- Cosa: JUNK. Il futuro in discarica, mostra personale dell’artista Uter a cura di Velia Littera.
- Dove e Quando: Galleria Pavart, Roma (Via Giuseppe Dezza 6b); dal 18 marzo al 10 aprile 2026.
- Perché: Un’indagine visiva dirompente che usa la meta-fotografia e l’IA per riflettere sull’inquinamento e sui rifiuti culturali della società moderna.
Roma si prepara ad accogliere un evento espositivo che sfida i confini tra realtà e artificio, ponendo al centro del dibattito contemporaneo uno dei temi più urgenti della nostra epoca: l’accumulo globale di scarti. Il prossimo 18 marzo 2026, la Galleria Pavart inaugura JUNK. Il futuro in discarica, la mostra personale di Uter, pseudonimo di Arturo Ursumando. Curata da Velia Littera, l’esposizione non è soltanto una rassegna di immagini, ma un percorso concettuale che utilizza la tecnologia dell’Intelligenza Artificiale come un pennello digitale per dipingere scenari post-industriali e icone drammatiche. In un’epoca in cui il consumo sfrenato sembra aver raggiunto un punto di non ritorno, il lavoro di Uter si inserisce come una voce critica e poetica, capace di trasformare l’orrore della discarica in un’esperienza estetica profonda.
L’artista, napoletano di nascita ma romano d’adozione, porta in dote un bagaglio multidisciplinare che spazia dal montaggio cinematografico al teatro, elementi che convergono con forza in questa nuova produzione. Attraverso quella che viene definita meta-fotografia, Uter supera la semplice registrazione del dato reale per approdare a una riflessione sul linguaggio stesso della visione. Le opere in mostra non documentano semplicemente i rifiuti, ma li trasfigurano, rendendo visibile ciò che la società del benessere tende sistematicamente a rimuovere o a relegare ai margini geografici e mentali del quotidiano.
La Meta-fotografia e il potere dell’IA
Il fulcro dell’esposizione risiede nel superamento del mezzo fotografico tradizionale. Le immagini di Uter nascono da un atto di immaginazione pura, dove l’algoritmo diventa lo strumento per ricostruire un mondo in cui realtà e finzione si fondono senza soluzione di continuità. Questo approccio, definito Photo Painting, permette di dare forma a simboli e scenari che nessuna macchina fotografica convenzionale potrebbe catturare. La curatrice Velia Littera ha saputo cogliere questa potenzialità, strutturando un progetto che stimola il pubblico a una fruizione attiva e critica. Non siamo di fronte a una celebrazione della tecnologia, ma a un suo utilizzo sovversivo che interroga l’idea stessa di verità visiva.
Le opere si dividono in due filoni estetici principali. Da una parte troviamo vedute che, pur apparendo realistiche a un primo sguardo, rivelano dettagli surreali e inquietanti capaci di destabilizzare l’osservatore. Dall’altra, la mostra propone composizioni di oggetti e figure che assumono una dignità iconica quasi pop, pur mantenendo una carica drammatica intrinseca. Questo contrasto visivo sottolinea la duplicità del nostro rapporto con gli oggetti: strumenti del desiderio che si trasformano istantaneamente in ingombri soffocanti. La meta-fotografia di Uter diventa quindi uno specchio deformante in cui riflettere le contraddizioni del presente e le possibili derive di un futuro prossimo dominato dall’artificio.
Ecologia, etica e rifiuti culturali
JUNK non si limita a parlare di inquinamento ambientale in senso stretto. Il titolo stesso suggerisce una riflessione più ampia che abbraccia i cosiddetti rifiuti culturali, politici ed etici. Il lavoro di Uter scava tra le macerie della società contemporanea per riportare a galla ciò che è stato scartato non solo fisicamente, ma anche moralmente. L’accumulo non è solo di plastica o metallo, ma di idee superate, responsabilità negate e indifferenza collettiva. In questo contesto, l’Intelligenza Artificiale funge da catalizzatore per un’indagine che è tanto estetica quanto sociologica, spingendo il visitatore a interrogarsi sul proprio ruolo attivo nel ciclo incessante del consumo.
La poetica dell’artista è profondamente influenzata dal suo percorso formativo presso l’Istituto Roberto Rossellini e l’Accademia di teatro di Fiorenzo Fiorentini. Questo background permette a Uter di infondere nelle sue opere una tensione narrativa quasi scenica, dove lo sguardo del “Bambino” — elemento centrale della sua ricerca — diventa la chiave per vedere oltre le apparenze. È uno sguardo che non giudica ma osserva con stupore e lucidità i pensieri nascosti nella realtà di tutti i giorni. La sperimentazione diventa così un ponte tra l’arte e la vita, trasformando la galleria in uno spazio di denuncia dove l’estetica si fa carico di un messaggio civile necessario.
Un percorso tra visione e consapevolezza
L’esperienza espositiva presso la Galleria Pavart si configura come un viaggio emotivo che sfida la percezione del familiare. La capacità di Uter di combinare elementi noti con dettagli inaspettati crea un effetto visivo potente, che non permette distrazioni. Il visitatore è invitato a ripensare con urgenza il proprio legame con l’ambiente e con la materia. La collaborazione tra l’artista e la curatrice ha dato vita a un progetto dove la fruizione dell’arte diventa un’occasione di riflessione consapevole, lontana dalla passività dei social media o del consumo rapido di immagini a cui siamo abituati.
In definitiva, JUNK. Il futuro in discarica rappresenta un punto di svolta nella ricerca di Uter e un esempio significativo di come l’arte contemporanea possa dialogare con le tecnologie emergenti senza perdere l’anima. La mostra è un invito a non distogliere lo sguardo, a guardare dentro la discarica del nostro tempo per trovare, forse, i semi di una nuova consapevolezza. L’appuntamento alla Pavart è dunque un passaggio obbligato per chiunque voglia comprendere come il linguaggio digitale possa oggi farsi portavoce delle urgenze ecologiche e sociali più pressanti del pianeta.
Info utili
- Titolo della mostra: JUNK. Il futuro in discarica
- Artista: Uter (Arturo Ursumando)
- Curatore: Velia Littera
- Sede: Galleria Pavart, Via Giuseppe Dezza 6b, Roma
- Date: Dal 19 marzo al 10 aprile 2026
- Vernissage: 18 marzo 2026, ore 18:00
- Orari: Contattare la galleria per i dettagli specifici di apertura
- Ingresso: Libero
(in foto “L’albero rosso”, metafotografia di Uter)
(Immagine utilizzata a solo scopo informativo; tutti i diritti d’autore e di proprietà restano esclusivamente ai legittimi proprietari)
