Cosa: Al via il progetto “Voci Libere” per la parità di genere e il contrasto alla violenza attraverso arte e media.
Dove e Quando: Istituto Comprensivo Maria Capozzi (XIII Municipio), da gennaio ad aprile 2026.
Perché: Per sensibilizzare gli adolescenti su relazioni consapevoli decostruendo stereotipi con teatro e podcast.
Roma inaugura il 2026 con un’iniziativa culturale e didattica di grande respiro, mirata a formare le nuove generazioni su temi fondamentali per la convivenza civile. Ha preso ufficialmente il via il progetto educativo “Voci Libere”, un percorso pensato per sensibilizzare i giovanissimi sulle delicate tematiche della parità di genere e del contrasto alla violenza sulle donne. L’iniziativa, finanziata da Roma Capitale nell’ambito delle azioni promosse dal Dipartimento Scuola, Lavoro e Formazione Professionale, si distingue per l’utilizzo di linguaggi non convenzionali: non le solite lezioni frontali, ma un approccio che miscela espressione artistica e creatività digitale.
Il progetto nasce dalla sinergia di un’ATS costituita da due realtà importanti del terzo settore: la Fondazione Media Literacy ETS e la Fondazione Mus-e Italia ETS. L’intervento si concentra nel XIII Municipio, coinvolgendo specificamente l’Istituto Comprensivo Maria Capozzi. I numeri descrivono un impatto significativo sulla comunità scolastica locale: sono infatti interessate sette classi della scuola secondaria di primo grado, per un totale di oltre 130 studenti e studentesse, affiancati da 12 docenti e dalle rispettive famiglie. L’obiettivo primario è quello di prevenire stereotipi e dinamiche discriminatorie proprio in quella fase delicata che è la prima adolescenza, promuovendo relazioni basate sul rispetto e sull’inclusione.
L’arte scenica come specchio dell’identità
Il cuore pulsante di “Voci Libere” risiede nella sua metodologia laboratoriale, che trasforma l’aula scolastica in uno spazio di sperimentazione attiva. Le artiste professioniste di Mus-e guidano i ragazzi attraverso percorsi che spaziano dal teatro alla danza, fino allo storytelling e alla riscrittura delle fiabe classiche. Queste attività non sono fini a se stesse, ma sono progettate per offrire a ragazzi e ragazze uno spazio sicuro di espressione e confronto. Attraverso il lavoro sul corpo e sulla narrazione, gli studenti sono invitati a riflettere sui temi dell’identità e delle emozioni, scardinando quei pregiudizi che spesso si radicano fin dalla giovane età.
Laura Avagnina, coordinatrice di Fondazione Mus-e Italia a Roma, sottolinea come i linguaggi artistici rappresentino uno strumento educativo privilegiato. In un’epoca dominata dalla velocità e dalla superficialità, l’arte permette di sviluppare competenze trasversali fondamentali come l’empatia, la resilienza e l’autostima. Nel contesto di “Voci Libere”, l’espressione artistica diventa uno spazio libero da barriere culturali, dove ogni ragazzo viene valorizzato nella sua unicità, al di là di ogni forma di discriminazione, inclusa quella di genere. Lavorare sulle biografie femminili e sulla riscrittura dei ruoli nelle fiabe, ad esempio, permette di mostrare modelli alternativi e di stimolare una visione critica della realtà.
Dalla voce al digitale: il potere dei podcast
Parallelamente al percorso artistico, il progetto integra un modulo fortemente contemporaneo curato dalla Fondazione Media Literacy. In un mondo iperconnesso, l’educazione ai media è diventata imprescindibile. Gli studenti sono accompagnati in un percorso che mira a sviluppare uno sguardo critico sui modelli culturali proposti quotidianamente dai mezzi di comunicazione. Non si tratta solo di analizzare, ma di “fare”: l’elemento distintivo del progetto è infatti la realizzazione di podcast originali.
Supportati da giornalisti ed educatori esperti, i ragazzi ideano e producono contenuti audio che diventeranno lo strumento principale di restituzione del loro percorso. Il podcasting offre la possibilità di dare voce diretta ai pensieri e alle riflessioni degli studenti, trasformandoli da fruitori passivi a creatori di contenuti. Lidia Gattini, Segretaria Generale di Fondazione Media Literacy, evidenzia come l’educazione al linguaggio sia un’arma potente per contrastare le discriminazioni. Sviluppare una consapevolezza critica significa promuovere una cultura inclusiva, capace di riconoscere e rispettare le differenze. I podcast realizzati contribuiranno a diffondere questa cultura del rispetto anche al di fuori delle mura scolastiche, raggiungendo un pubblico più ampio.
Una comunità educante coesa verso il futuro
Il successo di un progetto educativo si misura anche dalla capacità di coinvolgere l’intero ecosistema che ruota attorno ai ragazzi. Per questo motivo, “Voci Libere” attribuisce un ruolo centrale non solo agli studenti, ma anche al personale docente e alle famiglie, considerati parte integrante della comunità educante. Sono previsti momenti specifici di formazione e informazione, per garantire che i messaggi trasmessi in classe trovino eco e supporto anche a casa e nella didattica quotidiana.
L’Istituto Comprensivo Maria Capozzi ha accolto con entusiasmo questa opportunità. La dirigente scolastica, Carla Felli, ha spiegato la scelta di destinare il progetto alle classi seconde della scuola secondaria di primo grado. Gli alunni di 12 e 13 anni si trovano in una fase evolutiva cruciale, il momento ideale per una formazione trasversale sul rispetto di genere. Secondo la dirigente, la scuola ha il dovere di fornire gli strumenti per decodificare il mondo, e i linguaggi artistici “del fare” sono essenziali per arrivare a un’interiorizzazione profonda dei principi di inclusione, andando oltre il semplice “sapere” teorico. Il percorso si concluderà ad aprile con un evento pubblico finale, aperto al territorio, dove saranno presentati gli esiti dei laboratori e i podcast realizzati.
Info utili
- Luogo: Istituto Comprensivo Maria Capozzi, Roma (XIII Municipio).
- Periodo: Gennaio – Aprile 2026.
- Evento finale: Previsto per il mese di aprile, aperto alla comunità.
- Attività: Laboratori di teatro, danza, storytelling e produzione podcast.
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