I venerdì al Santa Chiara

Il XII Municipio vi invita anche quest’anno a

I VENERDI’ AL SANTA CHIARA
Musica, teatro & Danza

Dal 16 gennaio al 15 maggio 2009
Ore 21:30
Audorium di S. Chiara
Via Caterina Troiani, 90 – Torrino nord
Ingresso gratuito

Info 06.69612679/622
e-mail:paolo.depascale@comune.roma.it
programma dettagliato : www.municipio12.it

nel corso delle serate verrano distribuiti libri in omaggio

16 GENNAIO

“Si nun conosci Roma”

con Fabrizio Amici e Alessandro Di Stazio (fisarmonica), Claudio Merico (violino), Ennio D’Alessandro (clarinetto), Carmine Bruno (percussioni).

“Si nun conosci Roma” è un concerto – spettacolo che analizza le origini della canzone romana dal 1200 fino ai giorni nostri. Un percorso storico divertente che si snoda attraverso il racconto di aneddoti e fatti realmente accaduti i quali hanno ispirato la nascita di alcuni brani celebri appartenenti alle radici della tradizione romanesca. Protagonista dello spettacolo la voce vellutata di Fabrizio Amici, erede del grande Alvaro considerato da molti “la voce di Roma”, accompagnato da quattro musicisti (violino, clarinetto, percussioni, fisarmonica) per un unico grande obiettivo: la riscoperta della canzone romana, e con essa un tributo a chi l’ha composta e a chi l’ha interpretata, da Balzani, a Fregoli, a Petrolini, a Fabrizi, a Sordi, a Proietti. Le streghe, Vecchia Roma, Roma mia, Tanto pe’ cantà, Nina si voi dormite, Aricciarola, L’eco der core, Fiori Trasteverini, Roma nun fa la stupida, La vita è un’osteria sono solo alcuni dei brani in programma, per far rivivere al pubblico l’emozione di una Roma che non c’è più.

 

23 GENNAIO

RITRATTI DELLA COMMEDIA DELL’ARTE

Piccolo spettacolo di Maschere

“Non so in qual paese io mi ritrovassi, ma vedeami intorno un’infinita calca di popolo trascorrere per le vie e per le piazze con certi visi presi in prestanza, tutti del colore della cera e modellati in una forma; sicchè uomini e donne mi pareano con una faccia sola.” [Gozzi] Oh! Meravigliosi i tempi in cui gli uomini vedevano riflesse le loro immagini in sintesi di colore e sapevano in esse cogliere profondamente il senso primo dei loro sentimenti e delle loro aspirazioni! Le maschere italiane, nel loro sfarzoso sfoggio d’allegria, nascono in quest’era di purezza ed esprimono, accanto alla poesia e alla pittura cinquecentesca, il tripudio della natura umana finalmente libera dal Medioevo. Tutto ha inizio con la vita! La nascita dell’uomo e dei suoi bisogni vengono presentati dalle maschere che noi, caduti in un epoca grigia, senza colore, giudichiamo col distacco col quale si guarda alle cose perdute. Ma ad un tratto, ad uno ad uno, i personaggi, escono da stinti manoscritti e dall’oblio di lunghi secoli, e si disegnano davanti a noi in un ritmo di parole e movimenti. I commedianti dell’Arte erano attori, cantastorie, acrobati, cantanti e parolieri; giocavano, saltavano e raccontavano storie tanto strane, quanto vere. Giullari vaganti inventarono lazzi e canovacci che divennero parodie e ritratti della realtà. Lo spettacolo ripercorre la storia della Commedia dell’Arte, la nascita e l’evoluzione delle maschere che, testimoni del tempo, racconteranno leggende, avvenimenti e fatti storici, tra intrecci amorosi, locande, cibo e vino. Una pennellata di suoni e gesti, musiche, storie e colori… Ritratti. “Vi starò in faccia e pur non mi vedrete,e mi vedrete se starò distante, e all’occhio, ed al color conoscerete, che sempre copre il vero il mio sembiante; e se dell’arti mie vaghi voi siete, cangerò cento forme a voi distante, e accostando i miei lumi agli occhi vostri saprò cangiarmi ancor in selve e mostri.” di e con Cinzia Grande Andrea Lattari scene Domenico Canino musica rinascimentale costumi Cinzia Grande realizzazione Maner Manush produzione IMAGO MUNDI

