Cosa: Un concerto e incontro musicologico dedicato a opere strumentali inedite del tardo Settecento e primo Ottocento.
Dove e Quando: Teatro Palladium di Roma, 15 febbraio 2026, a partire dalle ore 18:00.
Perché: Per riscoprire un patrimonio musicale italiano a lungo dimenticato attraverso l’esecuzione su strumenti storici e la ricerca accademica.
L’appuntamento del 15 febbraio presso lo storico Teatro Palladium di Roma non è un semplice concerto, ma un viaggio nel tempo che mira a restituire dignità e voce a una stagione della cultura musicale italiana spesso rimasta nell’ombra. L’evento rappresenta il culmine di un ambizioso progetto di ricerca che intreccia la filologia musicale con l’esecuzione dal vivo, trasformando il sapere accademico in un’esperienza sensoriale viva e condivisa. Protagonisti assoluti della serata saranno il celebre pianista Costantino Mastroprimiano e l’Insieme Strumentale di Roma, chiamati a far risuonare partiture che per secoli sono rimaste confinate negli archivi.
L’iniziativa si colloca all’interno del prestigioso Progetto di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale, denominato PRIN 2022: La musica strumentale italiana 1750–1850: contesti, pratiche, immaginari. Sotto la direzione scientifica del professor Luca Aversano, questa ricerca ha coinvolto diversi atenei italiani, tra cui Roma Tre, l’Università della Basilicata, Catania e Torino. L’obiettivo fondamentale è quello di rivalutare una civiltà strumentale che, nonostante la ricchezza di invenzione e la modernità dei linguaggi, è stata a lungo trascurata dalla storiografia tradizionale, maggiormente concentrata sul dominio del melodramma.
Un ponte tra ricerca musicologica e prassi esecutiva
Il cuore dell’evento risiede nella capacità di unire il rigore della ricerca storica alla vitalità della performance. La serata si aprirà con una tavola rotonda che illustrerà i risultati di tre anni di indagini condotte tra il 2023 e il 2025. Questo incontro pubblico non sarà solo un momento di divulgazione accademica, ma una vera e propria finestra aperta sui contesti sociali, le pratiche didattiche e gli immaginari sonori che caratterizzavano l’Italia a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo. Gli studiosi hanno lavorato per ricostruire la mobilità dei musicisti e le catene di trasmissione del sapere, offrendo una visione d’insieme di un’epoca in cui la musica strumentale dialogava costantemente con le altre arti.
Il passaggio dalla teoria alla pratica avverrà attraverso l’esecuzione di opere inedite di compositori quali Vincenzo Orgitano, Michele Fusco e Lorenzo De Rossi. Queste pagine, frutto di un meticoloso lavoro di trascrizione, rivelano una scrittura ricca di energia teatrale e una raffinatezza formale sorprendente. L’utilizzo di strumenti storici, come la copia di un fortepiano Anton Walter del 1795, permette di recuperare l’autenticità timbrica e l’equilibrio sonoro originario, illuminando la modernità di partiture che conservano ancora oggi un’incredibile freschezza comunicativa.
Protagonisti della rinascita strumentale
Al centro della scena troveremo Costantino Mastroprimiano, figura di riferimento internazionale per lo studio e la pratica del fortepiano. La sua capacità di coniugare consapevolezza storica e intensità espressiva lo rende l’interprete ideale per dare voce a un repertorio che esige una profonda conoscenza dei linguaggi dell’epoca. Mastroprimiano, noto per le sue integrali discografiche di autori come Clementi e Hummel, trasforma l’esecuzione in un atto di restituzione culturale, dove ogni nota riscoperta diventa un tassello fondamentale per la comprensione della nostra storia musicale.
Ad accompagnarlo sarà l’Insieme Strumentale di Roma, ensemble d’eccellenza specializzato nel repertorio sei-settecentesco su strumenti d’epoca. Il gruppo, che vanta collaborazioni con i più grandi nomi della scena barocca internazionale e una produzione discografica pluripremiata dalla critica, garantirà quella coesione e quell’attenzione al dettaglio necessarie per far emergere i dialoghi serrati tra il pianoforte e gli archi. Insieme, i musicisti daranno vita a un concerto che non è solo una celebrazione del passato, ma una dimostrazione di come la grande musica, se interpretata con gli strumenti e la sensibilità corretti, possa parlare con forza al pubblico contemporaneo.
Il programma della serata: tesori dagli archivi
La struttura dell’evento è pensata per accompagnare l’ascoltatore attraverso un percorso di scoperta graduale. Il programma musicale prevede l’esecuzione della Sonata ottava in sol minore di Vincenzo Orgitano, un pezzo risalente alla metà del Settecento e conservato presso il Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli. Seguiranno opere di Michele Fusco, come la Sinfonia per il piano forte e il Concerto di piano forte con più stromenti, composizioni che mostrano l’evoluzione del gusto verso forme più ampie e dialogiche all’inizio dell’Ottocento. Non mancherà il Concerto per cimbalo di Lorenzo De Rossi, testimonianza della vivacità dei centri musicali periferici.
Oltre alla musica, la presenza di numerosi docenti e ricercatori provenienti da tutta Italia durante la tavola rotonda iniziale sottolinea l’importanza istituzionale di questo progetto. Si tratta di un’occasione unica per il pubblico romano di assistere al risultato tangibile di un investimento sulla cultura e sulla memoria, trasformando il Teatro Palladium in un laboratorio di idee e suoni dove la storia torna a farsi sentire, potente e raffinata, nelle orecchie di chi sa ancora mettersi in ascolto.
Info utili
- Indirizzo: Teatro Palladium – Piazza Bartolomeo Romano, 8, 00154 Roma.
- Data: 15 febbraio 2026.
- Orari: Ore 18:00 Tavola Rotonda; Ore 19:00 Concerto.
- Interpreti: Costantino Mastroprimiano (pianoforte storico), Insieme Strumentale di Roma (Giorgio Sasso, Daniele Sasso, Teresa Ceccato, Diego Roncalli).
- Autori in programma: Vincenzo Orgitano, Michele Fusco, Lorenzo De Rossi.
(in foto: Costantino Mastroprimiano; foto per gentile concessione dell’artista)
