Cosa: Weightless, la prima mostra personale dell’artista Adele Dezi.
Dove e Quando: Presso la Strati d’Arte Gallery di Roma, dal 16 al 30 marzo 2026.
Perché: Un’indagine profonda sul corpo come spazio di trasformazione e memoria collettiva attraverso un linguaggio visivo essenziale.
L’arte contemporanea a Roma si arricchisce di una nuova, vibrante voce con l’arrivo di Weightless, la prima esposizione personale di Adele Dezi. Ospitata negli spazi della Strati d’Arte Gallery, situata nel cuore della Capitale in Via Sicilia, la mostra segna un punto di svolta nel percorso creativo di un’artista che, pur avendo già calcato scene espositive precedenti, approda oggi a una sintesi formale di rara potenza. Curata da Diana Daneluz, l’esposizione non è solo una rassegna di opere, ma un vero e proprio progetto organico che pone al centro della riflessione il corpo umano, inteso non come mero oggetto di rappresentazione, ma come linguaggio primario e territorio di metamorfosi continua.
L’inaugurazione ufficiale, prevista per sabato 21 marzo 2026 alle ore 18:00, promette di essere un momento di confronto culturale di alto profilo, grazie anche alla partecipazione di Francesco Gallo Mazzeo. Lo storico e critico d’arte, autore di una prosa dedicata alla mostra, offrirà al pubblico le chiavi di lettura necessarie per addentrarsi nel mondo della Dezi, un universo fatto di silenzi visivi e tensioni muscolari che dialogano costantemente con la sensibilità dell’osservatore moderno.
Il corpo come architettura della memoria
Il fulcro dell’indagine di Adele Dezi risiede nella capacità di spogliare la figura umana di ogni orpello identitario. Nelle sue tele, i corpi appaiono privi di tratti somatici distintivi, trasformandosi in icone universali che evocano una dimensione collettiva e senza tempo. Questa scelta stilistica permette all’artista di superare il particolare per abbracciare l’universale: l’individuo scompare per lasciare spazio all’essere umano nella sua accezione più arcaica e pura. Il movimento viene fermato sulla superficie pittorica in istanti di massima tensione o, al contrario, in momenti di immobilità meditativa, creando un ritmo visivo che alterna dinamismo e stasi.
Questa ricerca visiva, essenziale e simbolica, affonda le sue radici in un dialogo serrato con le prime forme di espressione dell’umanità. Le suggestioni che scaturiscono dalle opere di Dezi rimandano inevitabilmente a un immaginario ancestrale, dove il gesto pittorico si fa rito e la figura diventa simbolo. La curatrice Diana Daneluz sottolinea come questa pittura non cerchi di descrivere la realtà, ma di evocarla, utilizzando il segno e il colore come strumenti di una narrazione che parla direttamente all’inconscio dello spettatore, invitandolo a un’osservazione lenta, quasi rituale, che contrasta con la frenesia del consumo visivo contemporaneo.
Cromatismi intensi e materiali di recupero
Uno degli aspetti più affascinanti della produzione di Adele Dezi è l’uso sapiente del colore, con una netta predilezione per i campi cromatici intensi, dove il rosso domina spesso la scena. Questa scelta non è puramente estetica: il rosso, colore del sangue, della passione e del sacro, funge da connettore tra l’energia vitale dei corpi rappresentati e lo spazio circostante. Le figure sembrano galleggiare o immergersi in queste campiture sature, rendendo tangibile quella sensazione di sospensione che dà il titolo alla mostra, Weightless (senza peso).
Oltre alle tele tradizionali, l’artista sperimenta su supporti derivati dal riciclo di materiali della sua quotidianità. Questa pratica introduce un elemento di concretezza e di storia vissuta all’interno dell’opera d’arte. L’oggetto quotidiano, sottratto al suo destino di rifiuto, viene nobilitato dal gesto artistico, diventando parte integrante di un processo di trasformazione che rispecchia il tema centrale della mostra. Il risultato è un intreccio indissolubile tra memoria personale e collettiva, tra il gesto fisico del dipingere e l’immaginario simbolico che ne scaturisce, offrendo un percorso espositivo che è anche una riflessione sulla funzione originaria della pittura nel mondo moderno.
Valorizzazione dell’arte contemporanea italiana
La scelta della Strati d’Arte Gallery di ospitare la personale di Adele Dezi si inserisce in una precisa linea editoriale della galleria, volta alla valorizzazione delle voci artistiche italiane contemporanee. In un panorama artistico spesso frammentato, dare spazio a giovani talenti capaci di intercettare il “nuovo” con coraggio e coerenza rappresenta una missione fondamentale per il tessuto culturale romano. Il progetto Weightless dimostra come sia ancora possibile proporre una pittura che, pur rimanendo fedele alla propria natura materica e gestuale, sappia parlare ai pubblici diversi di oggi con un linguaggio fresco e incisivo.
L’esposizione invita dunque a una riflessione sul ruolo del corpo come luogo di relazione: relazione tra l’individuo e la propria memoria, tra l’uomo e la dimensione simbolica, tra l’opera e chi la guarda. Attraverso la selezione di opere in mostra, il visitatore è accompagnato in un viaggio che parte dal segno grafico per arrivare a una comprensione più profonda della condizione umana. La mostra resterà aperta fino al 30 marzo, offrendo un’occasione preziosa per scoprire un’artista che sta tracciando un solco originale e significativo nell’arte attuale, sostenuta in questa iniziativa anche dalla partnership con realtà attente al benessere e alla disciplina come Indoor Rowing.
Info utili
- Titolo Mostra: Weightless
- Artista: Adele Dezi
- A cura di: Diana Daneluz
- Sede: Strati d’Arte Gallery – Via Sicilia 133\135, Roma
- Date: Dal 16 al 30 marzo 2026
- Inaugurazione: Sabato 21 marzo ore 18:00 – 21:00 (con degustazione vini)
- Orari: Lunedì – Venerdì dalle 10:00 alle 18:00 (ingresso libero). Sabato su appuntamento.
- Sito web ufficiale statidarte
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