- Cosa: Presentazione delle nuove linee guida nazionali per la vaccinazione contro il virus Chikungunya e indicazioni per la profilassi dei viaggiatori.
- Dove e Quando: Documento redatto a gennaio 2026 e presentato ufficialmente a Roma il 6 febbraio 2026 durante un webinar tecnico-scientifico.
- Perché: Fornire uno strumento di prevenzione strutturato contro una minaccia virale emergente, facilitando l’accesso ai nuovi vaccini disponibili in Italia.
La salute globale si trova oggi ad affrontare sfide sempre più complesse, dove i confini geografici delle malattie tropicali si dissolvono sotto la spinta dei cambiamenti climatici e della mobilità internazionale. In questo contesto, la Società Italiana di Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni (SIMVIM) ha presentato a Roma le nuove direttive ufficiali per la gestione e la prevenzione della Chikungunya. Non si tratta solo di un aggiornamento tecnico, ma di una vera e propria strategia di difesa per i cittadini che si recano in aree a rischio, come il Brasile, l’India o Cuba, dove la trasmissione del virus è diventata una realtà endemica o epidemica con cui fare i conti.
Il virus Chikungunya, il cui nome deriva dalla lingua makonde e descrive icasticamente la postura ricurva di chi ne è affetto a causa dei dolori articolari, non è più una minaccia confinata a zone remote. La sua espansione in Asia, nelle Americhe e le sporadiche apparizioni in Europa lo hanno trasformato in una priorità per la sanità pubblica. Le nuove linee guida, elaborate in collaborazione con la Società Italiana di Igiene (SITI), puntano a trasformare la prevenzione da una gestione emergenziale a un approccio strutturato e consapevole, garantendo ai viaggiatori italiani gli stessi standard di protezione adottati da organismi internazionali come il CDC statunitense.
Un nuovo panorama preventivo: dai repellenti al vaccino
Fino a tempi recentissimi, la protezione contro questa patologia si basava esclusivamente su misure di barriera meccanica e chimica. L’utilizzo di repellenti cutanei, abbigliamento a maniche lunghe e zanzariere trattate rimane fondamentale, poiché le zanzare del genere Aedes, principali vettori del virus, sono particolarmente attive durante le ore diurne, con picchi all’alba e al tramonto. Tuttavia, queste misure da sole presentano limiti evidenti legati alla costanza dell’applicazione e all’efficacia del controllo ambientale dei vettori.
La vera rivoluzione presentata dalla SIMVIM risiede nell’introduzione della vaccinoprofilassi come pilastro della prevenzione. Con l’approvazione e la disponibilità in Italia, a partire dalla fine del 2025, del vaccino a particelle simil-virali Vimkunya, i medici dispongono finalmente di uno strumento immunologico potente. Questo vaccino, essendo inattivato, offre un profilo di sicurezza elevato e può essere somministrato in concomitanza con altre vaccinazioni necessarie per i viaggiatori internazionali, semplificando notevolmente il percorso di preparazione sanitaria prima della partenza.
Criteri di somministrazione e gruppi a rischio
Le raccomandazioni italiane si distinguono per un approccio pragmatico: non vengono stabiliti limiti temporali minimi per la durata del soggiorno. Questa scelta nasce dalla consapevolezza che il rischio di infezione è legato a un singolo evento, la puntura di una zanzara infetta, che può verificarsi in qualunque momento dal primo istante dell’arrivo in una zona endemica. La vaccinazione è quindi fortemente raccomandata per chiunque si diriga verso aree con focolai attivi, ma è caldamente suggerita anche per chi frequenta paesi che hanno registrato casi negli ultimi cinque anni.
Particolare attenzione viene rivolta ai soggetti fragili. Sebbene la malattia sia spesso autolimitante, una percentuale significativa di pazienti sviluppa forme croniche di artrite che possono durare anni, causando disabilità gravi. Gli over 65, le persone con patologie croniche come diabete o malattie cardiovascolari, e le donne in gravidanza rappresentano le categorie più esposte a complicazioni. Per questi soggetti, la consulenza presso un ambulatorio di medicina dei viaggi, da effettuarsi almeno 15 giorni prima della partenza, diventa un passaggio imprescindibile per valutare l’opportunità della vaccinazione monodose.
L’impatto della malattia e la protezione della collettività
Il valore della prevenzione non è solo individuale, ma collettivo. Evitare che un viaggiatore contragga il virus all’estero significa anche impedire che, al suo rientro, possa innescare focolai autoctoni in Italia. Le cronache recenti riportano testimonianze di pazienti che, rientrati da mete turistiche come Cuba, hanno dovuto affrontare settimane di ospedalizzazione e mesi di convalescenza invalidante. Questi racconti sottolineano come la Chikungunya possa essere sottostimata o confusa con altre arbovirosi come la Dengue, ritardando cure adeguate.
Il rafforzamento della consapevolezza del rischio è l’ultimo, ma non meno importante, obiettivo delle nuove linee guida. Sapere che esiste una protezione efficace e sicura permette di vivere l’esperienza del viaggio con maggiore serenità. La rete degli oltre 200 ambulatori di medicina dei viaggi su tutto il territorio nazionale è pronta a supportare i cittadini, offrendo non solo il vaccino, ma una consulenza personalizzata basata sulle più recenti evidenze scientifiche e sulla mappa aggiornata degli outbreak mondiali.
Info utili
- Vaccino disponibile: Vimkunya (Bavarian Nordic), disponibile in Italia da fine ottobre 2025.
- Target: Soggetti di età pari o superiore a 12 anni.
- Tempistiche: Si raccomanda la somministrazione almeno 14-15 giorni prima della partenza.
- Centri di riferimento: Oltre 200 ambulatori di medicina dei viaggi distribuiti sul territorio nazionale (Servizio Sanitario Nazionale).
- Aree a rischio: America Latina (es. Brasile, Cuba, Messico), Sud-est asiatico, India, province meridionali della Cina.

