Cosa: L’inizio delle riprese del film noir contemporaneo Delitto al Club Privé.
Dove e Quando: Ambientato e girato a Roma, produzione in corso nel 2026.
Perché: Un omaggio d’autore al genere poliziottesco italiano che riporta in scena gli eredi ideali di Tomas Milian e Bombolo.
Roma torna a trasformarsi nel set naturale di una vicenda torbida e affascinante, dove le ombre del potere si allungano sui vicoli della Capitale. Sono ufficialmente iniziate le riprese di Delitto al Club Privé, l’ultima fatica cinematografica del regista Stefano Calvagna. Noto per la sua capacità di scavare nelle pieghe della cronaca e del genere crime — con titoli come Non escludo il ritorno e Baby Gang — Calvagna sceglie questa volta la strada del noir contemporaneo per raccontare una città stanca, cinica e dominata da un potere silenzioso che non sente più il bisogno di nascondersi.
Il progetto, prodotto da Nicola Archilli e dalla Poker Film 2005 LTD, si preannuncia come un’operazione culturale di grande interesse, capace di unire la tensione del thriller moderno alla nostalgia cinefila. La pellicola non è solo un racconto d’investigazione, ma si pone come un dichiarato omaggio alla grande stagione del cinema di genere italiano degli anni Settanta e Ottanta, cercando di recuperare quell’equilibrio tra durezza poliziesca e graffiante ironia popolare che ha reso iconica una intera epoca della nostra cinematografia.
Un ponte tra passato e presente: l’eredità del poliziottesco
Il cuore pulsante di Delitto al Club Privé risiede nel suo profondo legame con la tradizione. Il regista ha infatti voluto richiamare esplicitamente lo spirito e i toni di un classico come Delitto al Blue Gay (1984) di Bruno Corbucci. Questo richiamo non è solo stilistico, ma si incarna prepotentemente nei personaggi protagonisti: Rocky Giraldi e Bombolino, interpretati rispettivamente da Andrea Misuraca e Gianfranco Zedde. I due attori raccolgono un’eredità pesante e prestigiosa, presentandosi come i figli ideali, nell’immaginario filmico, delle maschere immortali create da Tomas Milian e Bombolo.
In questa nuova declinazione, il poliziotto Rocky Giraldi mantiene i tratti distintivi del suo predecessore “spirituale”: è sboccato, ironico, apparentemente fuori luogo nei contesti istituzionali e decisamente grezzo nei modi. Tuttavia, dietro la scorza ruvida, batte un animo retto, guidato da un senso della giustizia incrollabile che lo spinge a sfidare poteri molto più grandi di lui. Accanto a lui, la figura di Bombolino garantisce quel contrappunto comico e surreale che permette alla narrazione di respirare, alternando la tensione del crimine alla risata liberatoria tipica della commedia all’italiana applicata al noir.
Tra le mura del Flirt Club Privé: la trama
La vicenda prende il via nei piani alti del Ministero, dove il commissario Alfieri viene messo a conoscenza di un pericolo imminente: un archivio digitale segreto, contenuto in una chiavetta USB, minaccia di far saltare i delicati equilibri tra istituzioni, affari e criminalità organizzata. Il centro nevralgico della storia si sposta però rapidamente nel ventre della città, all’interno del Flirt Club Privé. In questo locale esclusivo, dove l’edonismo si mescola all’assenza di morale, viene rinvenuto il cadavere dell’avvocato Ferreri, morto per avvelenamento.
Testimone involontaria del delitto è Elena, una donna che vive ai margini di quel mondo patinato e pericoloso. È lei a recuperare la preziosa chiavetta USB lasciatale dall’avvocato poco prima di spirare. La fuga di Elena nella notte romana dà il via a una caccia all’uomo (e alla verità) senza esclusione di colpi. Alfieri decide quindi di affidare il caso all’unico uomo capace di muoversi nel fango senza sporcarsi l’anima: Rocky Giraldi. Inizia così un’indagine che attraverserà i luoghi del vizio e i corridoi del potere, mostrando una Roma inedita e crepuscolare.
Eccellenze tecniche per un noir d’atmosfera
Per restituire visivamente il senso di oppressione e la decadenza di questa Roma contemporanea, Calvagna si è circondato di una squadra tecnica di alto profilo. La direzione della fotografia è firmata da Matteo De Angelis, mentre le scenografie, fondamentali per ricostruire l’estetica dei club privati e degli uffici ministeriali, sono affidate a Paolo Nicoletti. Il comparto sonoro, curato da Yann Fadanelli, e i costumi di Agostina Imperi contribuiscono a definire l’identità visiva e uditiva di un film che punta molto sull’atmosfera.
Un capitolo a parte merita la colonna sonora, che sarà composta dal maestro Paolo Vivaldi, noto per la sua capacità di sottolineare con eleganza le sfumature drammatiche. Il montaggio di Roberto Siciliano avrà invece il compito di dare il giusto ritmo a un’opera che promette di essere incalzante. Il cast corale, che vede tra gli altri la partecipazione di Domenico Diele, Emanuele Cerman, Saverio Vallone e Giulia Di Quilio, garantisce una varietà di volti e interpretazioni che rendono Delitto al Club Privé uno dei progetti cinematografici romani più attesi della prossima stagione.
Info utili
- Titolo: Delitto al Club Privé
- Regia: Stefano Calvagna
- Genere: Noir / Poliziesco
- Location: Roma
- Produzione: Poker Film 2005 LTD e Nicola Archilli
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