Cosa: Inaugurazione di due nuove sedi “spoke” e presentazione dello spoke Oftalmico per il Servizio Tobia.
Dove e Quando: Ospedale Santo Spirito e Ospedale Oftalmico, Roma; gennaio 2026. Perché: Per completare una rete di percorsi facilitati dedicata a pazienti con gravi difficoltà cognitive e relazionali.
L’integrazione sociosanitaria compie un passo decisivo nella Capitale con il potenziamento di un modello assistenziale che mette al centro la dignità e le esigenze specifiche delle persone più fragili. Il Servizio Tobia, fiore all’occhiello della ASL Roma 1, ha ufficialmente completato la sua rete territoriale, inaugurando nuove sedi operative che promettono di abbattere non solo le barriere fisiche, ma soprattutto quelle culturali e cliniche che spesso impediscono ai pazienti con disabilità intellettiva di accedere a cure tempestive e di qualità.
La presentazione ufficiale, avvenuta presso lo storico Ospedale Santo Spirito, ha visto la partecipazione delle massime autorità regionali e sanitarie, sottolineando l’importanza strategica di un progetto che trasforma l’ospedale in un luogo realmente inclusivo. Non si tratta solo di aprire nuovi ambulatori, ma di implementare una filosofia di cura basata sull’empatia, sulla semplificazione burocratica e sulla continuità assistenziale, garantendo che ogni esame, anche il più semplice, non diventi un trauma per chi vive una condizione di fragilità cognitiva.
Un modello di accoglienza per la disabilità grave
Il cuore del progetto risiede nella capacità di offrire percorsi facilitati per prestazioni diagnostiche e terapeutiche. Spesso, per un paziente con disturbi dello spettro autistico o gravi deficit cognitivi, l’ambiente ospedaliero tradizionale può risultare ostile, provocando stress e reazioni di non collaborazione. Il Servizio Tobia interviene proprio qui, creando un ambiente protetto dove il numero di accessi viene ottimizzato e i tempi di permanenza ridotti al minimo indispensabile.
L’assistenza è guidata da un infermiere care manager, una figura fondamentale che coordina l’intero iter del paziente, dal momento della prenotazione fino all’esecuzione della prestazione. Questo professionista agisce come ponte tra la famiglia, il caregiver e il personale sanitario appositamente formato, assicurando che ogni procedura sia declinata sulle necessità particolari della persona. La presenza costante del caregiver è sempre garantita, fornendo quel supporto emotivo necessario per affrontare visite, analisi ed esami diagnostici in piena serenità.
L’integrazione tra Hub e Spoke per una copertura totale
La rete della ASL Roma 1 si struttura ora su un modello Hub & Spoke, dove il centro di riferimento (Hub) del San Filippo Neri collabora strettamente con i nuovi punti di accoglienza (Spoke) del Santo Spirito e dell’Oftalmico. Gli spoke hanno il compito cruciale di gestire l’accoglienza, fornire informazioni e registrare i pazienti su una piattaforma gestionale condivisa. Questo sistema permette un monitoraggio costante e completo delle attività, fondamentale per il miglioramento continuo dell’efficacia del servizio.
Per i casi di maggiore complessità clinica, gli spoke attivano immediatamente il collegamento con l’Hub, garantendo una presa in carico multidisciplinare. Inoltre, l’utilizzo della telemedicina permette al team Tobia di effettuare teleconsulti tra i diversi presidi della rete aziendale, condividendo competenze e pareri clinici in tempo reale. Questo approccio tecnologico, unito alla sensibilità umana degli operatori, rappresenta la nuova frontiera della medicina territoriale romana, capace di rispondere con flessibilità a bisogni complessi.
Inclusione sociale e abbattimento delle barriere culturali
Oltre all’aspetto puramente clinico, l’espansione del Servizio Tobia rappresenta una vittoria culturale. Come sottolineato durante l’inaugurazione, l’obiettivo è trasformare la percezione della disabilità all’interno delle strutture pubbliche. Non è il paziente a doversi adattare alle procedure rigide dell’ospedale, ma è l’organizzazione sanitaria a modellarsi intorno a lui. Questo “salto culturale” è essenziale per far sì che la Regione Lazio diventi un esempio di eccellenza nell’inclusione sociale.
Il completamento della rete è stato possibile grazie alla stretta collaborazione con associazioni come Angsa Lazio, che da anni lottano per i diritti delle persone con autismo. Il coinvolgimento attivo del terzo settore assicura che il servizio resti sempre aderente alla realtà quotidiana delle famiglie. In questo scenario, il Servizio Tobia non è solo un acronimo di assistenza, ma un impegno concreto verso una società dove la salute è davvero un diritto accessibile a tutti, senza distinzioni di abilità comunicativa o cognitiva.
Info utili
- Ospedale San Filippo Neri: via Giovanni Martinotti 20, Piano Terra Edificio A (Stanza 26). Orari: lun-ven 8.00-13.00.
- Ospedale Santo Spirito: Lungotevere in Sassia, Piano Terra Palazzina SPDC. Orari: mar e gio 10.30-12.30.
- Ospedale Oftalmico: via Cipro (Ingresso Piano Terra, Corpo B, Stanza 10). Orari: lun-ven 8.00-10.00.
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