Cosa: Lo spettacolo teatrale Manichino – sulla gentilezza degli estranei di Alejandro Radawski.
Dove e Quando: Teatro di Documenti, Roma; sabato 21 marzo ore 20.45.
Perché: Un’opera premiata dall’UNESCO che fonde cinema in bianco e nero e teatro per esplorare i labirinti della mente.
Il palcoscenico del Teatro di Documenti si trasforma, per una notte, in un luogo di confine tra la realtà tangibile e le proiezioni deformanti della psiche umana. Sabato 21 marzo, Roma accoglie Manichino – sulla gentilezza degli estranei, l’ultima fatica di Alejandro Radawski, artista visivo e regista polacco recentemente insignito del prestigioso Premio UNESCO Svezia – Patrimonio Mondiale 2025. L’opera si presenta come un viaggio sensoriale profondo, capace di trascinare lo spettatore all’interno della “torre di controllo” di una mente dove il tempo ha smesso di scorrere linearmente.
Al centro della narrazione troviamo Linda, magistralmente interpretata da Laura Sellari, una donna intrappolata in un loop emotivo dove i traumi del passato atterrano come aerei su una pista infinita. La struttura dello spettacolo rompe gli schemi della drammaturgia classica, proponendo un monologo introspettivo che utilizza il linguaggio cinematografico per dare corpo alle allucinazioni e ai ricordi della protagonista. È un teatro che si interroga sulle cicatrici invisibili, mettendo a nudo la fragilità dell’essere umano di fronte all’irrimediabile.
Tra citazioni iconiche e bianco e nero
La genesi di Manichino affonda le sue radici nei grandi classici della letteratura teatrale del Novecento. Il regista Radawski ha dichiarato di essersi ispirato a due figure femminili iconiche: la Nora Helmer di Casa di bambola di Henrik Ibsen e la Blanche Dubois di Un tram che si chiama Desiderio di Tennessee Williams. Proprio da quest’ultima deriva il sottotitolo dello spettacolo, richiamando quella celebre e disperata frase sulla “gentilezza degli estranei” pronunciata da Blanche prima di abbandonarsi definitivamente al suo destino.
L’estetica scelta per la messa in scena richiama dichiaratamente il cinema d’epoca in bianco e nero. Questa scelta stilistica non è puramente estetica, ma serve a sottolineare il distacco dalla realtà cromatica del quotidiano, immergendo il pubblico in una dimensione sospesa e onirica. Video di sedute psichiatriche si intrecciano con l’azione dal vivo, creando un cortocircuito visivo in cui la protagonista tenta vanamente di riavvolgere il nastro della propria vita per correggere gli errori commessi.
Alejandro Radawski: un artista di respiro internazionale
La presenza di Alejandro Radawski a Roma rappresenta un evento di rilievo per la scena culturale capitolina. L’autore, noto per la sua capacità di far dialogare diverse discipline artistiche, ha recentemente ottenuto importanti riconoscimenti internazionali, tra cui il Premio UNESCO di Letteratura Tedesca “Bremer Netzresidenz” per un progetto che combina tecnologia e intelligenza artificiale. La sua poetica, definita spesso come una “sinfonia delle piccole cose semplici”, si nutre di collaborazioni in tutta Europa e Sud America.
In Manichino, Radawski riversa la sua esperienza di scrittore e artista visivo, costruendo una narrazione non lineare che sfida la percezione del pubblico. Lo spettatore è invitato non solo a guardare, ma a sentire il peso del dolore emotivo e della follia, esplorando lo sviluppo della mente umana attraverso un’esperienza che confonde continuamente i piani del racconto. La forza dell’opera risiede proprio in questa capacità di rendere universale un dramma intimo, trasformando la scena in uno specchio delle nostre paure più recondite.
Info utili
- Spettacolo: Manichino – sulla gentilezza degli estranei
- Regia: Alejandro Radawski
- Cast: Laura Sellari
- Data: Sabato 21 marzo 2026, ore 20.45
- Luogo: Teatro di Documenti, via Nicola Zabaglia 42, Roma (Testaccio)
- Biglietti: 15 euro (più 3 euro di tessera associativa)
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