- Cosa: Lo spettacolo teatrale di prosa Ero un bullo, tratto dal libro di Andrea Franzoso.
- Dove e Quando: Spazio Rossellini, Roma; 9 febbraio ore 21:00.
- Perché: Una potente storia vera di riscatto e seconde possibilità, dal carcere minorile alla laurea.
L’appuntamento allo Spazio Rossellini di Roma per il 9 febbraio promette di essere molto più di una semplice serata a teatro. In scena va Ero un bullo, uno spettacolo di prosa che scava nelle pieghe più profonde e difficili della gioventù contemporanea, portando alla luce la vera storia di Daniel Zaccaro. Tratto dal bestseller di Andrea Franzoso, edito da DeAgostini Libri, il lavoro teatrale rappresenta un viaggio emotivo e sociologico che attraversa il buio della devianza giovanile per approdare alla luce di una rinascita insperata. La regia di Lucia Messina guida un cast composto da Lorenzo Feltrin, Giulia Lacorte e Nicolò Bruno, pronti a dare corpo e voce a una vicenda che sfida i pregiudizi e le etichette di “ragazzo perduto”.
La forza di questo racconto risiede nella sua autenticità. Non si tratta di una finzione letteraria, ma della parabola esistenziale di un ragazzo cresciuto a Quarto Oggiaro, nella periferia milanese, che ha conosciuto il fallimento, la rabbia, la violenza e, infine, le sbarre del carcere minorile Beccaria. La produzione, affidata alla Fondazione AIDA, sceglie di concentrarsi sul concetto della “seconda possibilità”, trasformando il palco in un luogo di riflessione collettiva su temi di stringente attualità come il bullismo, le baby gang e la dispersione scolastica. È un invito a guardare oltre la superficie, a comprendere che, come ama ripetere lo stesso Daniel, nella vita non esiste un copione già scritto e che fino all’ultimo istante è possibile cambiare il finale.
Dalla periferia al Beccaria: la caduta di Daniel
La narrazione inizia nei cortili delle case popolari di Milano. Daniel è un bambino di talento, un piccolo campione che a soli dieci anni indossa la maglia dell’Inter. Su di lui gravano le aspettative di una famiglia in difficoltà, dove i soldi scarseggiano e i litigi sono all’ordine del giorno. Il calcio rappresenta la sua via di fuga, il suo sogno di riscatto sociale. Tuttavia, la pressione diventa un fardello insopportabile. Quando, durante una partita cruciale, Daniel fallisce il goal decisivo, il suo mondo crolla. In quel momento, il sogno si infrange e la frustrazione si trasforma in una rabbia cieca che lo porta a cercare il rispetto attraverso la paura.
Alle scuole medie, Daniel diventa un bullo temuto, un leader negativo che trova nell’aggressività l’unico linguaggio per affermare se stesso. Dalle piccole prepotenze passa rapidamente a reati più gravi, fino a partecipare a vere e proprie rapine in banca. Il passaggio dal campo da calcio alla cella del carcere minorile Beccaria è breve. In quel contesto, Daniel viene etichettato come un soggetto irrecuperabile, un giovane destinato a una vita di criminalità. La sua storia sembra segnata, un destino già scritto nelle statistiche della marginalità sociale, finché l’incontro con figure adulte “credibili” non inizia a scardinare le sue certezze distorte.
L’incontro che cambia tutto e la rinascita
Il punto di svolta arriva grazie a don Claudio Burgio, cappellano del Beccaria, e a Fiorella, una professoressa di lettere in pensione che presta servizio come volontaria in carcere. Sono loro a vedere in Daniel qualcosa che lui stesso aveva smesso di cercare: l’umanità e il potenziale. Affidato alla comunità di don Claudio, Daniel inizia un faticoso percorso di introspezione. Non è un cambiamento magico o immediato, ma un lento processo di rieducazione in cui impara a guardare il mondo da una nuova prospettiva, abbandonando la maschera del bullo per riscoprire il valore dello studio e delle relazioni basate sulla fiducia reciproca.
Daniel riprende gli studi interrotti, si diploma e decide di affrontare la sfida universitaria. Il culmine di questo percorso è la laurea in Scienze dell’educazione presso l’Università Cattolica di Milano. Un momento simbolico altissimo, reso ancora più straordinario dalla presenza alla sua proclamazione del pubblico ministero che anni prima ne aveva chiesto la condanna. Oggi, Daniel Zaccaro non è più il ragazzo che terrorizzava i coetanei, ma un educatore che lavora presso la comunità Kayrós, mettendo la propria esperienza al servizio di altri giovani in difficoltà, dimostrando che il riscatto è possibile anche quando nessuno sarebbe pronto a scommetterci un centesimo.
Una riflessione necessaria sul bullismo e il cyber-bullismo
Lo spettacolo prodotto da Fondazione AIDA non si limita a raccontare una storia, ma si pone come un vero e proprio strumento di sensibilizzazione. In un’epoca in cui il bullismo si è evoluto nelle forme subdole del cyber-bullismo, lo spettacolo offre spunti di riflessione critici per i ragazzi, le famiglie e gli insegnanti. I dati Istat citati nella presentazione del progetto sono allarmanti: oltre la metà dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni ha subito episodi di bullismo. La facilità di nascondere la propria identità online ha reso queste dinamiche ancora più pervasive e pericolose, rendendo necessaria un’azione educativa che parta dall’empatia e dalla responsabilità.
Ero un bullo si rivolge in particolare agli studenti delle scuole di secondo grado, ponendo domande dirette agli adulti sul tipo di esempio che offrono alle nuove generazioni. Attraverso la scenografia di Federico Balestro e la drammaturgia ispirata al testo di Franzoso, il teatro torna alla sua funzione civile originaria: essere uno specchio per la società. È un appello alla partecipazione attiva, un monito contro l’indifferenza e una testimonianza del fatto che l’errore o il fallimento non devono definire per sempre l’identità di un individuo, ma possono diventare il punto di partenza per una nuova e più consapevole esistenza.
Info utili
- Indirizzo: Spazio Rossellini, Via della Vasca Navale 58 – Roma.
- Orario: Inizio spettacolo ore 21:00. Biglietteria aperta un’ora prima.
- Prezzi: Intero € 12,00; Ridotto under 14 € 10,00; Insegnanti € 8,00.
- Parcheggio: Gratuito e custodito fino a esaurimento posti (ingresso Via della Vasca Navale 70).
- Prevendita: Biglietti disponibili su Ticketone.
