: tagliare la corda per non precipitare entrambi. È questo il fulcro drammatico dell’opera: il momento in cui la logica della sopravvivenza si scontra con il legame umano.
Lo spettacolo, tradotto da Monica Capuani dall’adattamento dello scozzese David Greig, si muove su una struttura narrativa che alterna il passato della scalata al presente della memoria. La scena diventa un luogo astratto dove le rocce sono fatte di ricordi e rimpianti. La regia di Peroni punta sulla verticalità del pensiero, spingendo gli attori a una prova fisica ed emotiva che restituisce allo spettatore la claustrofobia del crepaccio e l’infinità del cielo andino.
La montagna come specchio dell’anima
Non è necessario essere esperti di arrampicata per lasciarsi coinvolgere da Toccando il vuoto. Come sottolinea il protagonista in un passaggio cruciale del testo, scalare non è “strano”, è ciò che l’essere umano fa da millenni per natura. La vera stranezza, suggerisce la pièce, è la vita moderna fatta di scrivanie, mutui e sguardi vuoti davanti alla TV. La montagna, in questa prospettiva, diventa l’unico luogo di autenticità rimasto, dove ogni gesto ha una conseguenza immediata e irreversibile.
La presenza di Eleonora Giovanardi nel ruolo della sorella di Joe aggiunge una dimensione ulteriore al racconto: quella di chi resta a terra, di chi aspetta e deve dare un senso a una passione che appare incomprensibile ai più. Il confronto tra la visione romantica dell’ascesa e la brutalità del dolore fisico crea un corto circuito emotivo che tiene alta la tensione per tutta la durata della rappresentazione, rendendo omaggio alla straordinaria resilienza che permise a Simpson di strisciare per giorni tra i ghiacci verso la salvezza.
Una produzione di eccellenza per la scena romana
Lo spettacolo è frutto di una collaborazione tra diverse realtà di rilievo del panorama teatrale italiano, tra cui Infinito, Argot Produzioni e Accademia Perduta/Romagna Teatri. Questa sinergia ha permesso di portare in Italia un testo contemporaneo di grande successo internazionale, capace di parlare a un pubblico eterogeneo. L’uso dello spazio scenico alla Sala Umberto promette di essere innovativo, cercando di restituire quella sensazione di vuoto che dà il titolo all’opera.
Toccando il vuoto si configura dunque come uno degli appuntamenti più attesi della stagione capitolina. Attraverso la voce di Lodo Guenzi e dei suoi compagni di scena, il pubblico è invitato a chiedersi cosa farebbe al posto di Simon, o dove troverebbe la forza di Joe. È un teatro che interroga, che non offre risposte facili e che, proprio come una scalata impegnativa, lascia alla fine una sensazione di stanchezza mista a una profonda, inaspettata gratitudine per la vita.
Info utili
- Sede: Teatro Sala Umberto, Via della Mercede 50, Roma.
- Periodo: Dal 24 al 29 marzo 2026.
- Orari: Martedì, mercoledì e venerdì ore 20:30; giovedì ore 19:00; sabato e domenica ore 16:00.
- Contatti: prenotazioni@salaumberto.com
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