Cosa: F/2, mostra bipersonale di Roberto Ghezzi e Koro Ihara.
Dove e Quando: Galleria d’arte FABER, Roma; dal 21 marzo al 24 luglio 2026.
Perché: Un dialogo profondo tra Italia e Giappone che esplora il ciclo vitale attraverso materiali organici e installazioni ambientali.
La capitale si prepara a ospitare un evento espositivo di raro spessore concettuale, dove il confine tra creazione umana e processo biologico si fa sottile fino a scomparire. Sabato 21 marzo, la Galleria d’arte FABER inaugura F/2, una mostra bipersonale che mette a confronto le visioni di Roberto Ghezzi e Koro Ihara. Il progetto nasce dalla volontà di far intrecciare realtà metodologiche eterogenee, unite però da un unico comune denominatore: l’analisi rigorosa degli elementi naturali e lo sviluppo della vita nelle sue forme più primordiali e autentiche.
L’allestimento, curato da Cristian Porretta, non si limita a esporre oggetti, ma costruisce un percorso armonico che evidenzia legami e interazioni tra due ricerche artistiche distanti geograficamente ma vicine nello spirito. In un’epoca dominata dall’artificiale, F/2 riporta l’attenzione sulla materia viva, sul tempo che scorre e sulla capacità del paesaggio di raccontarsi senza intermediari, offrendo al visitatore una riflessione necessaria sul nostro rapporto simbiotico con l’ambiente.
Le Naturografie di Roberto Ghezzi
Roberto Ghezzi porta a Roma gli ultimi sviluppi del suo acclamato progetto Naturografie. Non si tratta semplicemente di una tecnica pittorica, ma di un vero e proprio atto di cessione della potestà creativa alla natura stessa. Ghezzi installa tessuti e supporti vergini in vari ecosistemi, permettendo agli agenti atmosferici, ai microrganismi e ai sedimenti di “scrivere” l’opera. Il risultato è una mappa estetica del territorio che non è rappresentazione, ma sostanza stessa del luogo.
L’approccio di Ghezzi è quasi scientifico, una ricerca che affonda le radici nella realtà organica per assumere una dimensione concettuale. Attraverso la materia, l’artista toscano cerca di toccare il mistero di un luogo, lasciando che sia il paesaggio a parlare. Queste opere su tessuto diventano testimonianze silenziose di una collaborazione simbiotica tra l’uomo, che sceglie il tempo e lo spazio, e la natura, che appone la sua firma cromatica e materica.
L’indagine biologica di Koro Ihara
Sul fronte opposto del dialogo troviamo Koro Ihara, la cui ricerca si muove attraverso una profonda indagine biologica legata al ciclo vitale. L’artista giapponese utilizza materiali di chiara matrice nipponica e tecniche scultoree per sublimare elementi organici spesso considerati di scarto. Emblematici sono i lavori del progetto Made in the ground, dove la terra viene fecondata da lombrichi, o la serie Cycling, che vede l’impiego di escrementi animali lavorati con la preziosa lacca urushi.
Particolarmente suggestivo è il ciclo Dyeing, in cui Ihara visualizza il colore come un atto che trapela direttamente dalla vita. Utilizzando cocciniglie ed escrementi di baco da seta su seta, l’artista risale alle origini naturali del pigmento, restituendolo in una forma materica che conserva la memoria della sua origine vivente. Completa il suo percorso l’installazione Nested, un intreccio di nidi e urushi che indaga il concetto di dimora e protezione nel regno naturale.
Un ponte tra culture e natura
La mostra F/2 rappresenta un momento di confronto fondamentale tra diverse espressioni artistiche che riflettono su temi naturalistici e sociali contemporanei. Da una parte la visione occidentale di Ghezzi, che cerca l’immersione nel paesaggio, dall’altra quella orientale di Ihara, che si focalizza sulla trasformazione della materia biologica e sulla ciclicità dell’esistenza. Entrambi, tuttavia, convergono verso una critica silenziosa ma potente all’antropocentrismo esasperato.
Visitare la Galleria FABER durante questo periodo significa immergersi in un’esperienza sensoriale fatta di colori naturali, trame organiche e silenzi eloquenti. La mostra rimarrà aperta fino al 24 luglio, offrendo un ampio arco temporale per esplorare questa collaborazione unica che celebra la bellezza dell’incompiuto e la perfezione dei processi naturali. È un invito a riscoprire il “senso del luogo” e il valore di una materia che, prima di essere arte, è stata – e continua a essere – vita.
Info utili
- Mostra: F/2 – Roberto Ghezzi e Koro Ihara
- Sede: Galleria d’arte FABER, via dei Banchi Vecchi 31, 00186 Roma
- Periodo: Dal 21 marzo al 24 luglio 2026
- Orari: Martedì-sabato 10:00-19:00; domenica su appuntamento
- Inaugurazione: Sabato 21 marzo, ore 10:00-20:00
(in foto: Roberto Ghezzi “Naturografia lago Trasimeno”)
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