- Cosa: The Dream Syndicate, un convegno internazionale su lavoro culturale, musica e tecnologia.
- Dove e Quando: MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, 13 e 14 marzo 2026.
- Perché: Per riflettere sulle trasformazioni della creatività nell’era delle piattaforme digitali e del burnout.
Il panorama culturale contemporaneo sta attraversando una fase di profonda mutazione, dove il confine tra espressione artistica e produzione industriale si fa sempre più sottile. In questo contesto di incertezza e trasformazione, il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma si propone come centro nevralgico del dibattito internazionale ospitando The Dream Syndicate. Dissonanze, autonomie e desiderio nel lavoro culturale. Curato da Carlo Antonelli e Valerio Mannucci, l’evento si configura non come una semplice rassegna, ma come una vera e propria “chiamata alle armi” intellettuale per interrogare le nuove condizioni del lavoro immateriale.
L’iniziativa nasce sotto l’egida della direzione artistica di Cristiana Perrella e si inserisce in un percorso di ricerca che il museo sta portando avanti sulle eredità della sperimentazione romana. Il punto di partenza è infatti lo storico festival Dissonanze, ideato da Giorgio Mortari, che per un decennio ha rappresentato l’eccellenza della musica elettronica e dell’arte digitale in Italia. Se la mostra One Day You’ll Understand. 25 anni da Dissonanze ne ricostruisce la storia documentale, il convegno The Dream Syndicate ne riattiva lo spirito critico, spostando l’attenzione dalle memorie del passato alle urgenze del presente, tra algoritmi, economia delle piattaforme e nuove forme di resistenza collettiva.
Dalla smaterializzazione del suono al capitalismo informazionale
La prima giornata del convegno, venerdì 13 marzo, si concentra sulla costruzione di un solido perimetro teorico, affidato a due figure di spicco della cultura critica internazionale. L’apertura è affidata a David Toop, compositore e saggista britannico che ha saputo raccontare come pochi altri la “vaporizzazione” della musica. Toop analizzerà come la smaterializzazione del suono, avvenuta negli ultimi venticinque anni, non sia stato solo un cambiamento tecnologico, ma una rivoluzione radicale delle condizioni di produzione. La musica, un tempo legata a supporti fisici e spazi definiti, è oggi un flusso onnipresente che interroga direttamente il valore del lavoro musicale e la sua percezione sociale.
A seguire, l’intervento di McKenzie Wark sposterà l’analisi verso le strutture di potere del capitalismo digitale. La studiosa australiana esplorerà il concetto di vectoral capitalism, analizzando come le infrastrutture informatiche odierne non si limitino a ospitare la creatività, ma ne catturino il valore attraverso processi di estrazione sempre più sofisticati. Il lavoro culturale viene così sezionato nella sua dimensione materiale e simbolica, mettendo in luce la tensione costante tra il desiderio di autonomia del creatore e i sistemi di proprietà dell’informazione che tendono a fagocitare ogni forma di produzione indipendente.
Collettività contro burnout: la fatica del “never-not-working”
Il sabato 14 marzo il dibattito entra nel vivo delle pratiche quotidiane con una serie di tavoli di discussione che coinvolgono artisti, curatori e operatori del settore. Il primo modulo, intitolato Dalla fatica al coro, affronta uno dei temi più urgenti della contemporaneità: il progressivo esaurimento del mito dell’autonomia individuale. In un mondo dove il precariato creativo è diventato la norma, l’imperativo del restare sempre connessi e produttivi (never-not-working) porta inevitabilmente a fenomeni di stanchezza cronica e burnout. Esperti come Leonardo Metz, il collettivo XING, Sara Alberani e Lola Cola si interrogheranno su come sia possibile trasformare la sofferenza individuale in una forza collettiva di sciopero, rifiuto o mutuo soccorso.
Il secondo tavolo, Ingegneria della gioia, esplorerà invece le possibilità costruttive all’interno e all’esterno delle istituzioni. Con la partecipazione di Andrea Lissoni, Julian Siravo e il duo Industria Indipendente, la riflessione si sposterà sulla progettazione di esperienze culturali che generino valore e piacere senza riprodurre dinamiche di auto-sfruttamento. L’obiettivo è individuare nuove “geometrie” del possibile, dove la sostenibilità materiale e l’entusiasmo creativo possano convivere grazie a una distribuzione più equa di risorse, tempo e attenzione, superando la logica del mercato che spesso premia solo la quantità a discapito della qualità della vita degli operatori.
La tecnologia come traditrice e il futuro dell’autonomia
L’ultima parte del convegno affronta il rapporto ambivalente con gli strumenti della creazione. Nel tavolo Traditrice indispensabile, il critico Simon Reynolds (in collegamento) dialogherà con Valerio Mattioli e Claudia Attimonelli sulla natura duale della tecnologia digitale. Se un tempo software e piattaforme erano percepiti come alleati per la liberazione dei linguaggi, oggi appaiono spesso come dispositivi di controllo che impongono standard tecnici e algoritmi castranti. La sfida è capire come la musica e la cultura possano continuare a essere “traditrici” degli schemi precostituiti pur utilizzando mezzi che tendono all’omologazione e alla cattura del dato.
La chiusura dei lavori è affidata a una Outro lecture d’eccezione con Bruce Sterling. Lo scrittore e futurologo rifletterà sul destino dell’autonomia creativa nell’era delle piattaforme, interrogandosi su cosa resti della promessa di libertà del lavoro culturale nel momento in cui le grandi infrastrutture digitali organizzano e possiedono i sistemi di valore. The Dream Syndicate si conclude così non con una risposta definitiva, ma con una consapevolezza rinnovata: il MACRO ribadisce il suo ruolo di spazio di ascolto e riflessione critica, dove la memoria della sperimentazione passata serve da carburante per immaginare nuove forme di vita e di lavoro nel futuro prossimo.
Info utili
- Sede: MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, via Nizza 138, 00198 Roma
- Date: Venerdì 13 e sabato 14 marzo 2026
- Orari: Venerdì dalle ore 18:00; Sabato dalle ore 12:00 alle ore 20:30
- Ingresso: Gratuito
- Sito ufficiale: museomacro.it
(Credit ph: Ela Bialkowska- OKNO Studio)
