- Cosa: La mostra collettiva “Lands in Dialogue – Georgian Art Tells Its Story”.
- Dove e Quando: Museo Venanzo Crocetti (Via Cassia, 492), dal 24 al 28 gennaio.
- Perché: Un’occasione rara per scoprire la scena artistica contemporanea caucasica attraverso il progetto di Syndicate 33.
Il panorama culturale della Capitale si arricchisce di una nuova, affascinante prospettiva internazionale grazie alla mostra collettiva “Lands in Dialogue – Georgian Art Tells Its Story”. Ospitata nelle prestigiose sale del Museo Venanzo Crocetti, l’esposizione rappresenta un viaggio immersivo che trasporta il visitatore dalle vette del Caucaso fino al cuore della Roma storica. Non si tratta solo di una semplice esposizione di quadri, ma di un vero e proprio ponte culturale volto a favorire il dialogo tra tradizioni millenarie e linguaggi espressivi d’avanguardia.
L’inaugurazione ufficiale, prevista per mercoledì 24 gennaio, vedrà la partecipazione della storica e critica d’arte Francesca Callipari, la cui analisi critica guiderà il pubblico nella comprensione di un’identità artistica, quella georgiana, capace di interloquire con forza e autorità con le istanze del contemporaneo occidentale. In un’epoca di globalizzazione spesso superficiale, questa mostra propone invece una risonanza dell’anima, trovando nella plasticità degli spazi dedicati a Crocetti la sua cassa di risonanza ideale.
L’identità caucasica tra misticismo e modernità
Il progetto nasce sotto l’egida di Syndicate 33, una dinamica corporazione di artisti fondata da Nino Kurashvili. La figura di Kurashvili è centrale per comprendere lo spirito della mostra: formatasi all’Accademia di Belle Arti di Vienna all’interno del celebre Gruppo Hundertwasser, l’artista ha infuso nella corporazione una visione che unisce la disciplina mitteleuropea alla passionalità georgiana. Syndicate 33 opera oggi come una piattaforma di scambio creativo, promuovendo programmi di residenza e visibilità internazionale per talenti che intendono raccontare l’umanità attraverso una “nuova visione” estetica.
Le opere esposte rivelano una densità intellettuale straordinaria, dove la prassi pittorica si trasforma in una voce narrante. Gli artisti coinvolti utilizzano una dialettica continua tra l’esterno, rappresentato da una natura selvaggia e paesaggi sospesi, e l’interno, inteso come ricerca di una pace spirituale necessaria nell’attuale contesto mondiale. Questa stratificazione non è solo concettuale ma anche materica, con pennellate che richiamano la fisicità stessa della terra georgiana, creando un legame indissolubile tra l’opera e le radici geografiche dei suoi creatori.
Un mosaico di linguaggi e visioni contemporanee
Il percorso espositivo si snoda attraverso una varietà di stili che spaziano dal simbolismo onirico all’astrazione materica. La capacità di sintesi degli artisti in mostra permette di ammirare come la tradizione delle icone antiche possa essere trasfigurata in visioni moderne e vibranti. Le tavolozze cromatiche attingono a colori sacri, quasi ieratici, che però vengono stesi con una gestualità contemporanea, dando vita a composizioni dove il mito e la quotidianità si intrecciano inestricabilmente.
Ogni tela funziona come una finestra aperta su un mondo complesso. La ricerca della fluidità del segno è uno degli elementi tecnici più rilevanti: nonostante la densità cromatica, le opere mantengono un respiro che guida lo spettatore verso una comprensione intuitiva del messaggio. È una celebrazione della “georgianità” che non si chiude nel folklore, ma si apre a un codice visivo universale, capace di superare ogni confine geografico e di parlare direttamente alla sensibilità del pubblico romano e internazionale.
Il dialogo armonico presso il Museo Crocetti
La scelta del Museo Venanzo Crocetti come cornice per questa collettiva non è stata lasciata al caso. Il museo, dedicato alla memoria del grande scultore del Novecento, offre un contrasto armonico unico: la staticità imponente e la plasticità delle sculture di Crocetti dialogano con la fluidità e il movimento delle opere pittoriche georgiane. In questo spazio, dove la materia è protagonista, il dialogo tra il Mediterraneo occidentale e l’Est europeo si fa concreto.
Entrambi i territori, seppur distanti, condividono una storia fatta di stratificazioni profonde, fede e una dedizione quasi sacrale alla bellezza. La mostra indaga proprio questi punti di contatto, offrendo ai visitatori la possibilità di riflettere su come l’arte possa essere uno strumento di pace e di comprensione reciproca. Tra i protagonisti di questo racconto visivo figurano nomi come Ia Arsenashvili, Mzekala Berdzenishvili, Medea Kirimeli e molti altri, ognuno portatore di un frammento unico della complessa anima caucasica.
Info utili
- Titolo: Lands in Dialogue – Georgian Art Tells Its Story
- Curatela: Francesca Callipari
- Indirizzo: Museo Venanzo Crocetti – Via Cassia, 492, Roma
- Date: Dal 24 al 28 gennaio
- Orari: Lunedì-Venerdì 11:00-13:00 e 15:00-19:00; Sabato 11:00-19:00 (orario continuato). Domenica chiuso.
- Vernissage: Mercoledì 24 gennaio ore 17:30.
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