 

30 GENNAIO

TRIO “PRO ARTE ET MUSICA”

Marcella Crudeli (pianoforte) Santi Interdonato (violino) Francesco Mariozzi (violoncello)

PROGRAMMA F.J. Haydn Trio in sol minore H. 1 – Andante – Adagio – Finale: rondò all’Ongarese L.v. Beethoven Trio op. 1 n. 3 in do minore – Allegro con brio – Andante cantabile con variazioni – Minuetto: quasi allegro – Finale: prestissimo INTERVALLO F. Mendelssohn-Bartholdy Trio op. 49 n. 1 in re minore – Molto allegro e agitato – Andante molto tranquillo – Scherzo: leggero e vivace – Finale: allegro assai appassionat.
Nei Trii di Haydn, tra i più belli che siano mai stati scritti, la fantasia dell’autore è particolarmente intensa, poiché li scrive per il puro piacere degli interpreti, sfruttando magistralmente le caratteristiche dei singoli strumenti pur senza affidare loro delle vere parti solistiche. Il primo Trio in sol minore H. 1 è un brano splendido e possiede un primo movimento che è quasi completamente nello stile barocco francese per armonia, melodia, abbellimenti e ritmo. Il Trio in do minore op. 1 n. 3 di Beethoven presenta contorni taglienti ed estremamente personali, anticipatori di successive creazioni. All’iniziale Allegro con brio, dal tono intensamente drammatico segue un Andante cantabile con variazioni; il terzo movimento è rappresentato da un Minuetto, quasi allegro di sorprendente originalità che prelude ad un Finale: Prestissimo energico e agitato che si conclude con un tocco geniale, dove la musica si eclisserà fino a svanire. Il Trio in re minore di Mendelssohn-Bartholdy, composto nel 1839 affascina per la bellezza intrinseca, per i temi e per la capace strumentazione, oggetto d’arte non casuale. Il Molto allegro ed agitato inizia con un lirico e intenso tema di violoncello e si svolge tutto in un clima di fremente comunicativa; il seguente Andante con moto tranquillo evoca invece un’atmosfera liederistica pacata, intima e suadente; frizzante e irresistibile, al contrario la scrittura del successivo Scherzo: leggero e vivace, di ridente vitalità, mentre il Finale: allegro assai appassionato, nonostante una realizzazione altamente virtuosistica e spettacolare, risulta di minore efficacia espressiva.

 

6 FEBBRAIO

ALGECIRAS “tra flamenco e danza mediorientale”

Il fascino della molteciplità culturale depositata nel bacino del Mediterraneo

Lo spettacolo nasce dall’unione di diversi artisti provenienti da esperienze differenti ma con il comune intento di rappresentare attraverso la musica e la danza l’affascinante mondo arabo andaluso. La rappresentazione si snoda in una serie di immagini coreografiche e musicali che, attraverso il flamenco e la danza mediorientale, trascinano lo spettatore in un viaggio immaginario dall’Andalucia al Mediterraneo. Il passaggio dallo stile più serio a quello più leggero e festoso, tipico delle manifestazioni più popolari, cattura l’attenzione dello spettatore trasportandolo nell’affascinante e sensuale mondo di questi antichi luoghi del Mediterraneo. Danza Mediorientale: Irene Da Mario Samirairene Flamenco: Francisca Berton Ocampo Recitazione: Luca Ventura Musicisti: Chitarra Sergio Varcasia Chitarra Carlo Soi Violino Laura Senatore Percussioni Paolo Monaldi Voce Barbara Tetti Ideato e diretto da Paolo Monaldi

 

13 FEBBRAIO

“CARONTE”

