- Cosa: Trash Test, spettacolo di e con Andrea Cosentino.
- Dove e Quando: TeatroBasilica, Roma. Dal 29 al 31 gennaio 2026 (ore 21:00) e 1° febbraio 2026 (ore 16:30).
- Perché: Un “collaudo distruttivo” e clownesco per smascherare i cliché dell’Intelligenza Artificiale attraverso l’improvvisazione teatrale.
Nel panorama teatrale contemporaneo, dove la tecnologia cerca sempre più spesso un dialogo forzato con l’arte scenica, Andrea Cosentino irrompe con una proposta che ribalta completamente il tavolo da gioco. Con Trash Test, che debutta al TeatroBasilica alla fine di gennaio 2026, l’artista non cerca una collaborazione armonica con l’Intelligenza Artificiale, ma ne orchestra un vero e proprio “collaudo distruttivo”. Non siamo di fronte a una celebrazione del futuro digitale, bensì a una carnevalizzazione gioiosa e dissacrante delle pretese di senso generate dagli algoritmi.
La settima stagione del TeatroBasilica accoglie dunque un lavoro che promette di essere un antidoto intellettuale al sovraccarico informativo. In un’epoca in cui siamo costantemente bombardati da contenuti digitali, Cosentino sceglie la via del teatro “ruvido e veloce” per riaffermare la centralità del corpo, della voce e, soprattutto, dell’errore umano come fonte di verità artistica. Lo spettacolo si configura non come una pièce tradizionale, ma come un happening in divenire, dove il pubblico non è spettatore passivo ma complice necessario di questo esperimento sociale e tecnologico.
Il trionfo del performativo sul letterario
Il cuore pulsante di Trash Test risiede nella sua natura mutevole e imprevedibile. L’idea di fondo è radicale: utilizzare l’Intelligenza Artificiale per generare, in tempo reale, frammenti di scene, dialoghi e trame sempre nuove. Tuttavia, lo scopo non è ammirare la bravura della macchina, ma gettare questi testi “nell’arena” per farne scempio, o meglio, per “fargli la festa”. È qui che emerge la cifra stilistica di Cosentino: la voluttà di riaffermare la priorità dell’atto performativo sul testo letterario. Il teatro, in questa visione, non è un luogo dove si recita un copione sacro, ma uno spazio vivo dove il testo viene disfatto, manipolato e ridicolizzato.
Questa operazione di smontaggio è definita “clownesca e partecipativa”. Il clown, nella sua accezione più nobile e sovversiva, è colui che inciampa nelle regole per svelarne l’assurdità. Allo stesso modo, lo spettacolo gioca a disinnescare quel senso di sopraffazione che tutti proviamo di fronte all’infinita capacità di produzione testuale delle tecnologie cibernetiche. Se la rete produce testi a una velocità inumana, il teatro risponde con la fisicità, con il “qui e ora”, trasformando il flusso indistinto di dati in un momento di condivisione umana, imperfetta e per questo insostituibile. È un teatro che, paradossalmente, “non fa testo”, proprio perché il suo obiettivo è giocare con i meccanismi della scrittura fino a renderli inoffensivi.
L’apoteosi del mainstream e la dieta dell’IA
Uno degli spunti di riflessione più acuti che Trash Test porta in scena riguarda la “dieta” dell’Intelligenza Artificiale. Come sottolinea provocatoriamente la presentazione dello spettacolo, l’uomo è ciò che mangia, e l’IA è stata nutrita per quindici anni con tutto ciò che naviga nel web. La statistica è impietosa: in questo oceano di dati, i capolavori della letteratura umana come Sofocle o Dante rappresentano una percentuale irrisoria, circa il 2%. Il resto è composto da manualistica (18%) e, per la stragrande maggioranza (80%), da esternazioni social, frasi fatte e banalità quotidiane del tipo “se volevo essere solare, nascevo pannello”.
Di conseguenza, l’IA non è un oracolo di saggezza superiore, ma l’apoteosi del mainstream. Il suo funzionamento statistico la porta a replicare le combinazioni semantiche più comuni, i cliché emotivi più abusati e le strutture drammaturgiche più convenzionali. Cosentino utilizza questa caratteristica come un’arma scenica: deformando questi materiali con la lente del teatro, riesce a smascherare i meccanismi che spesso ci commuovono o ci appassionano solo perché “ben confezionati”. L’algoritmo diventa così uno specchio deformante della nostra mediocrità culturale, e lo spettacolo un’occasione per riderne, liberandoci dal peso di dover prendere tutto sul serio.
Un gioco punk di depensamento comunitario
Al di là della critica tecnologica, Trash Test si propone come un “gioco punk”. L’obiettivo ultimo è ridicolizzare l’Ego autorale, quella pretesa — tanto umana quanto, ora, macchinica — di arrogarsi la paternità di un’opera. Cosentino ci ricorda, citando Wittgenstein, che i giochi linguistici sono prima di tutto “forme di vita”. In questo contesto, l’IA che pretende di “parlare” viene smascherata come un’entità che in realtà è “parlata” dai dati che ha ingerito. Ma la critica si estende anche all’autore umano, detronizzando ogni presunzione di intelligenza superiore.
Il risultato finale a cui ambisce lo spettacolo è aprire varchi di “depensamento comunitario”. Non si tratta di spegnere il cervello, ma di attivare una forma di intelligenza diversa, legata al comico e alla liberazione dagli schemi rigidi. In un mondo che ci chiede costantemente di essere performanti, connessi e produttivi, il TeatroBasilica offre uno spazio per sospendere il giudizio, per ridere della nostra stessa ossessione per il senso e per ritrovare, attraverso la dissacrazione, una forma di autenticità collettiva. È un invito a lasciarsi andare, a smettere di cercare significati profondi dove non ce ne sono, e a godersi la vertigine del nonsenso organizzato.
Info utili
- Luogo: TeatroBasilica, Piazza di Porta San Giovanni 10, Roma.
- Date e Orari:
- Dal 29 al 31 gennaio 2026: ore 21:00.
- Domenica 1° febbraio 2026: ore 16:30.
- Contatti e Biglietteria:
- Telefono: +39 392 9768519
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