- Cosa: Lo spettacolo teatrale Sempre fiori, mai un fioraio, omaggio a Paolo Poli.
- Dove e Quando: Teatro de’ Servi a Roma, dal 19 al 22 febbraio.
- Perché: Una serata dedicata al pensiero libero e alla profonda leggerezza di un artista che ha segnato il Novecento italiano.
L’eredità artistica di un gigante della scena italiana torna a pulsare nel cuore della Capitale. A dieci anni dalla scomparsa di Paolo Poli, il palcoscenico del Teatro de’ Servi si prepara ad accogliere Sempre fiori, mai un fioraio, un racconto intimo e prezioso curato e interpretato da Pino Strabioli. Non si tratta di una semplice commemorazione, ma di un viaggio vibrante e ironico attraverso la vita di un uomo che ha fatto della libertà intellettuale e della sfrontatezza la sua cifra stilistica inconfondibile. Accompagnato dalle note della fisarmonica di Marcello Fiorini, Strabioli restituisce al pubblico la voce di Poli, mescolando ricordi personali e riflessioni universali in un rito teatrale che celebra la bellezza dell’anticonformismo.
Un’amicizia nata a tavola tra memorie e confidenze
Il titolo della pièce, Sempre fiori, mai un fioraio, riprende l’omonimo volume edito da Rizzoli, nato da una consuetudine quasi rituale. Per due anni, infatti, Paolo Poli e Pino Strabioli si sono incontrati nello stesso ristorante, alla stessa ora, seduti allo stesso tavolo. Tra una portata e l’altra, il grande attore fiorentino ha snocciolato i fili della sua esistenza, offrendo a Strabioli un ritratto senza filtri di una vita vissuta all’insegna del coraggio. Questi pranzi sono diventati la materia prima per un testo che attraversa il Novecento con la grazia e la ferocia che solo Poli sapeva bilanciare con tanta naturalezza.
La narrazione teatrale attinge direttamente da quelle pagine, trasformando la parola scritta in azione scenica. Il legame tra i due artisti, consolidato da collaborazioni storiche come quella nello spettacolo I viaggi di Gulliver o nella conduzione del programma di Rai Tre E lasciatemi divertire, permette a Strabioli di muoversi con estrema sensibilità nel mondo interiore di Poli. La fisarmonica di Fiorini funge da contrappunto emotivo, sottolineando i passaggi più lirici o quelli più graffianti di un’esistenza che resta un punto di riferimento fondamentale non solo per la storia del teatro, ma per l’intera cultura del nostro Paese.
L’infanzia, la guerra e la libertà del pensiero
Attraverso i ricordi di Poli, lo spettacolo ripercorre tappe fondamentali della storia italiana, viste attraverso gli occhi di un bambino e poi di un giovane uomo che non ha mai accettato i dogmi della società. Dall’infanzia ai tempi della guerra fino agli amori che hanno segnato il suo cammino, ogni aneddoto diventa una pennellata di un quadro più ampio dedicato alla letteratura e all’arte. Poli è stato un genio che ha saputo attraversare le epoche con un’irriverenza che non è mai stata fine a se stessa, ma sempre volta alla ricerca di una verità più profonda, spesso celata dietro la maschera della leggerezza.
Questa “profonda leggerezza” è il cuore pulsante dell’omaggio di Strabioli. Rivivere Poli significa immergersi in un universo dove la sfrontatezza diventa uno strumento di difesa contro l’omologazione. Lo spettacolo offre agli spettatori l’opportunità di riscoprire un intellettuale che ha saputo giocare con i vizi capitali e con le convenzioni sociali, rendendoli oggetto di una satira colta e mai volgare. La serata si configura quindi come un inno al pensiero libero, un invito a non prendersi mai troppo sul serio senza però rinunciare alla profondità del sentire.
Un’eredità artistica che attraversa le generazioni
Il ritorno di questo spettacolo a Roma assume un significato particolare in occasione del decennale della morte di Poli. La sua capacità di parlare a generazioni diverse, di unire l’alto e il basso della cultura, rimane un esempio rarissimo nel panorama dello spettacolo contemporaneo. Pino Strabioli, con la sua conduzione garbata e la profonda conoscenza del maestro, riesce a non far rimpiangere l’assenza fisica di Poli, rendendo la sua presenza spirituale tangibile in ogni angolo della sala.
La struttura di Sempre fiori, mai un fioraio è concepita per essere fluida, un flusso di coscienza che avvolge lo spettatore e lo trasporta in un’epoca di grande fermento culturale. L’accompagnamento musicale di Marcello Fiorini aggiunge un sapore retrò e allo stesso tempo modernissimo, evocando atmosfere che spaziano dal varietà alla riflessione filosofica. È un’occasione imperdibile per chi ha amato Paolo Poli e per chi desidera scoprire come l’intelligenza e l’ironia possano ancora oggi essere le armi più potenti per interpretare la realtà che ci circonda.
Info utili
- Luogo: Teatro de’ Servi, Via del Mortaro, 22 – Roma
- Date: Dal 19 al 22 febbraio
- Orari: Da giovedì a sabato ore 21:00, domenica ore 17:30
- Biglietti: 25€
- Contatti: 06.6795130 | info@teatroservi.it
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