”Caronte” è l’opera prima di Andrea Furbini ed è un modo nuovo di rappresentare il sonetto romanesco, lo stornello e la poesia in genere. Anziché snocciolare una dopo l’altra le poesie del Belli, di Trilussa e di tanti altri poeti in una sorta di semplice sfilata, “Caronte” comprende i componimenti in una commedia divertente ambientata in una osteria nella metà del ‘900. Le poesie vengono così contestualizzate ed intercalate da dialoghi spiritosi, rigorosamente in dialetto romanesco, che portano per mano lo spettatore alla scoperta di un mondo e di una società ormai sparita (migliore o peggiore di quella di adesso? Sicuramente più sincera e meno frenetica) nonché di poesie che sono quasi “inquietanti” per la loro strepitosa attualità. Lo spettacolo scorre veloce anche grazie alle musiche e alle canzoni che permettono di completare la proposta del panorama artistico romanesco. “Caronte” è uno spettacolo che per chi conosce ed ama la produzione dei poeti romani sarà una piacevole conferma della forza e dell’immortalità di certe opere, mentre chi non si è mai avvicinato a questo mondo potrà scoprire tutta la forza e la bellezza di sonetti e poesie, nonché il sarcasmo e l‘intelligenza dello spirito romano di un tempo. Rappresentato durante la stagione 2007/2008, in numerose piazze e teatri romani, vista la pulizia nel linguaggio tale da rendere il copione assolutamente privo di “parolacce”, “Caronte” è una commedia divertente che conferma la linea culturale di Roma Nostra, di voler rivalutare un patrimonio culturale immenso che spesso viene equivocato con il linguaggio di borgata.
REGIA CLAUDIO FOIS ARTISTI : ANDREA FURBINI STEFANIA CIAPRINI ETTORE SPINA costantino pucci andrea di cosimo leonardo donghi PAOLO VALENTINO

 

20 FEBBRAIO

“Giuseppe Anedda e la rivalutazione del Mandolino”

Conferenza – Concerto

Virtuoso di fama mondiale, Giuseppe Anedda è unanimemente considerato il più grande concertista di Mandolino del ‘900. Ha imposto questo strumento nelle sedi concertistiche di maggior prestigio, affrancandolo da un’opinione comune che lo relega nello spazio di una letteratura “minore” o in quello di un folklore da cartolina. Le sue ricerche nei, musei e nelle biblioteche di tutta Europa hanno portato alla scoperta dei manoscritti originali di musica per mandolino firmata da autori come Vivaldi, Pergolesi, Beethoven e molti altri. Il Municipio XII in collaborazione con l’Associazione Culturale Sol-Fa-Mi, vuole ricordare l’illustre maestro, lo studioso, l’uomo ed il virtuoso dedicandogli una serata condotta sul filo della memoria e della grande musica. Il M° Emanuele Buzi, docente di Mandolino presso il Conservatorio di Musica “V.Bellini” di Palermo, presenterà, durante la prima parte, un tracciato della vita e della carriera artistica di suo nonno, il M° Giuseppe Anedda, con l’ausilio di foto e filmati inediti. La seconda parte vedrà impegnato il Quintetto a Plettro “Giuseppe Anedda”, dedicato al grande Maestro, formazione che in pochi anni di attività ha raggiunto i massimi livelli del concertismo italiano, esibendosi presso la Cappella Paolina del Quirinale a Roma, presso le più importanti istituzioni concertistiche in Italia e all’estero.
Programma: Antonio Vivaldi Concerto in Re- Op.3, n.11 1.Allegro, Adagio e spiccato, Allegro 2.Largo e spiccato 3. Allegro Luciano Bellini Mediterranea Astor Piazzolla Nightclub 1960 Oblivion Escualo Eduardo Angulo Suite Mexicana 1.Jarabe Colimeno 2.Serenata 3.Huapango Criollo 4.Vals 5.Polka Emanuele Buzi mandolino Norberto Gonçalves da Cruz mandolino Valdimiro Buzi mandola Andrea Pace chitarra Emiliano Piccolini contrabbasso

 

