- Cosa: Mostra Personale Antologica dedicata all’artista Irma Costa.
- Dove e Quando: Medina Art Gallery (tre sedi tra Via Merulana e Via Angelo Poliziano), dal 27 febbraio al 5 marzo 2026.
- Perché: Un percorso monumentale che attraversa oltre sei decenni di ricerca pittorica, tra visioni notturne, paesaggi metafisici e astrazione lirica.
L’arte contemporanea a Roma si arricchisce di un appuntamento di profondo spessore culturale con l’apertura della mostra antologica dedicata a Irma Costa. Dal 27 febbraio al 5 marzo 2026, la capitale ospita un progetto espositivo di ampio respiro che si snoda attraverso le tre sedi della Medina Art Gallery, coinvolgendo gli spazi di Via Merulana e Via Angelo Poliziano. Questa rassegna non è soltanto una celebrazione estetica, ma un vero e possibile viaggio intellettuale all’interno di una delle figure più coerenti e personali del panorama artistico italiano del secondo Novecento. La Costa ha saputo attraversare le decadi mantenendo una cifra stilistica riconoscibile, capace di evolversi senza mai tradire la propria urgenza espressiva.
La scelta di articolare l’esposizione su tre diversi spazi fisici risponde a una precisa volontà curatoriale: quella di creare un’esperienza di attraversamento che sia al contempo fisico e concettuale. Ogni sede della galleria diventa infatti custode di un periodo distinto della produzione dell’artista, permettendo al visitatore di percepire concretamente il mutamento del linguaggio, la trasformazione del segno e l’evoluzione della sensibilità cromatica. È un invito a perdersi tra le trame di una ricerca che dura da oltre sessant’anni, dove la pittura viene intesa come un atto vitale e uno spazio di libertà assoluta, immune dalle mode passeggere del mercato dell’arte.
Un viaggio tra memoria, sogno e visioni notturne
La poetica di Irma Costa trova la sua linfa vitale nel contrasto e nell’emozione pura. Come dichiarato dalla stessa artista, l’ispirazione nasce spesso dai colori dello spettro solare e dai loro accostamenti vibranti, ma è nel silenzio della notte che la sua ricerca raggiunge le vette più suggestive. Per la Costa, l’oscurità non è assenza di luce, ma un moltiplicatore di possibilità espressive dove le forme si sfaldano e i confini del reale diventano incerti e vaghi. Questa predilezione per l’atmosfera notturna trasforma ogni opera in un luogo di attesa e di mistero, dove il pubblico è chiamato a completare con la propria immaginazione ciò che il pennello ha solo suggerito.
Il percorso artistico della Costa affonda le radici in un elemento reale ben preciso: il paesaggio, il mare o le architetture cittadine. Tuttavia, l’artista si allontana rapidamente da qualsiasi intento puramente descrittivo o didascalico. Ciò che vediamo sulla tela è una visione interiore, una trasfigurazione del dato oggettivo in spazio metafisico. I suoi cieli immensi e gli orizzonti larghi diventano scenari sospesi tra il sogno e la memoria, territori dell’anima dove il colore viene usato in funzione squisitamente espressiva. Il segno, essenziale e vibrante, riesce a costruire un equilibrio rigoroso, una struttura capace di contenere l’impeto emotivo senza mai lasciarlo scivolare nel caos.
L’evoluzione del linguaggio: dal segno all’energia del colore
Ripercorrere oltre sessant’anni di carriera significa assistere a una metamorfosi continua. La mostra, arricchita dall’introduzione critica di Giulia Majer, guida lo spettatore dagli esordi dell’artista, caratterizzati da una forte attenzione per il disegno e l’incisione, fino alle stagioni più recenti. Se nelle prime fasi la forma appare più definita e legata al rigore grafico, con il passare del tempo Irma Costa approda a una stagione lirica dominata dall’acquerello e da una padronanza cromatica che sembra quasi smaterializzare la realtà. È un passaggio cruciale che segna la transizione verso una pittura più libera, dove il gesto si fa energia pura e tensione dinamica.
Questa continuità stilistica è stata ampiamente riconosciuta dalla critica nel corso dei decenni. Nomi illustri come Franco Grasso, Giovanni Selvaggi, Guido Giuffré e Duccio Trombadori, solo per citarne alcuni, hanno sottolineato la capacità dell’artista di muoversi con estrema disinvoltura tra lirismo e rigore. La forza della Costa risiede proprio in questa sua autonomia: la capacità di mantenere una tensione astratta pur restando ancorata a una memoria del reale. Ogni pennellata sembra voler trattenere un frammento di tempo, trasformando il vissuto personale in un linguaggio universale che parla di solitudine, di infinito e della bellezza insita nel mistero delle cose.
Un’antologica come atto di libertà creativa
L’appuntamento alla Medina Art Gallery si configura come un attraversamento unitario, un’esperienza che va oltre la semplice scansione cronologica delle opere. Il visitatore è invitato a immergersi in una pittura intesa come spazio di libertà, un percorso fedele a se stesso che non ha mai accettato compromessi con le tendenze del momento. In un mondo dell’arte spesso dominato dalla velocità, la mostra di Irma Costa offre l’occasione per rallentare e osservare la sedimentazione di un pensiero artistico che ha saputo farsi solido e profondo attraverso il tempo.
La partecipazione all’opening del 27 febbraio, che inizierà presso la sede di Via Merulana 220, rappresenta il punto di partenza di questo dialogo tra l’artista e la città di Roma. È un omaggio a una carriera straordinaria che continua a interrogare il presente attraverso la forza del colore e la vibrazione del segno. Partecipare a questa antologica significa non solo ammirare dei quadri, ma entrare in contatto con la testimonianza di una vita interamente dedicata alla ricerca della bellezza e della verità attraverso il filtro dell’arte pittorica.
Info utili
- Sedi della mostra: Medina Art Gallery – Via Merulana 220; Via Angelo Poliziano 4-6; Via Angelo Poliziano 32-34, Roma.
- Date: Dal 27 Febbraio al 5 Marzo 2026.
- Orari di apertura: Tutti i giorni dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00.
- Inaugurazione: Venerdì 27 Febbraio 2026, ore 18:00 (Sede di Via Merulana 220).
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