- Cosa: Il debutto in prima assoluta dello spettacolo teatrale Dietro l’obiettivo, dedicato alla vita di Lee Miller.
- Dove e Quando: Presso SpazioArte Teatro (Roma), dal 19 al 22 e dal 26 al 28 febbraio 2026.
- Perché: Un’occasione per riscoprire una delle figure più iconiche e complesse del Novecento, da musa di Man Ray a fotoreporter di guerra.
La scena culturale romana si arricchisce di un appuntamento imperdibile che fonde biografia storica, impegno civile e sperimentazione visiva. Presso lo SpazioArte Teatro, situato nel cuore della zona Eur-Mostacciano, debutta in prima assoluta Dietro l’obiettivo, un’opera scritta e diretta da Riccardo Riande. Al centro della narrazione troviamo l’eccezionale figura di Lee Miller, interpretata dall’attrice Valentina Corti. Lo spettacolo si propone di andare oltre la superficie della cronaca biografica per esplorare le molteplici metamorfosi di una donna che ha saputo sfidare le convenzioni del suo tempo, trasformando il proprio sguardo in un atto di ribellione e testimonianza.
La parabola umana di Lee Miller è, infatti, una delle più affascinanti del secolo scorso. Nata come modella di straordinaria bellezza, divenne rapidamente la musa ispiratrice dei più grandi artisti delle avanguardie parigine, a partire da Man Ray. Tuttavia, la sua storia non è quella di un oggetto passivo, ma di un soggetto in costante divenire. Lo spettacolo di Riande sceglie un momento cruciale per dare inizio al racconto: una trincea alle porte di Monaco, dove la Miller, ormai fotografa affermata, attende di entrare nella residenza privata di Adolf Hitler insieme al collega David E. Scherman. In quella sospensione temporale, tra il fango del fronte e l’imminente scoperta dell’orrore, si snoda il filo dei ricordi.
La metamorfosi: da musa a testimone della storia
Il primo nucleo tematico dello spettacolo analizza il superamento dello stereotipo della “donna-oggetto”. Negli anni ’30, Lee Miller incarnava l’ideale estetico delle riviste patinate, un volto magnetico destinato a soddisfare l’occhio maschile. Eppure, proprio attraverso la frequentazione con i surrealisti e lo studio profondo della tecnica fotografica, Miller decide di ribaltare la prospettiva. Non le basta più stare davanti all’obiettivo; sente l’urgenza di impugnare la macchina fotografica per documentare il mondo secondo la propria sensibilità. Questo passaggio rappresenta un atto di emancipazione radicale che la porterà ad abbandonare le luci di Parigi e i salotti di Picasso per seguire le rotte della Seconda Guerra Mondiale.
La regia di Riccardo Riande, che vanta una solida esperienza come fotografo e videomaker, utilizza un linguaggio scenico che intreccia sapientemente il teatro di narrazione con proiezioni ed elementi visivi. Lo spazio teatrale si trasforma così in una sorta di “camera oscura della memoria”, dove le immagini prodotte dalla Miller dialogano con la parola viva degli attori. In scena, accanto a Valentina Corti, troviamo Alessandro Giova nei panni di Scherman e Antonio Starrantino, che dà voce e volto ai tanti uomini che hanno segnato l’esistenza di Lee: mentori, amanti e compagni di viaggio che hanno tentato di definirla, senza mai riuscire a contenerne la dirompente libertà.
L’orrore e la bellezza: la vasca di Hitler come simbolo
Un momento centrale dell’opera è dedicato alla celebre fotografia scattata nella vasca da bagno di Hitler. Questo gesto, apparentemente provocatorio e quasi surreale, viene riletto come un simbolo estremo di contraddizione e verità. Immergersi nell’intimità del potere assoluto, nel luogo privato del dittatore mentre fuori il mondo brucia, rappresenta per la Miller un modo per riappropriarsi della dignità umana negata dai campi di concentramento. Lei è stata, infatti, tra i primi fotoreporter a documentare con cruda lucidità l’orrore dei lager nazisti, offrendo al mondo immagini che non potevano più essere ignorate o rimosse.
Lo spettacolo non si limita a celebrare il passato, ma scava nella “doppia anima” della protagonista: da un lato l’icona di eleganza, dall’altro la testimone del dolore più atroce. Questa dualità è il motore di una drammaturgia intima che interroga il pubblico sulla responsabilità dello sguardo. Cosa scegliamo di guardare? Quali immagini decidiamo di conservare nella nostra memoria collettiva? Attraverso dialoghi serrati e un linguaggio essenziale, Dietro l’obiettivo restituisce la forza di una donna che ha saputo vivere entrambi i lati della lente, pagando spesso un prezzo altissimo in termini personali per la sua coerenza e il suo coraggio.
Un monito per il presente e la responsabilità della memoria
Nell’epilogo, il racconto di Lee Miller si apre prepotentemente alla contemporaneità. Il regista Riccardo Riande sottolinea come gli orrori testimoniati dalla fotografa non appartengano solo ai libri di storia, ma tendano a ripresentarsi ciclicamente sotto nuove forme e in luoghi diversi. Lo spettacolo diventa quindi un monito contro l’indifferenza e la rimozione. Guardare con lucidità ciò che oggi si tende a ignorare è l’unico modo per non restare in silenzio di fronte alle ingiustizie del nostro tempo. La vita della Miller, trasposta sulla scena, si trasforma in un invito collettivo alla riflessione sulla potenza e sulla pericolosità delle immagini che produciamo e consumiamo quotidianamente.
L’esperienza proposta da Onirika Production mira a lasciare una traccia profonda nello spettatore, trasformando la serata in un atto di memoria condivisa. La scelta di uno spazio scenico essenziale permette alla parola di farsi carne e alla luce di disegnare percorsi emotivi che coinvolgono direttamente il pubblico. In un’epoca dominata dal consumo rapido di stimoli visivi, fermarsi a osservare la vita di chi ha fatto della fotografia uno strumento di verità assoluta è un esercizio di civiltà necessario. Dietro l’obiettivo è, in definitiva, un omaggio a una donna che ha saputo fare della propria esistenza un’opera d’arte e un baluardo di resistenza etica.
Info utili
- Dove: SpazioArte Teatro, via Sergio De Vitis 100 (Eur-Mostacciano), Roma
- Quando: Dal 19 al 22 febbraio e dal 26 al 28 febbraio 2026
- Orario: 20:30
- Genere: Teatro di narrazione / drammaturgia contemporanea con proiezioni
- Durata: 1h 20 minuti circa
- Lingua: Italiano
- Prenotazioni: +39 3278906775
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