Domenica di Carnevale 22 FEBBRAIO ore 17:00

Spettacolo teatrale per i più piccoli e le loro Famiglie

Il Soldato e la figlia del Re

Spettacolo di narrazione con musica dal vivo ispirato ad una fiaba della tradizione italiana raccolta da Italo Calvino Lo spettacolo Il soldato e la figlia del Re è liberamente tratto da Il soldato napoletano, favola della tradizione romana raccolta da Italo Calvino nelle Fiabe italiane (1956). Lo spettacolo nasce dalla collaborazione tra la Discoteca di Stato e la Compagnia TeatroViola al fine di valorizzare e far conoscere alle nuove generazioni la cultura orale popolare italiana. Di quì la scelta di un genere teatrale antichissimo, la narrazione, con una fiaba tradizionale trascritta da Italo Calvino e i materiali sonori, musiche, canti e conte, tratti dall’Archivio etnomusicologico della Discoteca di Stato-MAV. La storia racconta le avventure di Ciro, pavido soldato napoletano, che insieme ad altri due compagni diserta la guerra imbattendosi così in una serie di avventure rocambolesche che lo porteranno a riscattare il suo valore e ad incontrare l’amore e la gloria. Un attore, Antonello Pascale, narra la storia interpretando tutti i personaggi; alla sue spalle la scenografia, realizzata da Loredana Spadoni, mostra in tre pannelli dipinti tutti i personaggi e le ambientazioni evocate dal racconto, proprio come in un libro illustrato. La narrazione, caratterizzata da un registro prevalentemente comico, non esclude suspence e momenti poetici, ed è integrata dalla musica eseguita dal vivo dalla cantante Sara Marchesi e dal maestro Enzo Troina, con vari strumenti tipici della tradizione laziale e campana: organetti, chitarra, castagnette e tammorra. Le musiche e i canti accompagnano l’azione dei personaggi, sottolineandone la diversa provenienza regionale. Secondo l’usanza della tradizione orale i testi delle canzoni sono stati riscritti per servire la narrazione, lasciando invariati i temi musicali, quali lo stornello laziale, la villanella e la tammurriata napoletana.
ideazione e regia Federica Migliotti con Antonello Pascale musiche dal vivo: Sara Marchesi, voce, chitarra e castagnette Enzo Troina, organetti e tammorra scenografia Loredana Spadoni OrganizzazioneRossella Marchi

 

27 FEBBRAIO

A WORLD FOUR SAX

Quartetto Reinaissance

Il Quartetto Reinaissance questa sera cercherà di ripercorrere la storia musicale del saxofono in tutte le sue forme, offrendo una panoramica sia sull’utilizzo dello strumento nei diversi generi musicali (colto e popolare), sia degli autori italiani contemporanei che hanno dedicato a questa formazione lavori originali. Saranno eseguiti brani tratti dal repertorio americano del musical, della musica europea del cabaret degli anni ’30, dei tanghi argentini rivisitati da A.Piazzolla, fino a brani di autori contemporanei. Lo scopo principale di questo concerto è, quindi, quello di far intravedere i legami sottili, tra le varie forme di musica popolare della prima metà del Novecento e la musica colta che ne ha fatto proprie alcune caratteristiche sia di linguaggio sia di sonorità e vedere come tutto ciò è ancora sentito e proposto ai giorni d’oggi.
CURRICULUM Costituitosi tre anni fa il Quartetto Renaissance è un quartetto di saxofoni “classico”. Il termine classico è qui usato nella sua accezione di musica colta europea ed extraeuropea: classico per il riferimento alle origini dello strumento nato 160 anni fa, per la formazione artistica dei suoi componenti docenti e laureati dei corsi di specializzazione; classico infine per la scelta del repertorio costituito, nella sua quasi totalità, da composizioni originali. Il Quartetto Renaissance oltre al repertorio “storico”, propone una personale ricerca su autori contemporanei, con i quali è fondamentale il rapporto diretto di stimolo e confronto. Numero sono le composizioni dedicate al quartetto. Lavori dei M°: D.Nicolau, G.Ricci, R.Santoboni, B.Speranza sono state eseguire in numerosi concerti e rassegne internazionali. Nel 2006 Il Quartetto Renaissance è risultato vincitore assoluto nella sua categoria, al Concorso Internazionale di Musica da Camera “Città di Massafra” e secondo assoluto (ex equo) tra tutti i premiati. saxofono soprano Pier Paolo Iacopini saxofono contralto Grazia Stella saxofono tenore Donato Mangialardi saxofono baritono Michele Marzella  
PROGRAMMA G.Gershwin, Tre Preludi L.Bernstein, Selezione da: “West Side Story” K.Weill, Selezione da: “L’Opera da Tre Soldi” A.Piazzolla, Selezione da: “L’Historie du Tango” D.Nicolau, Quartetto n° 6 D.Corsi, Saxolalia G.Bernardini, Quartetto

