Cosa: Concerto del clarinettista Darko Brlek con un quartetto d’archi d’eccellenza su musiche di Mozart e Brahms.
Dove e Quando: Mercoledì 18 marzo 2026, ore 18.00, Auditorium “Ennio Morricone” dell’Università di Roma “Tor Vergata”.
Perché: Un’occasione rara per ascoltare i due massimi capolavori scritti per clarinetto e archi eseguiti da solisti di fama internazionale.
L’appuntamento musicale di mercoledì 18 marzo 2026 si preannuncia come uno dei momenti più alti della stagione concertistica 2025-2026 curata da Roma Sinfonietta. Presso l’Auditorium “Ennio Morricone” dell’Università di Roma “Tor Vergata”, il pubblico avrà il privilegio di assistere a una performance che vede protagonista un quintetto d’eccezione. Al centro della scena il clarinettista sloveno Darko Brlek, artista di caratura mondiale, affiancato da quattro punte di diamante della scuola d’archi italiana. Il programma è interamente dedicato ai due pilastri della letteratura per questo organico: il Quintetto K. 581 di Wolfgang Amadeus Mozart e il Quintetto op. 115 di Johannes Brahms.
L’incontro tra il calore del clarinetto e la trama dei quattro archi rappresenta una delle sfide compositive più affascinanti della storia della musica classica. In questa serata, la maestria tecnica si fonde con la profondità interpretativa per ridare vita a pagine che hanno segnato il passaggio tra il classicismo più puro e il romanticismo crepuscolare. La scelta di proporre questi due lavori in un unico evento permette di tracciare un filo rosso ideale tra due geni che, a distanza di un secolo, hanno saputo elevare il clarinetto a voce dell’anima, capace di dialogare con gli archi in un gioco di specchi sonori senza precedenti.
Protagonisti della scena internazionale
Il cuore pulsante di questo ensemble è Darko Brlek, musicista che calca regolarmente i palcoscenici delle più prestigiose sale da concerto in Europa, America e Asia. La sua carriera, che lo vede spaziare dal ruolo di solista a quello di camerista con il suo Trio Luwigana, è costellata di collaborazioni con leggende del calibro di Uto Ughi e Ivo Pogorelić. La sua presenza a Roma sottolinea l’importanza della stagione di Roma Sinfonietta nel panorama culturale della Capitale, portando a Tor Vergata un’esperienza esecutiva maturata nei grandi centri della musica mondiale, dal Portogallo alla Russia.
Accanto a Brlek, troviamo una selezione di strumentisti italiani che incarnano l’eccellenza tecnica e la versatilità. Vincenzo Bolognese, storico Konzertmeister di istituzioni come l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e il Teatro dell’Opera di Roma, guida il gruppo con l’autorevolezza di chi ha calcato i palchi del Giappone e registrato con icone della musica leggera come Mina. Insieme a lui, Antonio Bossone e Luca Pincini portano in dote l’esperienza maturata come prime parti nelle principali orchestre nazionali, dalla Rai di Torino alla Fenice di Venezia. Completa la formazione il giovane e talentuoso Alessandro Marini, violinista che ha già saputo imporsi a livello globale, esibendosi da Tokyo a Berlino.
Il genio di Mozart: l’equilibrio del clarinetto
La prima parte del programma è dedicata al Quintetto per clarinetto e quartetto d’archi K. 581, noto anche come Quintetto Stadler, dal nome dell’amico clarinettista per cui Mozart lo scrisse nel 1789. Composta in un periodo di gravi difficoltà economiche e personali, a soli due anni dalla morte, quest’opera non lascia trasparire alcuna ombra di disperazione. Al contrario, rappresenta il vertice della perfezione formale e della serenità artistica del compositore salisburghese. È una musica che sembra galleggiare sopra le miserie umane, offrendo una visione di equilibrio assoluto.
In questo capolavoro, il clarinetto non sovrasta mai gli archi, ma vi si intreccia in un dialogo amoroso. Il suono morbido e sensuale dello strumento a fiato trova nella dolcezza del quartetto un partner ideale per esplorare melodie di una purezza cristallina. L’esecuzione di Brlek e dei suoi compagni d’altare promette di restituire quella visione superiore dell’arte che Mozart cercava disperatamente di trasmettere nei suoi ultimi anni, trasformando la sofferenza privata in un dono universale di bellezza e armonia per l’ascoltatore.
Il romanticismo di Brahms: l’emozione profonda
A chiudere il cerchio sarà il Quintetto op. 115 di Johannes Brahms, scritto nel 1891. Esattamente cento anni dopo la morte di Mozart, Brahms, ormai anziano e convinto di aver concluso la sua parabola creativa, rimase folgorato dal suono del clarinettista Richard Mühlfeld. Questo incontro diede vita a una delle sue opere più struggenti e introspettive. Se Mozart è luce ed equilibrio, Brahms è ombra, nostalgia e passione contenuta. Le atmosfere sono tipicamente tardo-romantiche, dense di emozioni che penetrano profondamente nell’animo, evocando tramonti autunnali e riflessioni sulla vita.
Il contrasto tra i due quintetti offrirà al pubblico di Tor Vergata un viaggio emotivo completo. Mentre il brano di Mozart si muove verso l’esterno, verso una bellezza oggettiva e divina, quello di Brahms si ripiega verso l’interno, esplorando i labirinti del sentimento umano. La versatilità di musicisti come Pincini, che ha collaborato intensamente con Ennio Morricone (il quale gli ha dedicato la Monodia per violoncello solo), garantisce un’interpretazione capace di cogliere ogni sfumatura di questa partitura complessa, rendendo l’evento un’esperienza sensoriale totale.
Info utili
- Sede: Auditorium “Ennio Morricone”, Università di Roma “Tor Vergata” (Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1).
- Orario: Mercoledì 18 marzo 2026, ore 18.00.
- Biglietto Intero: € 12,00.
- Biglietto Ridotto: € 8,00 (personale universitario, over 65 e titolari CartaEffe Feltrinelli).
- Biglietto Studenti: € 5,00.
- Prenotazioni: Telefonica al numero 06 3236104.
- Acquisto: I biglietti possono essere ritirati o acquistati direttamente in biglietteria prima dell’inizio del concerto.
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