- Cosa: Stagioni Russe, la prima mostra personale a Roma del pittore contemporaneo Dmitriy Permiakov.
- Dove e Quando: Medina Art Gallery, via Angelo Poliziano 4-6; dal 16 al 22 gennaio 2026.
- Perché: Un’occasione per esplorare il legame tra la tradizione russa e l’impressionismo francese attraverso paesaggi carichi di lirismo e spiritualità.
Roma torna a essere il centro di un dialogo culturale internazionale che affonda le sue radici nella storia profonda dell’arte europea. Dal 16 al 22 gennaio 2026, gli spazi della Medina Art Gallery ospitano Stagioni Russe, la prima esposizione capitolina dedicata a Dmitriy Permiakov. Curata da Martina Scavone e Valeriy Voronin, la mostra non rappresenta solo un’esposizione pittorica, ma un vero e proprio ponte culturale gettato tra la tradizione figurativa dell’Est e la sensibilità contemporanea occidentale. In un’epoca segnata da nuove distanze geopolitiche, l’iniziativa si propone di utilizzare il linguaggio universale della pittura per riscoprire una comune umanità, superando confini e barriere ideologiche attraverso la bellezza e la contemplazione della natura.
Il progetto espositivo si inserisce idealmente in quel solco fecondo che, a partire dalla fine dell’Ottocento, ha visto l’Italia e la Russia scambiarsi visioni estetiche fondamentali. Dalle rivoluzioni di Kandinskij e Malevič fino al realismo più narrativo, l’arte russa ha sempre mantenuto una cifra stilistica unica, sospesa tra un’intensa interiorità e una tensione collettiva. Permiakov si inserisce in questo orizzonte con una voce propria, capace di fondere il rigore tecnico della formazione russa con la libertà cromatica dell’impressionismo, offrendo al pubblico romano una prospettiva inedita sulla “terra del ghiaccio e della luce”.
Il ritmo della natura tra realismo e impressionismo
La ricerca pittorica di Dmitriy Permiakov si fonda su un equilibrio delicatissimo tra la realtà oggettiva del paesaggio e la riflessione psicologica che ne deriva. Le sue opere sono profondamente influenzate dai maestri del paesaggio russo come Aleksej Savrasov e Isaak Levitan, figure che hanno saputo elevare la campagna russa a simbolo dell’anima nazionale. Tuttavia, l’artista non si limita alla citazione dei classici; la sua tecnica è nutrita da una costante pratica della pittura en plein air. Questo approccio gli permette di catturare l’impressione fugace di un istante, la vibrazione della luce che muta e la vitalità dei colori naturali, richiamando da vicino la lezione degli impressionisti francesi del XIX secolo.
Le tele in mostra raccontano i cicli della vita attraverso il mutare delle stagioni. C’è l’inverno eterno, descritto con una bellezza austera e quasi spirituale, dove le pianure bianche diventano specchio di una malinconia ancestrale. Segue poi la “fugace esultanza” dell’estate e la meditazione profonda dell’autunno, fino ad arrivare alla promessa della primavera. In ogni opera, il colore non è mai meramente descrittivo, ma diventa un dispositivo simbolico capace di evocare sensazioni fisiche e ricordi legati al tempo che passa. Il visitatore è così invitato a un viaggio sensoriale nei paesaggi sterminati, dove la quiete dei villaggi e la poesia delle case di legno diventano icone di un’identità universale.
Lo spleen russo e la ricerca dell’infinito
Oltre alla dimensione prettamente paesaggistica, il lavoro di Permiakov esplora un sentimento complesso e affascinante: lo spleen russo. Si tratta di quella particolare forma di nostalgia, vicina alla saudade portoghese o alla Sehnsucht tedesca, che nasce dal confronto con orizzonti infiniti e spazi che sembrano non avere fine. Nelle sue opere, questa sensazione si traduce in una luce vibrante che attraversa le composizioni, donando profondità allo sguardo e invitando l’osservatore a un rallentamento necessario. È un’introspezione che richiama atmosfere letterarie celebri, evocando quella sensibilità che si ritrova in opere come Lo Spleen di Pietroburgo.
Questa ricerca non è però chiusa in un passato malinconico. Permiakov infonde nelle sue tele un sottile senso di ironia e una vitalità cromatica che ne attualizza il messaggio. L’arte, in questo contesto, smette di essere uno strumento ideologico per farsi linguaggio condiviso. Il titolo della mostra, Stagioni Russe, racchiude proprio questa molteplicità di significati: non solo il ritmo naturale dei climi, ma anche i cicli della storia e le trasformazioni delle emozioni umane. La mostra diventa quindi un attraversamento poetico della memoria, dove ogni pennellata è un tentativo di restituire una profondità che la velocità della vita moderna tende spesso a farci dimenticare.
Un dialogo artistico nel cuore di Roma
L’accoglienza di un artista come Dmitriy Permiakov a Roma sottolinea la vocazione della città come spazio di accoglienza e confronto culturale. La sede di Via Angelo Poliziano, cuore pulsante dell’attività della Medina Art Gallery, si trasforma per una settimana in un osservatorio privilegiato sulla sensibilità russa contemporanea. La presenza del testo critico di Martina Scavone offre inoltre un solido apparato interpretativo per comprendere appieno le stratificazioni di significato presenti nelle opere, guidando il pubblico attraverso i riferimenti storici e le innovazioni stilistiche apportate dall’artista.
L’evento di apertura, previsto per venerdì 16 gennaio alle ore 18:00, promette di essere un momento di incontro tra esperti del settore, appassionati e curiosi. La presentazione curatoriale permetterà di approfondire i legami tra la tradizione sovietica del XX secolo e le nuove ricerche formali di Permiakov. In definitiva, Stagioni Russe è un invito a guardare oltre la cronaca e il contingente per riscoprire, attraverso la pittura, quegli elementi ancestrali che legano l’uomo alla propria terra e al volgere del tempo. Un’esperienza che parte dalla Russia per diventare, inevitabilmente, un viaggio universale nell’anima umana.
Info utili
- Indirizzo: Medina Art Gallery, Via Angelo Poliziano 4-6, Roma.
- Date: Dal 16 al 22 gennaio 2026.
- Orari di apertura: Tutti i giorni dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00.
- Opening: Venerdì 16 gennaio 2026, ore 18:00.
- Ingresso: Libero durante gli orari di apertura.
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