 

6 MARZO

Ina interpreta i Cantautori italiani

Lo spettacolo è un percorso musicale dove le canzoni scritte negli ultimi trent’anni dai cantautori italiani sono le vere protagoniste. Ina interpreta le note e i testi con profonda semplicità ed emotività , supportata da un quartetto jazz di rilievo: Massimo D’Avola al sax Claudio Zitti al pianoforte Francesco Puglisi al contrabbasso Osvaldo Mazzei alla batteria Si passa da Battisti a Dalla, da Cocciante a De Gregori, da Daniele a Paoli, con estrema armonia facendo fondere musica e poesia in un unico linguaggio universale. Ascolteremo “Caruso“, “La donna cannone”, “Napul è”, “Una lunga storia d’amore”, “Generale”, “…e penso a te”, “I giardini di marzo” e tante altre!

 

13 MARZO

ANIME LATINE rivivendo un mito

TRIBUTO A LUCIO BATTISTI

Nel 1994 Luca Vicari fonda “La batteria, il contrabbasso ecc…”, gruppo/tributo a Lucio Battisti. Il nome stesso della band è preso in prestito dall’omonimo disco del cantautore di Poggio Bustone. Luca Vicari da vita alla prima vera band-tributo a Lucio Battisti. Conclusasi l’avventura durata 4 anni de “La batteria, il contrabbasso ecc…”, Luca, nel 1998, costituisce “Anime Latine”. Il gruppo prende in eredità l’esclusività della musica di Battisti, ma con nuova energia e l’idea di proporre uno spettacolo che ripercorresse in modo logico, le tappe salienti della vita artistica del mito Battisti. “Anima latina” è l’album pubblicato da quest’ultimo nel 1974, “Anime Latine” è invece il nome di un gruppo di 5 musicisti professionisti con alle spalle prestigiose collaborazioni (Gino Paoli, Paola Turci, Patty Pravo, Amy Stewart), accomunati dalla passione per la musica che Lucio Battisti ci ha regalato e dalla voglia di riproporre nella maniera più fedele possibile, le canzoni che sono state la colonna sonora degli ultimi 40 anni. “ANIME LATINE” é: Luca Vicari (voce) Ruggero Brunetti (chitarre) Roberto Rocchetti (piano/tastiere) Sergio Grammatico (basso elettrico) Alessandro Pinnelli (batteria)

 

20 MARZO

Godiamo insieme della musica

concerto con “suggerimenti” per un ascolto consapevole

Senio Diaz (chitarra), Monica Secondini (pianoforte), Tiberio Di Fiori (contrabbasso), Marco Malagola (batteria). Raffaele Napoli (guida all’ascolto) .Lo scopo di questa modalità di concerto “con suggerimenti” è quello di offrire agli ascoltatori l’opportunità di dotarsi di criteri utili a rendere più consapevole l’ascolto di un brano di musica. Si parte da una considerazione di base: “Il suono non è musica ma può diventare musica”. Questa affermazione suscita immediatamente una serie di interrogativi. Il più importante dei quali è sicuramente: Che cosa rende possibile il passaggio dal suono alla musica? A questo possiamo aggiungere: Quale elemento consente ad un brano di musica di esistere? Come si decide il tempo di esecuzione di un brano di musica? Che significa “comporre”? Di quali elementi si avvale un compositore per suscitare il nostro interesse? Queste sono alcune delle domande alle quali cercheremo di dare una risposta.
Programma L.Boccherini: Fandango Joaquin Rodrigo: Adagio dal Concerto di Aranjuez per chitarra e pianoforte (Chitarrista :SenioAlirio Diaz, Pianista:Monica Secondini) C.Bolling:Cinque brani per chitarra , piano jazz,contrabbasso e batteria 1) Spanish dance 2)Mexicaine 3) invention 4)Africane 5)Finale (Chitarra :SenioAlirio Diaz, Pianoforte:Monica Secondini,contrabbasso:Tiberio Di Fiori,batteria:Marco Malagola)

