- Cosa: La mostra Dante nei libri d’artista, un’esposizione di 30 opere contemporanee ispirate al Sommo Poeta.
- Dove e Quando: Biblioteca Vallicelliana (Salone Borromini), Roma. Dal 25 marzo al 22 aprile 2026.
- Perché: Un’occasione unica per vedere come l’estetica dantesca venga reinterpretata oggi attraverso materiali e tecniche d’avanguardia, in dialogo con tesori bibliografici antichi.
Il 25 marzo, in occasione del Dantedì, la storica cornice della Biblioteca Vallicelliana di Roma si trasforma nel palcoscenico di un incontro straordinario tra la letteratura immortale e la creatività contemporanea. La mostra Dante nei libri d’artista, curata da Stefania Severi e promossa dalla FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori), celebra il genio dell’Alighieri non solo come autore, ma come icona visiva e spirituale capace di influenzare ancora oggi le arti plastiche e grafiche. L’evento gode dell’alto patrocinio del Comitato Nazionale Dante 2021, a testimonianza del valore scientifico e divulgativo di un’iniziativa che chiude idealmente le celebrazioni per i sette secoli dalla scomparsa del poeta.
L’inaugurazione, prevista per mercoledì 25 marzo alle ore 16.30, vedrà la partecipazione della Direttrice della Biblioteca, la Dott.ssa Livia Marcelli, insieme al Presidente della FUIS, il Prof. Natale Antonio Rossi, e alla curatrice stessa. Questo appuntamento non è solo una rassegna espositiva, ma un laboratorio di riflessione sulla “fisicità” della parola scritta, dove il libro cessa di essere semplice contenitore di testi per farsi esso stesso scultura, oggetto e visione.
Trenta visioni per un Poeta: la metamorfosi del libro
Il cuore pulsante dell’esposizione è costituito da 30 libri d’artista, realizzati da altrettanti autori che si sono misurati con la complessa eredità dantesca. Ogni opera è un pezzo unico, un’interpretazione soggettiva che spazia dal ritratto del poeta alle figure femminili che ne hanno popolato l’immaginario, fino ai luoghi fisici e metafisici descritti nelle sue opere. Non è solo la Divina Commedia a essere indagata: gli artisti hanno attinto a piene mani anche dalla Vita Nova, dalle Rime, dal Convivio e dai trattati latini come il De Vulgari Eloquentia o il De Monarchia, restituendo una panoramica completa della produzione alighieriana.
Ciò che colpisce immediatamente il visitatore è la straordinaria varietà delle forme strutturali adottate. Il concetto tradizionale di volume viene scardinato in favore di libri oggetto, leporelli (i celebri libri a fisarmonica), rotoli e libri in scatola. Alcuni artisti hanno optato per il formato del foglio in cartella, altri per l’organetto, dimostrando che il “libro” è un perimetro infinito di sperimentazione. Questa eterogeneità riflette perfettamente la stratificazione del pensiero di Dante, capace di muoversi tra la rigidità dottrinale e la fluidità del sentimento amoroso.
Tecniche e linguaggi: dall’acquerello al digitale
Sotto il profilo tecnico, la mostra si presenta come un catalogo delle possibilità espressive contemporanee. Il percorso espositivo mette in luce il lavoro di incisori, illustratori, pittori e scultori, ma anche di esponenti della fiber art. I materiali utilizzati raccontano storie diverse: si passa dalla nobile semplicità della carta a superfici tessili ricercate, fino ad arrivare a pagine polimateriche che sfidano la bidimensionalità. Anche le tecniche variano drasticamente, unendo la delicatezza dell’acquerello alla precisione dell’immagine computerizzata, creando un ponte tecnologico tra il passato e il futuro.
L’elenco degli artisti coinvolti rappresenta un’eccellenza nel panorama nazionale. Tra i nomi presenti spiccano figure come Letizia Ardillo, Maria Pina Bentivenga, Giovanni di Carpegna Falconieri, Primarosa Cesarini Sforza, Massimiliano Kornmüller e Vincenzo Scolamiero, solo per citarne alcuni. Ciascuno di loro ha infuso nel supporto materico una propria sensibilità, rendendo omaggio a Dante attraverso segni grafici decisi o evanescenze cromatiche. Il risultato è un dialogo polifonico in cui il tema dantesco funge da collante tra generazioni e stili differenti.
Il dialogo con l’antico: i tesori della Vallicelliana
L’esposizione non si limita alla produzione moderna, ma trova una profonda legittimazione storica grazie ai preziosi testi di Dante appartenenti al patrimonio della Biblioteca Vallicelliana. Tra questi, spicca per importanza il manoscritto Ms C 92, un volume contenente le Vite di Sante Vergini e Martiri e le Rime, storicamente appartenuto a San Filippo Neri. Il valore documentario di questo reperto è inestimabile, poiché custodisce tra le sue pagine l’ultimo canto del Paradiso, permettendo ai visitatori di osservare da vicino la devozione e l’attenzione che, già secoli fa, circondavano l’opera dantesca.
A completare questo legame tra epoche diverse vi è la presentazione del cosiddetto Dante Vallicelliano, il celebre incunabolo Z 79A. Per l’occasione, le sue preziose illustrazioni saranno fruibili in versione digitale, garantendo una consultazione moderna e interattiva di un capolavoro altrimenti inaccessibile per ragioni di conservazione. Questo connubio tra il libro d’artista contemporaneo e il codice antico sottolinea come la figura di Dante sia un filo rosso ininterrotto nella storia della cultura italiana, capace di rinnovarsi pur restando fedele alla propria essenza universale.
Info utili
- Sede: Biblioteca Vallicelliana – Salone Borromini, Piazza della Chiesa Nuova 18, Roma.
- Periodo: Dal 25 marzo al 22 aprile 2026.
- Orari: Lunedì, martedì e venerdì dalle 10.00 alle 13.00; mercoledì e giovedì dalle 15.00 alle 18.00.
- Prenotazione: Obbligatoria per i turni infrasettimanali (tranne i giorni degli eventi speciali) scrivendo a b-vall.didattica@cultura.gov.it con 24 ore di anticipo.
- Giorni ad accesso libero (senza prenotazione): 25 marzo (inaugurazione), 1° aprile (incontro “Il mio Dante”), 22 aprile (finissage).
- Ingresso: Libero fino ad esaurimento posti.
- Chiusura: Sabato, domenica e festivi.
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