- Cosa: Un ciclo di quattro conferenze storiche dedicate al Risorgimento e alla Repubblica Romana.
- Dove e Quando: Campidoglio e Archivio Storico Capitolino, dal 9 febbraio all’11 maggio 2026.
- Perché: Per riscoprire le radici democratiche dell’Italia attraverso l’analisi di figure chiave e luoghi simbolo.
L’eredità storica di Roma si arricchisce di un nuovo percorso di approfondimento dedicato a una delle stagioni più intense e idealiste della storia nazionale. A partire dal 9 febbraio 2026, la Capitale ospiterà il ciclo di conferenze intitolato Risorgimento a Roma, un’iniziativa promossa dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Il progetto, curato dal professor Miguel Gotor, si propone di gettare una luce nuova e rigorosa sugli eventi che hanno portato alla nascita dello Stato unitario, focalizzandosi in particolare sull’esperienza straordinaria della Repubblica Romana del 1849.
L’obiettivo dell’iniziativa non è solo quello di celebrare una ricorrenza, ma di favorire una rilettura interpretativa che metta in dialogo il passato con le generazioni contemporanee. Il Risorgimento, infatti, non è soltanto un elenco di battaglie e date, ma rappresenta il momento in cui si sono definiti i valori di libertà, divisione dei poteri e suffragio che costituiscono l’ossatura della nostra democrazia moderna. Attraverso il coinvolgimento di autorevoli accademici, il ciclo si preannuncia come un viaggio intellettuale tra i luoghi simbolo del potere e della memoria cittadina.
Il sogno democratico della Repubblica Romana
Il punto di partenza di questo percorso non poteva che essere il 9 febbraio, data simbolo della proclamazione della Repubblica Romana nel 1849. Quella breve ma intensa parentesi storica vide Roma trasformarsi nel laboratorio politico più avanzato d’Europa. La Costituzione allora approvata introduceva principi rivoluzionari: il suffragio universale maschile, l’abolizione della tortura e della pena di morte, e la fine dei ghetti. Era la realizzazione di un sogno democratico che, sebbene destinato a soccombere sotto l’urto delle armi francesi, avrebbe lasciato un solco indelebile nell’immaginario dei patrioti italiani.
La prima conferenza, ospitata nella prestigiosa Sala della Protomoteca in Campidoglio, vedrà la partecipazione della professoressa Marina Formica. L’intervento analizzerà l’evoluzione del pensiero democratico a Roma partendo dalle suggestioni del triennio giacobino (1796-1799) fino ad arrivare all’esplosione rivoluzionaria del Quarantanove. Si tratta di un’occasione unica per comprendere come le idee di libertà abbiano circolato nel tessuto urbano, influenzando non solo le élite intellettuali ma anche ampi strati della popolazione romana.
Mazzini, Garibaldi e la costruzione del mito
Le sessioni successive si sposteranno presso l’Archivio Storico Capitolino, in Piazza dell’Orologio, un luogo che custodisce la memoria documentale della città. Il 9 marzo il focus sarà dedicato a Giuseppe Mazzini e alla sua visione della “Terza Roma”, quella dei popoli, destinata a superare la Roma dei Cesari e quella dei Papi. Il dottor Mario Di Napoli illustrerà come l’apostolo dell’Unità abbia interpretato la missione civile della città eterna nel contesto della nuova nazione italiana.
Un aspetto particolarmente interessante del ciclo sarà affrontato il 13 aprile dalla professoressa Paola Salvatori, che indagherà l’uso politico di Garibaldi sotto il fascismo. Questa sezione del programma evidenzia la volontà dei curatori di non limitarsi alla cronaca dell’Ottocento, ma di esplorare come la simbologia risorgimentale sia stata riutilizzata, e talvolta distorta, dalle epoche successive per scopi di propaganda. È un’analisi critica necessaria per distinguere il fatto storico dalla sua successiva mitizzazione politica.
Luoghi della memoria: il Gianicolo e Mameli
L’appuntamento conclusivo, previsto per l’11 maggio, vedrà protagonista lo stesso curatore, Miguel Gotor, con un intervento dedicato al Mausoleo Ossario Garibaldino e alla figura di Goffredo Mameli. Il Gianicolo è, per eccellenza, il colle del Risorgimento romano, il luogo dove si consumò l’ultima eroica difesa della Repubblica e dove caddero giovani provenienti da ogni parte d’Italia. Il Mausoleo non è solo un monumento funebre, ma un sacrario dell’identità nazionale che ancora oggi parla ai visitatori attraverso il sacrificio dei suoi martiri.
Approfondire la figura di Mameli significa riscoprire il fervore poetico e l’impegno civile di una gioventù che credeva fermamente nella possibilità di cambiare il corso della storia. La narrazione di questi luoghi e di questi protagonisti permette di ricucire lo strappo tra la città moderna e le sue pietre parlanti, offrendo ai cittadini, e specialmente ai giovani, gli strumenti per interpretare la propria appartenenza a una comunità che ha saputo lottare per i diritti civili fondamentali.
Info utili
- Date: 9 febbraio, 9 marzo, 13 aprile, 11 maggio 2026.
- Sedi: Sala della Protomoteca (Piazza del Campidoglio); Archivio Storico Capitolino (Piazza dell’Orologio 4).
- Orari: Inaugurazione ore 16:00; incontri successivi ore 17:00.
- Ingresso: Libero fino a esaurimento posti.
- Prenotazioni: Consigliate per gli incontri all’Archivio Storico al numero 060608 (attivo 9.00-19.00).
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