 

27 MARZO

Un fiore non parla

“Silenziosamente un fiore sboccia, in silenzio cade a terra, eppure qui e ora, in questo momento, in questo posto, l’intero fiore, l’intero mondo sta sbocciando.” (Zenkei Shibayama) L’attenzione verso l’ambiente e la relazione tra uomo-corpo e natura divengono spunto per uno spettacolo ed una mostra in cui l’improvvisazione è stata scelta come chiave per far nascere nuovi incontri. Danza, fotografia e musica trovano un legame profondo in una ricerca verso tutto ciò che è molto piccolo, verso il dettaglio prezioso che da solo può racchiudere mondi inaspettati. Il lavoro fotografico è stato eseguito con una vecchia Mamiya biottica grazie alla quale il controllo tecnico sfugge alla razionalità e con un materiale delicato come la diapositiva, richiamando il sottile equilibrio in cui si intrecciano luci ed ombre di un mondo quasi sotterraneo che si apre per mostrarsi al cielo e che può insegnare molto a chi vuole ascoltare. Il Collettivo ImproBabilon proprio attraverso l’ascolto crea un terreno comune, fertile e generoso dal quale nasce e si manifesta una performance offerta al pubblico, proprio nel momento in cui quest’ultimo ne diventa spettatore. Un lavoro sul “qui e ora” nella danza e nella musica. Danza: Collettivo ImproBabilon – Damiana Ferrari, Glenda Giacco, Claudia Giordano, Claudia Pelliccia, Marco Ubaldi Fotografia e video: Francesca Manzini Musica: Fabio Muccini laBa Luci: Chiara Zecchi In Collaborazione con l’Associazione Culturale

 

3 APRILE

SOFFI

concerto in cui strumenti arcaici e primitivi a fiato vengono suonati dal vivo da Mario Crispi (fondatore e fiatista degli Agricantus) e filtrati in tempo reale con un computer portatile comandato da pedali, interruttori e comandi elettronici. Il computer infatti, oltre a miscelare i microfoni che catturano i suoni degli strumenti, possiede al suo interno vari programmi che consentono la registrazione dei suoni in tempo reale (ovvero le frasi musicali appena suonate sono restituite all’ascolto immediatamente dopo e in continuo), il processamento del suono (ottenuto mediante compressori, filtri, echi e reverberi che, modificando la natura stessa del suono, creando spazialità e profondità diverse da quelle originarie) e lo sdoppiamento delle melodie (creazione di armonie secondo precisi  intervalli scalari). A queste tecnologie e tecniche esecutive si aggiungono anche alcune che riguardano alcuni strumenti a fiato come le launeddas sarde che richiedono la respirazione circolare, tecnica di respirazione continua che permette al suonatore di eseguire melodie ad libitum senza dove interrompere il suono per prendere fiato. La strumentazione utilizzata nello spettacolo é composta prevalentemente dai seguenti strumenti a fiato arcaici: whirlies (tubi armonici a rotazione) ney (flauto obliquo persiano, turco e arabo con imboccatura libera), caval rumeno (flauto a becco invertito gutturale), selijefløyte lappone (flauto ad amonici naturali), bansuri indiano (flauto traverso di bambù), duduk armeno (oboe popolare a tonica bassa), morcheng indiano (scacciapensieri in ottone), didjeridoo australiano (risuonatore armonico delle labbra e modificatore della voce), launeddas sarde, arghoul egiziano (entrambi clarinetti popolari), quena boliviana (flauto a tacca), sikus andino, nai rumeno (flauti di pan di canna), quartara (anfora di terracotta), flauto a chiavi con imboccatura libera, maui xaphoon hawaiano (clarinetto di bambù). La performance sarà anticipata da un’introduzione esplicativa degli strumenti e delle tecniche utilizzate per avvicinare il pubblico al mondo degli strumenti a fiato arcaici e al computer utilizzato per la creatività musicale immediata. La performance si avvale di una proiezione di alcuni video montati da Cinzia Garofalo con scatti e clips realizzati da lei e da Mario Crispi e ricavati dai loro viaggi effettuati nel mondo. La danzatrice………. interpreterà invece con il movimento alcuni brani dello spettacolo. Mario Crispi: strumenti arcaici a fiato, computer, composizione, concept

