Cosa: Una mostra fotografica di novanta scatti, tra bianco e nero e colori, firmati dal regista Francesco Conversano.
Dove e Quando: Museo di Roma in Trastevere, dal 18 marzo al 4 ottobre 2026.
Perché: Un viaggio antropologico profondo negli Stati Uniti, lontano dagli stereotipi e immerso nel “meraviglioso quotidiano”.
Il fascino degli Stati Uniti d’America è da sempre legato all’immaginario del viaggio, della strada che si perde all’orizzonte e della scoperta di realtà umane e geografiche che sembrano sospese nel tempo. Presso il Museo di Roma in Trastevere, inaugura una rassegna capace di restituire questa complessità attraverso l’occhio attento e sensibile di un autore d’eccezione. La mostra Lungo le Strade Blu / Along the Blue Highways raccoglie una selezione di novanta scatti realizzati da Francesco Conversano, noto regista del cinema del reale, che tra il 1999 e il 2017 ha attraversato il continente americano catturando frammenti di vita che vanno ben oltre la semplice documentazione visiva.
L’esposizione, curata dalla Fondazione Massimo e Sonia Cirulli in collaborazione con la Sovrintendenza Capitolina, si configura come un diario di bordo visivo nato a margine delle riprese di numerosi film documentari diretti da Conversano insieme a Nene Grignaffini. Questi lavori, prodotti in sinergia con Rai Cinema e per la Rai, hanno permesso al regista di frequentare luoghi e comunità distanti dai circuiti turistici di massa, permettendogli di immortalare l’anima autentica di un Paese che si muove costantemente tra la sua mitologia intrinseca e una realtà quotidiana spesso sorprendente.
Un viaggio oltre lo stereotipo americano
Il concetto di “strade blu” non è solo un riferimento cromatico, ma un richiamo letterario e filosofico a quelle rotte secondarie, spesso segnate in blu sulle vecchie mappe stradali, che attraversano l’America profonda. In queste immagini, il visitatore viene accompagnato in un percorso di conoscenza e rivelazione. Francesco Conversano utilizza la fotografia come uno strumento di scavo antropologico: ogni scatto è un incontro, ogni inquadratura è il tentativo di comprendere un Paese complesso, lacerato tra le sue grandi ambizioni e la semplicità disarmante dei suoi abitanti. Le novanta fotografie in mostra alternano la drammaticità del bianco e nero alla vivacità cromatica delle ambientazioni più iconiche, creando un ritmo narrativo che coinvolge lo spettatore.
Queste opere non si limitano a ritrarre paesaggi sconfinati, ma si concentrano sulla relazione tra lo spazio geografico e l’individuo. Il lavoro di Conversano esplora il meraviglioso quotidiano, trovando la bellezza nel dettaglio di una stazione di servizio isolata, nello sguardo di un passante in una cittadina del Midwest o nella desolazione poetica di architetture che sembrano testimoni di un passato glorioso ormai sbiadito. È un’America che a tratti sembra essersi fermata, cristallizzata in quegli stereotipi che il cinema e la letteratura ci hanno tramandato, ma che sotto l’obiettivo del regista rivela nuove e inaspettate sfumature di umanità e resistenza culturale.
La sinergia tra cinema e fotografia
La genesi di questa collezione fotografica è strettamente legata alla carriera cinematografica di Francesco Conversano. Durante i quasi vent’anni di esplorazione documentaristica negli Stati Uniti, la macchina fotografica è stata per il regista una compagna silenziosa, capace di catturare l’attimo fuggente tra un ciak e l’altro. Se il cinema richiede movimento e durata, la fotografia di questa mostra impone la sosta, la riflessione e l’osservazione dei particolari. Gli scatti presentati al Museo di Roma in Trastevere rappresentano dunque il distillato di un’esperienza visiva durata decenni, un archivio sentimentale che intreccia la vita dei singoli individui con i grandi avvenimenti storici che hanno segnato il passaggio del millennio.
Il valore del progetto risiede anche nella capacità di mostrare come il paesaggio americano influenzi l’immaginario collettivo globale. Attraverso le lenti di Conversano, le “strade blu” diventano una metafora della ricerca di sé e dell’altro. La Fondazione Massimo e Sonia Cirulli, da sempre attenta alla valorizzazione della cultura visiva e della storia del Novecento, ha saputo selezionare scatti che dialogano perfettamente con gli spazi del museo trasteverino, luogo deputato per eccellenza al racconto delle identità e delle trasformazioni sociali. La collaborazione con la Sovrintendenza Capitolina conferma l’impegno di Roma nel dare spazio a visioni internazionali che sappiano parlare al cuore della città.
Un’eredità visiva tra storia e presente
Analizzare il lavoro di Conversano significa anche confrontarsi con la storia recente degli Stati Uniti. Le immagini coprono un arco temporale significativo, segnato da profondi cambiamenti politici e sociali. Eppure, nelle sue fotografie emerge una sorta di atemporalità. Che si tratti di un ritratto scattato alla fine degli anni Novanta o di un paesaggio del 2017, resta costante la tensione verso la verità del momento. La mostra invita il pubblico a smontare i pregiudizi e a guardare con occhi nuovi verso quell’orizzonte americano che, nonostante l’iper-esposizione mediatica, conserva ancora zone d’ombra e di indicibile fascino.
Il percorso espositivo si snoda così tra volti, polvere e cieli infiniti, restituendo la dignità di un racconto epico a scene di vita ordinaria. Lungo le Strade Blu / Along the Blue Highways è un omaggio alla curiosità del viaggiatore e al rigore del documentarista, un’occasione imperdibile per chiunque voglia esplorare l’essenza di una nazione attraverso un’estetica raffinata e mai scontata. In un’epoca di immagini veloci e consumo rapido, questa mostra propone un ritorno alla lentezza del viaggio e alla profondità della visione, confermando Francesco Conversano come uno dei grandi interpreti visivi del nostro tempo.
Info utili
- Luogo: Museo di Roma in Trastevere, Piazza S. Egidio 1/b – Roma
- Date: 18 marzo – 4 ottobre 2026
- Preview stampa: Martedì 17 marzo 2026, ore 11.00
- Orari: Generalmente dal martedì alla domenica ore 10:00 – 20:00 (si consiglia di verificare sul sito ufficiale)
- Curatela: Fondazione Massimo e Sonia Cirulli
(in foto: PARKERSBURG, IOWA. 2008)
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