Cosa: Un protocollo d’intesa per integrare l’arte e la cultura nei percorsi di cura oncologica.
Dove e Quando: Presso l’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola di Roma, con attività a partire da gennaio 2026.
Perché: Per trasformare i luoghi di cura in spazi di benessere psicofisico, sfruttando il valore terapeutico della bellezza.
L’Isola Tiberina, cuore millenario della sanità romana, diventa il palcoscenico di una rivoluzione silenziosa che mette al centro non solo il corpo, ma l’anima del paziente. L’arte entra ufficialmente nelle corsie dell’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola ETS grazie a una collaborazione strategica con CoopCulture, la principale cooperativa operante nel settore dei beni e delle attività culturali in Italia. L’iniziativa non è un semplice esperimento isolato, ma si inserisce in una visione nazionale più ampia, seguendo le linee guida tracciate dal protocollo tra il Ministero della Salute e il Ministero della Cultura, che riconosce formalmente il potere trasformativo dell’esperienza estetica nei processi di guarigione.
L’obiettivo è ambizioso: umanizzare la medicina attraverso la bellezza. In un contesto dove la tecnologia diagnostica raggiunge vette altissime, il fattore umano e l’ambiente circostante giocano un ruolo determinante nel modo in cui un individuo affronta la malattia. Portare l’arte in ospedale significa abbattere le pareti asettiche dei reparti per aprire finestre virtuali e reali su mondi altri, offrendo sollievo e distrazione positiva in momenti di estrema fragilità.
Una sinergia per il benessere dei pazienti
L’accordo sancisce una collaborazione gratuita che vede il coinvolgimento attivo del Centro di eccellenza oncologica radioterapica, medica e diagnostica per immagini dell’Isola Tiberina. Qui, il binomio tra arte e benessere diventa uno strumento concreto a supporto non solo dei degenti, ma anche dei loro familiari e del personale sanitario, spesso sottoposto a forti carichi di stress emotivo. Il Presidente della Fondazione, Paolo Nusiner, ha sottolineato come la visione dell’ospedale debba necessariamente evolvere verso una presa in carico totale della persona, dove la dimensione relazionale ed emotiva è considerata parte integrante della terapia.
Dello stesso avviso è il Direttore Generale dell’ospedale, Giovanni Arcuri, il quale evidenzia come l’innovazione in sanità oggi passi anche attraverso la capacità di ripensare radicalmente i luoghi e i tempi della cura. Utilizzare strumenti digitali e percorsi culturali all’interno di un modello assistenziale d’avanguardia permette di migliorare la qualità della vita durante il ricovero, rendendo l’esperienza ospedaliera meno traumatica e più orientata alla dignità dell’individuo. La cultura, dunque, non è un accessorio, ma un farmaco immateriale.
Realtà virtuale e percorsi immersivi tra le corsie
Il cuore tecnologico del progetto prevede l’utilizzo di strumenti immersivi digitali messi a disposizione da CoopCulture. Pazienti e operatori potranno utilizzare visori, smartphone e auricolari per accedere a contenuti culturali di altissimo profilo. Attraverso virtual tour e immagini ad alta definizione, chi è costretto a lunghi periodi di degenza potrà “viaggiare” tra i capolavori dell’arte italiana, immergendosi in dettagli impossibili da cogliere a occhio nudo e vivendo una parentesi di bellezza che agisce come stimolo psicologico positivo.
Questa “distrazione terapeutica” permette di mitigare l’ansia legata ai trattamenti medici e di recuperare un contatto con il mondo esterno e con la storia. Letizia Casuccio, direttore generale di CoopCulture, ha ribadito con forza che la cultura deve essere accessibile e generativa. Non si tratta di semplice intrattenimento o svago passeggero, ma di una risorsa capace di sostenere i percorsi terapeutici più difficili, restituendo centralità alla persona al di là della sua condizione clinica. L’arte diventa così un ponte tra la malattia e la vita quotidiana.
Oltre l’ospedale: visite guidate e formazione
Il protocollo non si limita alle mura ospedaliere. Sono infatti previste delle uscite sul territorio, concepite come vere e proprie sessioni di arte-terapia all’aperto. Queste visite guidate gratuite, rivolte ai pazienti e ai loro cari, mirano a stimolare la socialità e l’espressione emotiva in contesti di eccezionale valore storico. I primi appuntamenti in calendario vedranno i partecipanti scoprire le meraviglie di Castel Sant’Angelo alla fine di gennaio e della Galleria Corsini a febbraio, offrendo un’occasione unica di riappropriazione del patrimonio pubblico come spazio di rigenerazione personale.
Un ulteriore pilastro dell’iniziativa è la formazione del personale. Il progetto prevede infatti momenti di approfondimento accademico, come la Lectio Magistralis “Curare ad arte” curata dal professor Vincenzo Valentini, promotore del progetto Art4ART. La lezione sarà focalizzata proprio sull’importanza dell’estetica per chi affronta malattie complesse. L’intero percorso, della durata iniziale di 12 mesi, sarà costantemente monitorato da un gruppo di coordinamento congiunto, che utilizzerà strumenti di rilevazione anonimi per analizzare l’impatto reale delle attività sul benessere dei partecipanti, adattando il progetto alle evidenze cliniche raccolte.
Info utili
- Luogo: Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola ETS, Roma.
- Prossime visite guidate: Castel Sant’Angelo (31 gennaio 2026), Galleria Corsini (28 febbraio 2026).
- Destinatari: Pazienti del centro oncologico, familiari e personale sanitario.
- Strumenti: Visori VR, smartphone e contenuti digitali immersivi.
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