- Cosa: Lo spettacolo teatrale Purgatorio, trasposizione del memoir di Ilaria Palomba.
- Dove e Quando: Al Teatro di Documenti di Roma, dal 16 al 18 gennaio.
- Perché: Un’opera di “teatro verità” che fonde narrazione autobiografica, performance live e impegno sociale.
L’universo letterario e quello teatrale tornano a fondersi in una narrazione viscerale che porta sul palcoscenico il dolore, la rinascita e la ricerca di senso. Dal 16 al 18 gennaio, il suggestivo scenario del Teatro di Documenti a Roma ospita Purgatorio, la trasposizione teatrale dell’omonimo memoir di Ilaria Palomba. Scrittrice tra le più apprezzate della nuova generazione italiana, già candidata al Premio Strega e pluripremiata per la sua capacità di scavare negli abissi dell’animo umano, la Palomba trasforma la sua esperienza di vita in un atto performativo che sfida le convenzioni della messinscena tradizionale per abbracciare la cruda realtà dei fatti.
Diretto dalla regista Mariaelena Masetti Zannini, lo spettacolo non è una semplice rappresentazione, ma un’opera autobiografica che si inserisce organicamente in un percorso artistico più ampio. Si tratta infatti di un tassello fondamentale che completa la trilogia della scrittrice, insieme alle opere Scisma e Restituzione. In questo progetto, la vita dell’autrice e la sua produzione letteraria si configurano come un unico, vorticoso continuum, dove il confine tra ciò che è stato scritto e ciò che viene vissuto fisicamente sul palco tende a svanire in favore di una comunicazione diretta e senza filtri con lo spettatore.
La poetica del teatro verità e l’impegno sociale
La collaborazione tra Ilaria Palomba e Mariaelena Masetti Zannini nasce da una profonda affinità d’intenti e da una ricerca estetica che la regista porta avanti da anni. Al centro della visione della Zannini c’è la volontà di utilizzare lo spazio scenico come strumento di divulgazione per tematiche sociali e psicologiche complesse, spesso relegate ai margini del dibattito pubblico ma profondamente radicate nella società contemporanea. Questo approccio, che la regista ama definire “teatro verità”, si distacca dalla finzione per attingere alla lirica poetica e alla multidisciplinarità artistica, rendendole funzionali alla narrazione di storie autentiche.
In questo contesto, il corpo e la voce diventano testimonianze viventi. La scelta di far salire l’autrice stessa sul palco risponde a un’esigenza di onestà intellettuale e artistica: chi meglio di chi ha vissuto un’esperienza reale può raccontarne le sfumature e le ferite? La presenza viva della protagonista permette un’interazione unica con il pubblico, che non è più un semplice osservatore passivo, ma diventa partecipe di un confronto su problematiche che solo l’esperienza diretta può sviscerare con tale intensità. L’arte, in questa visione, non è solo estetica, ma diventa uno scudo protettivo, una forma di salvezza e il megafono più nobile per gridare la propria esistenza.
Una manifestazione in piazza per pochi intimi
L’allestimento di Purgatorio si propone come una sorta di “manifestazione in piazza per pochi intimi”. Questa definizione, cara alle autrici, non suggerisce un approccio elitario o snobistico, quanto piuttosto il desiderio di creare una dimensione di ascolto sacro e profondo. In un’epoca dominata dal rumore, lo spettacolo sceglie la via dell’urlo silente, di quella riflessione che nasce dal silenzio e si trasforma in una comunicazione intima e potente con chi siede in platea. Metterci “la faccia” non è solo un modo di dire, ma un impegno fisico e morale che coinvolge l’intero cast in un atto di coraggio collettivo.
La narrazione non si limita alla parola, ma esplode in diverse forme espressive. Accanto a Ilaria Palomba e alla stessa Mariaelena Masetti Zannini, sul palco troviamo interpreti come Olivia Balzar, Giulia Nardinocchi e Luciano Roffi. L’opera è arricchita da elementi performativi di grande impatto visivo e simbolico, come la scultura dal vivo curata da Gianluca Bagliani e l’azione artistica di Marco Fioramanti. Questa commistione di linguaggi – teatro, letteratura, arti plastiche e performance – mira a ricostruire non solo visivamente il vissuto dell’autrice, ma a farlo rivivere ogni sera come un evento irripetibile e catartico.
Collaborazioni e sinergie creative
Dietro la complessa macchina scenica di Purgatorio si muove un team di professionisti che contribuisce a creare l’atmosfera sospesa e intensa richiesta dal testo. L’aiuto regia, così come la conduzione musicale e coreografica, è affidata a Valentina Blasi, il cui lavoro è fondamentale per coordinare i diversi linguaggi artistici presenti in scena. La gestione delle luci e della fonica, curata da Paolo Orlandelli, gioca un ruolo cruciale nel definire gli spazi emotivi del Teatro di Documenti, un luogo che per sua natura si presta a installazioni immersive e cariche di storia.
Promosso dall’Associazione Culturale Spectre, lo spettacolo rappresenta un momento di riflessione necessario sulla vulnerabilità umana e sulla capacità di trasformare il dolore in bellezza. Attraverso il racconto di una discesa agli inferi e della successiva permanenza in un “purgatorio” terreno, l’opera invita a non voltare lo sguardo di fronte alle fragilità, ma a riconoscerle come parte integrante della nostra identità. È un invito al viaggio, un percorso condiviso tra artisti e spettatori dove la parola scritta si fa carne e l’emozione si trasforma in atto politico e civile.
Info utili
- Date: Dal 16 al 18 gennaio
- Orari: Venerdì e sabato ore 20.45; domenica ore 18
- Indirizzo: Teatro di Documenti, via Nicola Zabaglia 42, 00153 Roma
- Biglietti: Intero € 15, ridotto € 12, tessera associativa € 3
- Contatti: Tel. 06/45548578 – Cell. 328/8475891
(Immagine utilizzata a solo scopo informativo; tutti i diritti d’autore e di proprietà restano esclusivamente ai legittimi proprietari)
