Cosa: Presentazione ufficiale e proiezione del film A se stesso, esordio alla regia di Ekaterina Khudenkikh. Dove e Quando: Lunedì 19 gennaio alle ore 19.00, presso il Cinema delle Provincie di Roma. Perché: Un’opera pluripremiata che esplora con sensibilità e ironia il senso della vita davanti alla fragilità del tempo.
L’attesa per il debutto cinematografico di una nuova voce nel panorama autoriale italiano giunge a compimento nella Capitale. Lunedì 19 gennaio, lo storico Cinema delle Provincie di Roma ospiterà la presentazione ufficiale di A se stesso, l’opera prima della regista, sceneggiatrice e autrice Ekaterina Khudenkikh. Non si tratta di una semplice proiezione, ma di un evento che vedrà la partecipazione di un cast d’eccezione e del team produttivo, pronti a raccontare al pubblico romano un viaggio umano profondo, già consacrato dal successo in numerosi festival internazionali.
Il film, prodotto da Angelo Antonucci per Elite Group International con il sostegno di Marche Film Commission, arriva a Roma forte di un palmarès prestigioso che include il Los Angeles Independent Woman Film Awards 2025, il DMOFF Film Festival Awards 2025 e la vittoria nella sezione lungometraggi al 79° Festival Internazionale del Cinema di Salerno. Un riconoscimento speciale è andato anche all’attore internazionale Francois-Eric Gendron, interprete della pellicola, a testimonianza della qualità interpretativa che caratterizza l’intero progetto.
Un viaggio esistenziale tra realtà e immaginazione
Al centro della narrazione troviamo Paolo, interpretato da Enrico Oetiker, un regista quarantenne che, dopo aver toccato il successo con opere innovative, si è lasciato assorbire dalle logiche delle commedie commerciali. La sua vita subisce una scossa tellurica quando scopre di avere solo due mesi di vita. Da questa premessa non nasce un dramma sulla malattia, bensì una riflessione sullo smarrimento e sulla necessità di fare pace con il proprio passato. Paolo torna a Senigallia per girare uno spot e, in quella cornice sospesa tra i ricordi e il presente, inizia a osservare il mondo con una lente nuova, fatta di urgenza e autenticità.
Il film esplora la linea sottile che divide ciò che è reale da ciò che è immaginato, trattando domande esistenziali con una cifra stilistica che alterna leggerezza e ironia. La regista Khudenkikh ha voluto indagare come la consapevolezza della fine possa trasformarsi in una straordinaria occasione per riscoprire ciò che diamo abitualmente per scontato: i luoghi dell’infanzia, le relazioni mai risolte e i sogni accantonati nel corso degli anni.
Un cast internazionale per una storia di legami
La forza di A se stesso risiede anche nelle intense interpretazioni dei suoi protagonisti. Accanto a Enrico Oetiker, brilla la presenza di Natasha Stefanenko nel ruolo di Maria, figura chiave nel percorso di riconciliazione di Paolo. Il cast si arricchisce della partecipazione di attori come Viktorie Ignoto, Massimo Fascetti, Claudio Alfonsi, Sara Paci, Mirco Abbruzzetti e Rossano Bartolucci, che animano una galleria di personaggi simbolici: dal prete in crisi Don Lucio all’apparizione immaginaria di Giacomo Leopardi, fino al primo amore del protagonista, Francesca.
Le ambientazioni marchigiane, che spaziano tra Senigallia, Fabriano, Gradara e Fermo, oltre naturalmente a Roma, offrono un respiro visivo che si sposa perfettamente con le atmosfere sonore del film. La colonna sonora, infatti, attinge al repertorio degli Agorà, storico gruppo rock-progressive marchigiano, le cui musiche aggiungono suggestione e profondità a ogni scena, sottolineando i momenti di introspezione e le crepe emotive dei protagonisti.
La visione di Ekaterina Khudenkikh
Per la regista, questo lungometraggio rappresenta molto più di un debutto tecnico. È un viaggio umano in cui la fragilità viene raccontata senza alcun sentimentalismo. Khudenkikh, già nota per aver scritto Goffredo e l’Italia chiamò e diretto il film d’animazione Tobia e i colori del mondo, conferma la sua capacità di trattare temi complessi con una sensibilità poetica rara. Nel film, l’amicizia con un barbone e il dialogo interiore con la figura di Leopardi diventano i pilastri di una ricerca che mira all’essenziale.
L’opera non pretende di offrire risposte definitive, preferendo mantenere un finale aperto. Il vero cambiamento del protagonista non risiede in una possibile guarigione clinica, ma nello sguardo diverso che impara ad avere sulla vita. È questo invito a guardare oltre la superficie delle cose che il film rivolge agli spettatori, proponendo una riflessione che, partendo dal singolo individuo, abbraccia l’universalità dei sentimenti umani e della nostra finitudine.
Info utili
- Luogo: Cinema delle Provincie, Viale delle Provincie 41, Roma
- Data e orario: Lunedì 19 gennaio, ore 19.00
- Ospiti: Ekaterina Khudenkikh (regista), Angelo Antonucci (produttore), Natasha Stefanenko, Enrico Oetiker e il cast del film.
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