 

17 APRILE

CUARTETANGO

“STORIA DEL TANGO E OMAGGIO AD ASTOR PIAZZOLLA”

Il gruppo strumentale “CUARTETANGO”, sodalizio tra musicisti argentini e italiani operanti nel campo della musica da camera e della musica etnica è attivo dal 1995 e fin dall’inizio si è specializzato nella diffusione del repertorio del grande maestro argentino Astor Piazzolla. Il quartetto ha intrapreso un lungo lavoro di ricerca e approfondimento per il quale si è avvalso della prestigiosa collaborazione del M° Daniel Piazzolla, figlio di Astor, che oltre ad aver fornito alcune introvabili partiture autografe, ha più volte espresso pareri lusinghieri, fino a dichiarare “Mio padre sarebbe fiero di voi”. CUARTETANGO ha partecipato a numerose manifestazioni nazionali ed è’ spesso ospite dell’Ambasciata Argentina in Italia e dell’Auditorium della casa Argentina. All’estero si è esibito al Tabak Museum di Vienna e al Cemal Resit Rey Concert Salonu di Istanbul. Sono stati ospiti della Radio Vaticana. I musicisti di CUARTETANGO sono professionisti con sensibilità specifica al fenomeno “tango” non facendone solo rilettura ma anche nuova interpretazione. Conservano la radice di ritmo afro-cubano ed esaltano la sensualità delle melodie che cantano gioia e afflizione dell’“amor” latino.
Il loro repertorio comprende oltre alle musiche di Astor Piazzolla, anche brani di Luis Borda, Matos Rodriguez, Castillo, Julian Plaza, Carlos Gardel (el mas grande), J. Gade, Mariano Mores e altri grandi compositori. Pianoforte (Luis Gabriel Chami), Flauto (Raul Dousset) Violino (Giuliano Bisceglia), Violoncello (Gianfranco Benigni).

 

24 APRILE

PICCOLA ORCHESTRA LA VIOLA in AROVA’

…mi sono ritrovato di fronte ad un’orchestra che suonava in maniera estremamente classica…con un atteggiamento, si popolare, ma al tempo stesso molto elegante… con un fuoco ed una partecipazione che sono rimasto di stucco… Angelo Branduardi (Tg3 Italie – RaiTre) Nata nel 1994, da un’idea di Antonella Costanzo (voce solista) e di Alessandro Parente (direttore e compositore) dall’incontro di musicisti delle province di Roma, Latina e Frosinone, la Piccola Orchestra La Viola, formazione di ispirazione popolare con influenze mediterranee, è considerata uno tra i gruppi più inediti nel panorama della world-music italiana. Numerose le collaborazioni sia discografiche che live con Daniele Sepe, Peppe Barra, Angelo Branduardi, Franco Battiato, Lino Cannavacciuolo, Arnoldo Foà, Alfio Antico, Mosshen Kasirossafar e altri i numerosi concerti in Italia ed all’estero (Francia, Danimarca, Germania, Polonia). Da ricordare gli spettacoli tenuti per I Concerti del Quirinale (Radio3), per il Maggio Musicale Fiorentino e per Radio 3 Suite. L’uso polifonico degli organetti, una morbida sezione ritmica composta da batteria, basso elettrico e percussioni, insieme al timbro teatrale della voce di Antonella Costanzo, danno vita ad una nuova idea di concerto dove la voce della terra si fa sentire con forza e vibrante energia. La Piccola Orchestra mette in scena uno spettacolo, all’interno del quale lo spettatore viene portato per mano lungo lo svolgersi del racconto, costruito su composizioni originali come altra forma della musica popolare. Il gruppo, unico nel suo genere, si caratterizza ulteriormente per la particolare attenzione alla modalità espressiva, sia musicale che scenica. voce, percussioni Antonella Costanzo direttore Alessandro Parente organetto solista Alessandro D’Alessandro organetti Elisa Di Bello, Giuseppe Di Bello, Silvia Di Bello, Gianfranco Onairda, Laerte Scotti, Francesca Villani, Rosalba Punzo, Stefania Pisanò,  Matteo Mattoni organetto, bassoon Giacomo Nardone percussioni Maria Sole La Torre, Valentina Lauri cocktail drum Daniele Chiantese basso Mario Mazzenga

