- Cosa: The Cycle of Dragonflies, mostra personale dell’artista serba Aleksandra Stefanović.
- Dove e Quando: Medina Art Gallery, Via Merulana 220, Roma. Dal 17 al 23 aprile 2026.
- Perché: Un’esplorazione poetica della trasformazione interiore attraverso il simbolismo della libellula e armonie cromatiche oniriche.
La primavera romana si tinge di introspezione e simbolismo con l’arrivo di una nuova proposta espositiva nel cuore del rione Monti. Dal 17 al 23 aprile 2026, gli spazi della Medina Art Gallery ospitano The Cycle of Dragonflies, la prima personale nella Capitale dell’artista serba Aleksandra Stefanović. La mostra, curata da Lilly Randzio, non è soltanto una rassegna di opere pittoriche, ma si configura come un vero e proprio diario visivo che documenta un percorso di rinascita personale e artistica. Attraverso diciotto tele inedite, la Stefanović invita il pubblico a immergersi in un universo dove la natura diventa specchio dell’anima, utilizzando la figura della libellula come fulcro narrativo di un cambiamento profondo e inarrestabile.
L’esposizione segna un momento significativo per la galleria di Via Merulana, confermando la sua vocazione internazionale e l’attenzione verso i talenti emergenti dell’est Europa. Aleksandra Stefanović, nata nel 1996 a Prokuplje, porta con sé un bagaglio culturale complesso: dopo una formazione iniziale in Relazioni Internazionali a Belgrado, ha scelto di seguire la propria urgenza creativa, dedicandosi interamente alla pittura. Questa transizione biografica si riflette direttamente nei temi trattati nel ciclo esposto, dove la libertà di scelta e la ricerca dell’autenticità emergono come pilastri fondamentali di una pratica artistica che fonde intuizione pura e rigore compositivo.
La libellula come metafora del Sé
Al centro dell’indagine di Stefanović troviamo la libellula, un insetto che in numerose tradizioni culturali rappresenta il mutamento, la capacità di adattamento e la luce. In questa serie di lavori, la creatura alata smette di essere un semplice elemento decorativo o naturalistico per trasformarsi in una potente metafora del processo di scoperta di sé. L’artista utilizza la biologia stessa della libellula – che trascorre gran parte della sua vita sotto la superficie dell’acqua prima di emergere e spiegare le ali – per descrivere il coraggio necessario ad abbracciare la propria vulnerabilità e trasformarla in forza espressiva. Ogni dipinto diventa così una stazione di un percorso di risveglio interiore, dove il volo rappresenta l’approdo finale a una consapevolezza più alta.
Le opere, realizzate nel corso degli ultimi due anni, raccontano un periodo di profonda transizione per l’autrice. Questo arco temporale ha permesso alla Stefanović di affinare un linguaggio visivo distintivo, capace di tradurre l’astrazione dei sentimenti in forme tangibili ma eteree. La libellula, sospesa tra l’elemento acquatico e quello aereo, incarna perfettamente questa dualità: la stabilità delle radici emotive e la spinta verso la libertà creativa. I visitatori sono invitati a osservare non solo l’insetto, ma lo spazio che esso occupa e il movimento che suggerisce, in un dialogo costante tra l’osservatore e la tela che stimola una riflessione sulla propria capacità di evolversi.
Estetica dell’onirico e paesaggi dell’anima
Dal punto di vista formale, The Cycle of Dragonflies si distingue per una ricerca cromatica di rara sensibilità. Aleksandra Stefanović costruisce spazi visivi che sembrano appartenere al mondo dei sogni, dove i confini tra realtà e astrazione si sfumano. Attraverso l’uso di armonie cromatiche liriche e transizioni fluide, l’artista ricrea atmosfere sospese, quasi rarefatte. I paesaggi acquatici e le composizioni floreali non sono descrizioni didascaliche della natura, ma evocazioni atmosferiche cariche di pathos. Il colore non è steso con finalità rappresentative, ma emozionali, creando un ritmo visivo che alterna momenti di vibrante energia a pause di assoluta serenità.
La tecnica di Stefanović predilige la fluidità, permettendo ai pigmenti di mescolarsi in modo naturale per suggerire il movimento dell’acqua o il battito leggero di un’ala. Questa scelta stilistica rafforza il concetto di trasformazione: nulla è statico, tutto è in divenire. Le libellule appaiono spesso come apparizioni luminose in contesti onirici, guidando l’occhio attraverso stratificazioni di colore che invitano all’introspezione. È una pittura che richiede tempo e silenzio, offrendo un’oasi di calma nel caos urbano, un’opportunità preziosa per riconnettersi con i movimenti più delicati del proprio mondo interiore e riscoprire la bellezza dei passaggi invisibili che segnano le nostre vite.
Un dialogo tra artista e territorio
L’approdo di Aleksandra Stefanović a Roma rappresenta un ponte culturale tra la Serbia e l’Italia, unendo la profondità emotiva tipica della scuola balcanica con la tradizione estetica mediterranea. La scelta di Medina Art Gallery come cornice per questo ciclo non è casuale: la galleria si trova in un punto nevralgico della città, tra San Giovanni e il Colosseo, un’area dove la stratificazione storica richiama proprio quel concetto di persistenza e mutamento caro all’artista. La mostra si inserisce in un programma espositivo che mira a dare voce a visioni contemporanee capaci di parlare un linguaggio universale, superando le barriere geografiche attraverso l’arte.
L’evento di apertura, previsto per venerdì 17 aprile alle ore 18:00, sarà l’occasione per incontrare l’artista e approfondire, grazie al testo curatoriale di Lilly Randzio, le sfumature di un progetto che unisce pittura e narrazione. Durante la settimana di esposizione, la galleria diventerà un laboratorio di pensiero, dove il pubblico potrà confrontarsi con temi universali come la libertà di scelta e la connessione emotiva. The Cycle of Dragonflies non è quindi solo una mostra da guardare, ma un’esperienza da vivere, un invito a rallentare il passo e a lasciarsi trasportare dal volo leggero di una libellula verso i territori inesplorati della propria identità.
Info utili
- Artista: Aleksandra Stefanović
- Titolo: The Cycle of Dragonflies
- Sede: Medina Art Gallery, Via Merulana 220, Roma
- Date: 17 – 23 Aprile 2026
- Inaugurazione: Venerdì 17 Aprile 2026, ore 18:00
- Orari di apertura: Lunedì-Venerdì 10:00-13:00 / 15:00-19:00
- Ingresso: Libero
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