- Cosa: Sinestesie dal Mondo, un nuovo percorso espositivo multimediale e inclusivo dedicato alla musica dei cinque continenti.
- Dove e Quando: Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma (Piazza Santa Croce in Gerusalemme), inaugurato il 30 gennaio 2026.
- Perché: Un’esperienza sensoriale che abbatte le barriere architettoniche e cognitive, permettendo di percepire il suono attraverso il tatto, la vista e tecnologie immersive.
Il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma compie un passo decisivo verso l’innovazione e l’accessibilità universale. Con l’apertura del percorso Sinestesie dal Mondo, l’istituzione non si limita più alla sola conservazione ed esposizione di reperti storici, ma si trasforma in un laboratorio di percezione attiva. Il progetto, nato sotto la direzione di Sonia Martone e inserito nella cornice della Direzione Musei nazionali della città di Roma guidata da Luca Mercuri, invita il visitatore a un viaggio che va oltre il semplice sguardo, proponendo una modalità di fruizione dove l’udito, il tatto e la vista si fondono per raccontare l’anima sonora dell’umanità.
Un approccio sinestetico alla cultura musicale
L’essenza del nuovo allestimento risiede nel concetto stesso di sinestesia: quel fenomeno in cui uno stimolo sensoriale ne evoca spontaneamente un altro. In questo contesto, la sinestesia diventa uno strumento narrativo fondamentale per includere pubblici diversi, riducendo drasticamente le barriere fisiche e cognitive. Le sale del piano terra, rinnovate per l’occasione, ospitano una selezione accurata di strumenti provenienti dai cinque continenti, con un focus particolare sulla tradizione italiana. Il visitatore è guidato attraverso installazioni interattive che permettono non solo di ascoltare le sonorità originali, ma anche di percepire le vibrazioni e comprendere la struttura fisica degli oggetti sonori.
Il rigore scientifico del progetto è garantito da una vasta rete di collaborazioni internazionali e interdisciplinari. Il dialogo tra musicologia, organologia e tecnologie multimediali è stato reso possibile grazie al supporto del Dipartimento di Lettere e Culture Moderne de La Sapienza Università di Roma, del Dipartimento di Studi Orientali dell’Istituto Giapponese di Cultura e della Faculty of Cultural Studies della Kyoto Sangyo University. Questa sinergia ha permesso di creare contenuti che non sono solo spettacolari, ma profondamente didattici, rendendo il museo un luogo di apprendimento dinamico per le nuove generazioni e per chiunque si avvicini per la prima volta al mondo della musica.
L’inclusività come cuore del percorso museale
Uno degli aspetti più rilevanti di Sinestesie dal Mondo è la sua vocazione all’accessibilità totale. Grazie alla collaborazione con professionisti esperti e con i referenti della Commissione Cultura dell’Unione Italiana dei Ciechi, sono stati sviluppati contenuti tattili e sonori specifici. Allo stesso modo, l’apporto dell’AES – Accademia Europea Sordi e della Cooperativa Sociale CREI, insieme al contributo di istituzioni prestigiose come la Gallaudet University, ha permesso l’integrazione di contenuti in lingua dei segni (LIS) accessibili tramite QR code. Questo approccio garantisce che ogni visitatore, indipendentemente dalle proprie abilità percettive, possa fruire appieno del patrimonio culturale esposto.
Tra le sezioni più suggestive spicca quella dedicata al water drumming, realizzata in collaborazione con Global Music Exchange. Qui, il gesto tradizionale delle comunità Baka del Camerun, del Congo e della Repubblica Centrafricana viene trasformato in un messaggio performativo di straordinaria potenza. Al secondo piano, l’atmosfera cambia con la sezione There Let Be Bass, nata dalla collezione di bassi elettrici di Pablo Echaurren. Si tratta di un omaggio alla rivoluzione sonora degli anni Cinquanta guidata da Leo Fender, che ha cambiato per sempre il volto della musica contemporanea, qui celebrata attraverso l’energia e la creatività di questo strumento fondamentale.
Dal laboratorio del liutaio al grande cinema
Il percorso prosegue con un’immersione profonda nella tradizione italiana. Grazie alla collaborazione con RAI Teche, è possibile visionare filmati d’archivio che restituiscono testimonianze orali e musicali legate alla vita quotidiana, al lavoro e alle feste popolari. Particolarmente coinvolgente è la sezione dedicata al mandolino: il visitatore viene trasportato all’interno di un laboratorio di liuteria ricostruito, dove può letteralmente “smontare e rimontare” idealmente lo strumento, comprendendo il segreto delle sue vibrazioni e ammirando alcuni dei cento esemplari rari conservati nella collezione permanente del museo.
Infine, il piano superiore accoglie Risonanze Cinema, un nuovo spazio trasversale che esplora lo storico legame tra la settima arte e la musica. La prima installazione, Parlami d’amore Mariù, è un tributo al film Gli uomini, che mascalzoni… (1932) di Mario Camerini. Protagonista è il pianoforte a cilindro del museo, che diventa il fulcro di un racconto emozionante capace di unire la memoria cinematografica alla fisicità degli strumenti d’epoca. Con questo ampliamento, il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali riafferma la sua identità di polo culturale d’eccellenza, capace di rinnovarsi continuamente pur partendo dalle solide radici della collezione storica del tenore Evan Gorga.
Info utili
- Indirizzo: Piazza Santa Croce in Gerusalemme, 9/A – Roma
- Orari: Dal martedì alla domenica, ore 9:30-19:30 (ultimo ingresso ore 18:30). Chiuso il lunedì.
- Biglietti: Intero 6,00 euro; Ridotto 2,00 euro; Gratuità di legge.
- Acquisto: Disponibile presso il totem digitale in loco (solo POS) o tramite il portale Musei Italiani.