 

8 MAGGIO

La Piccionaia – I Carrara
Teatro Stabile di Innovazione

STRADA CARRARA
(tavole di un teatro viaggiante)

progetto di Laura Curino, Titino Carrara regia Laura Curino con TITINO CARRARA
Titino Carrara ci fa entrare nella sua infanzia di girovago, nella memoria di una delle ultime famiglie d’arte ancora attive del no­stro paese: I Carrara. Si tratta del racconto di un’esistenza nomade e zingara, lontana dagli schemi borghesi ai quali la nostra so­cietà ha teso dal dopoguerra ai giorni nostri. Un soggetto che affronta il tema della diversità, rivelando un tessuto sociale, appartenuto alla storia italiana, fatto di carovane e teatri mobili, espedienti e re­pertori teatrali sconfinati, recitati a volte all’impronta e misurati sull’esigenza e il gusto estemporaneo della piazza. Gusto dal quale è dipesa la reale sopravvivenza di una famiglia, che ha fondato nell’arte l’unica possibilità di sostentamento. “È una storia raccontata con gli occhi di un bambino “diverso”, figlio di attori nomadi, commedianti da 10 generazioni.  È una storia di carovane con le ruote di gomma piena e di attori che smontano e rimontano il teatro sulle “piazze”. È una storia di sacrifici, burlette atroci, improvvisazioni ed illusioni che svaniscono al “calar della tela”. Questa storia l’ho vissuta in prima persona e tutto quello che racconto è assolutamente vero, anche se, alle volte ai limiti della credibilità. Oggi ci sono nuovi personaggi, costumi, trucchi, ma il cuore, l’essenza necessaria del “fare teatro” rimane sempre la stessa: il riflesso di una fiamma negli occhi di chi il teatro lo fa vivere e il teatro, si sa, vive solo se brucia”. Titino Carrara

 

15 MAGGIO

AriaFuocoAcquaTerra

…canti e danze tra cielo e terra…

Spettacolo di teatro-danza dedicato alle tradizioni popolari Canti, suoni, balli e rituali che caratterizzano la tradizione della nostra terra, ripercorsi attraverso i quattro elementi principali. L’aria simbolo etereo, il respiro, il soffio che dà melodia e suono, rappresentante del cielo invocato, dimora del divino. Il “fuoco” come luce, come guida nella notte, come i ceri votivi, come purificazione e liberazione, ultimo stadio, la rinascita. L’acqua come archetipo primordiale, come sostentamento, predominante simbolo di rituali arcaici e rappresentazione del grande mare che bagna la nostra terra. La terra, ultima e grande madre, simbolo di femminilità, fertilità e lavoro di braccianti. L’intento dell’insieme è quello di proporre attraverso le arti quali la danza, il teatro e la musica, nella semplicità più ricercata, un elogio alle nostre tradizioni. Lo studio accurato di danze tradizionali del Centro e Sud Italia e riproposte nel rispetto della loro autenticità, la scelta rigorosa di brani ripresi dalla tradizione musicale popolare e l’aggiunta di testi narrati ispirati alla poesia cantata popolare, portano lo spettatore in un viaggio tra le tradizioni popolari della nostra terra nel ripercorrere la storia, la memoria, l’identità di un popolo. Musiche dal vivo Silvano Boschin voce, chitarra, mandola, mandolino Loredana Terrazza voce, flauto traverso, flauti, ciaramella Mauro Bassano voce, organetto, zampogna, lira calabrese Gianmichele Montanaro voce e tamburi a cornice
Testi : Luca Parravano Regia ; Roberta Parravano
Voce recitante: Tullia Conte Coreografie : Roberta Parravano
Danze a cura della CompagniaBallettoPopolare con Roberta Parravano Alessandra Bertoldi Stefano Fraschetti Antonella Potenziani Enzo Morganti

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