Cosa: Mostra personale dell’artista contemporaneo Danh Vo.
Dove e Quando: Fondazione Nicola Del Roscio, via Francesco Crispi 18, Roma. Dal 20 marzo al 17 luglio 2026.
Perché: Un progetto unico che intreccia la pratica scultorea di Vo con la passione per il regno vegetale, in un dialogo inedito con la visione botanica di Nicola Del Roscio.
Roma si prepara ad accogliere una delle voci più influenti e profonde del panorama artistico internazionale. Dal 20 marzo al 17 luglio 2026, la Fondazione Nicola Del Roscio presenta una mostra dedicata a Danh Vo, artista che ha saputo ridefinire il concetto di installazione attraverso una ricerca che fonde memoria personale, storia collettiva e, negli ultimi anni, un’immersione totale nel mondo della botanica. Il progetto, nato da un’idea di Diego Cassina, non è una semplice esposizione di opere, ma il frutto di una conversazione profonda tra l’artista e Nicola Del Roscio, il cui impegno culturale affonda radici profonde tanto nell’arte quanto nella natura.
L’incontro tra Vo e Del Roscio trova nelle piante un comune denominatore, un linguaggio universale che supera i confini geografici e temporali. Per Danh Vo, l’interesse per il regno vegetale non è meramente estetico, ma rappresenta un’evoluzione naturale della sua pratica. La mostra si configura come un organismo vivo, capace di riflettere sulle dinamiche di crescita, cura e trasformazione, elementi centrali sia nel lavoro creativo dell’artista che nel ciclo vitale della flora. Roma diventa così il palcoscenico di un esperimento visivo dove l’artificio dell’uomo e la spontaneità della natura si fondono in un’unica, suggestiva narrazione.
L’estetica del frammento e la vita delle piante
La pratica di Danh Vo è celebre per la capacità di utilizzare oggetti trovati, documenti e frammenti di storia per costruire installazioni site-specific di grande impatto emotivo. Tuttavia, negli ultimi anni, il suo sguardo si è spostato significativamente verso il mondo vegetale. Questa evoluzione è stata alimentata da una duplice influenza: da un lato la sua fattoria a Güldenhof, a nord di Berlino, dove coltiva giardini fioriti e osserva la crescita spontanea delle specie; dall’altro il legame con una famiglia vietnamita-tedesca che gestisce un negozio di fiori sotto la sua abitazione cittadina. Questi due poli, il selvatico e il domestico, il giardino e il “reciso”, costituiscono il cuore della sua nuova indagine artistica.
In mostra alla Fondazione Nicola Del Roscio, questa prospettiva si traduce in un percorso che sfida la staticità della scultura tradizionale. Le piante non sono semplici elementi decorativi, ma protagoniste attive che dialogano con gli spazi della Fondazione. L’opera di Vo esplora la tensione tra la cura meticolosa richiesta dalla botanica e la forza dirompente della natura che riprende i suoi spazi. Attraverso questa lente, l’artista invita il visitatore a riflettere su come gli esseri umani modellano l’ambiente e, allo stesso tempo, su come la natura influenzi la nostra percezione della bellezza e del tempo.
Un dialogo tra collezionismo e visione botanica
Il progetto espositivo trae forza dalla particolare sintonia tra Danh Vo e Nicola Del Roscio. Quest’ultimo, oltre a essere presidente della Fondazione, è una figura di spicco nel panorama culturale per la sua capacità di unire la promozione dell’arte contemporanea alla tutela dell’ambiente. La conversazione tra i due ha permesso di creare una mostra che riflette le passioni di entrambi, trasformando le sale di via Francesco Crispi in un luogo di meditazione e scoperta. La visione di Del Roscio, che vede nella botanica una forma d’arte in sé, si sposa perfettamente con la sensibilità di Vo, capace di estrarre significato poetico da ogni organismo vivente.
Questa sinergia ha portato alla creazione di interventi che occupano lo spazio in modo fluido, evitando la rigidità delle tradizionali mostre “a parete”. Il visitatore è spinto a muoversi tra le opere come se stesse esplorando un giardino segreto, dove ogni angolo rivela un dettaglio inaspettato. Il rapporto tra l’opera d’arte e il contesto architettonico della Fondazione viene esaltato dalla presenza vegetale, che introduce elementi di mutevolezza e fragilità, ricordandoci costantemente la natura effimera della vita e la persistenza della memoria storica, temi carissimi alla poetica di Danh Vo.
Danh Vo: tra Berlino e il Vietnam
Nato in Vietnam nel 1975 e fuggito nel 1979 su un’imbarcazione costruita dal padre, Danh Vo porta nel suo lavoro i segni di un’identità complessa e frammentata. La sua ascesa internazionale è stata rapida, con mostre nei più grandi musei del mondo, dal Guggenheim di New York al Centre Pompidou di Parigi, fino alla partecipazione alla Biennale di Venezia. La sua capacità di intrecciare il trauma personale con i grandi eventi della geopolitica lo ha reso una figura centrale dell’arte del XXI secolo. Tuttavia, la sua recente svolta “botanica” segna una fase di maturità in cui la riflessione si sposta su temi di ecologia e sostenibilità esistenziale.
A Roma, Vo dimostra come l’arte possa essere uno strumento per rinegoziare il nostro rapporto con il pianeta. La mostra non offre risposte univoche, ma pone interrogativi sulla nostra responsabilità verso ciò che coltiviamo e ciò che lasciamo crescere. Attraverso la precisione quasi scientifica delle sue installazioni e la poetica del quotidiano, Danh Vo conferma la sua capacità di toccare corde profonde, rendendo la mostra alla Fondazione Nicola Del Roscio un evento imprescindibile per chiunque voglia comprendere le direzioni più avanzate dell’arte contemporanea internazionale.
Info utili
- Luogo: Fondazione Nicola Del Roscio, Via Francesco Crispi 18, Roma.
- Date: 20 marzo – 17 luglio 2026.
- Orari: Dal martedì al venerdì ore 11.00 – 18.00; sabato ore 11.00 – 19.00. Lunedì e domenica chiuso.
- Ingresso: Libero.
- Anteprima stampa: 20 marzo 2026, ore 12.00 – 14.00.
- Inaugurazione: 20 marzo 2026, ore 18.00 – 20.00.
(Foto: Danh Vo, Güldenhof winter 2026; photo credit Nick Ash)
