- Cosa: Lo spettacolo teatrale Il Sen(n)o di Monica Dolan, con Lucia Mascino e la regia di Serena Sinigaglia.
- Dove e Quando: Al Teatro Vascello di Roma, dal 9 all’11 febbraio 2026.
- Perché: Un’esplorazione coraggiosa e attuale sulla sessualizzazione precoce nell’era digitale e sulla manipolazione dell’identità.
La stagione teatrale 2024-2025 del Teatro Vascello si arricchisce di un appuntamento di profonda rilevanza sociale e artistica. Dall’esperienza creativa di Monica Dolan, pluripremiata attrice e drammaturga britannica, arriva per la prima volta in Italia Il Sen(n)o (titolo originale The Beasts*). Lo spettacolo vede protagonista Lucia Mascino, interprete tra le più apprezzate del panorama nazionale, diretta dalla mano sapiente di Serena Sinigaglia. Al centro del racconto si pone una riflessione tagliente e necessaria su come il mondo contemporaneo, dominato dalla pervasività della rete, stia riscrivendo i confini del corpo e dell’infanzia.
L’opera si presenta come un monologo dirompente che non concede sconti allo spettatore, spingendolo a interrogarsi su una domanda apparentemente semplice ma dalle implicazioni devastanti: il corpo, e nello specifico il seno, è diventato un oggetto intrinsecamente osceno o siamo noi ad aver smarrito la capacità di guardarlo per ciò che è? Attraverso una narrazione che mescola cronaca, etica e psicologia, lo spettacolo indaga le crepe di una società che sembra aver delegato agli algoritmi e al marketing la definizione della propria identità e dei propri desideri più intimi.
Un gesto estremo e la crisi dei modelli educativi
La trama si dipana attorno alla figura di una psicoterapeuta chiamata a valutare un caso senza precedenti. Una madre ha preso una decisione radicale sul corpo della propria figlia, un atto mai compiuto prima che innesca una spirale di reazioni fuori controllo nell’opinione pubblica e nelle istituzioni. Questo pretesto narrativo serve a esplorare il tema della manipolazione dell’identità, un fenomeno che Lucia Mascino definisce come una condizione in cui siamo costantemente immersi, più simili a modelli di marketing che a esseri umani reali che vivono situazioni autentiche.
Il testo della Dolan mette in luce come questa violenza simbolica sia particolarmente feroce quando colpisce la zona dell’infanzia e dell’adolescenza. La decisione della madre protagonista diventa così lo specchio di una cultura che ha normalizzato la sessualizzazione precoce e l’esposizione alla pornografia attraverso internet. Lo spettacolo non cerca colpevoli facili, ma analizza le contraddizioni di un sistema educativo e sociale che fatica a proteggere i più giovani dalle derive di una libertà digitale che si trasforma spesso in una nuova forma di prigionia culturale e psicologica.
La sinergia tra Mascino e Sinigaglia
Il debutto italiano di questo testo si avvale della collaborazione tra due figure centrali dello spettacolo dal vivo in Italia. Lucia Mascino, attrice poliedrica capace di spaziare con naturalezza dal cinema d’autore alla televisione popolare, porta in dote la sua capacità di scavare nelle zone d’ombra dei personaggi. Forte di una carriera costellata di successi, tra cui il Premio Anna Magnani e il Premio Flaiano, la Mascino interpreta il ruolo con un’urgenza dettata dalla necessità di dare voce a temi che spesso restano confinati nel silenzio o nel pregiudizio.
Dall’altro lato, la regia di Serena Sinigaglia conferisce al progetto una visione eclettica e trasversale. Con oltre venticinque anni di carriera e collaborazioni con i più grandi nomi della drammaturgia contemporanea, la Sinigaglia sceglie di affrontare Il Sen(n)o evitando ogni forma di retorica o di scontata morale. L’obiettivo della regista è creare uno squarcio nella realtà, offrendo al pubblico del Teatro Vascello un’opera che sia “autonoma e responsabile di vera umanità”, capace di restituire uno sguardo limpido su una contemporaneità sempre più complessa e stratificata.
Un’estetica essenziale per un tema urgente
L’allestimento scenico di questo monologo punta sull’essenzialità per lasciare spazio alla parola e alla fisicità dell’attrice. Le scene di Maria Spazzi, unite al disegno luci e suoni di Roberta Faiolo, creano un ambiente clinico e allo stesso tempo evocativo, ideale per ospitare un dibattito interiore che si trasforma in atto pubblico. La durata di circa settantacinque minuti garantisce un ritmo serrato, pensato per mantenere alta la tensione emotiva e intellettuale, trasformando la sala teatrale in un laboratorio di pensiero critico dove il pubblico non è semplice spettatore, ma parte attiva di una riflessione collettiva.
La produzione del Teatro Carcano, distribuita da Mismaonda, conferma con questo spettacolo la volontà di investire su una drammaturgia di qualità che non rinuncia all’intrattenimento ma lo declina in chiave civile. In un’epoca in cui la rappresentazione del sé è diventata una merce di scambio quotidiana sui social media, Il Sen(n)o si pone come un presidio di resistenza culturale, invitando a riscoprire il valore del corpo al di fuori delle logiche del profitto e della mercificazione visuale che caratterizza il nostro tempo.
Info utili
- Luogo: Teatro Vascello, Via Giacinto Carini 78, Roma (Monteverde)
- Date: 9, 10 e 11 febbraio 2026
- Orario: Lunedì, martedì e mercoledì ore 21.00
- Contatti: 06 5881021 / 06 5898031
- Durata: 75 minuti
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