- Cosa: La grande mostra che esplora lo sguardo di Maarten van Heemskerck sulla Capitale tra XVI secolo e contemporaneità.
- Dove e Quando: Palazzo Poli, presso l’Istituto Centrale per la Grafica, dal 3 marzo al 7 giugno 2026.
- Perché: Per scoprire come l’Antico sia diventato un laboratorio visivo vivo, capace di ispirare artisti e registi per oltre quattro secoli.
Roma non è mai stata una città statica. È, per definizione, un organismo vivente che si rigenera attraverso lo sguardo di chi la abita e di chi, da viaggiatore o studioso, la osserva con la brama di capirne i segreti. Dal 3 marzo al 7 giugno 2026, il cuore della Capitale batte a Palazzo Poli, sede dell’Istituto Centrale per la Grafica, che apre le porte a una mostra destinata a lasciare il segno: Maarten van Heemskerck e il fascino di Roma: percorsi visivi della Città Eterna. Non si tratta di una semplice esposizione celebrativa, ma di un vero e proprio atto di indagine culturale. Il progetto, che inaugura la direzione di Fabio De Chirico, mette in scena un dialogo serrato tra il passato glorioso del Cinquecento e le moderne espressioni artistiche, confermando l’Istituto come uno dei pilastri fondamentali nella ricerca e nella valorizzazione del patrimonio grafico internazionale.
Il taccuino di un maestro tra le rovine
Al centro dell’esposizione brilla la figura di Maarten van Heemskerck, artista olandese che tra il 1532 e il 1536 visse la Città Eterna con l’intensità di chi sta scoprendo un nuovo mondo. Il suo soggiorno romano non fu una vacanza, ma una sistematica opera di archiviazione visiva. Armato di carta e matita, Heemskerck ha ritratto rovine, monumenti e sculture classiche con una precisione che rasenta l’ossessione, restituendo ai posteri un’immagine dell’Antico che non è mai polverosa, ma vibrante di vita.
Il nucleo principale della mostra, proveniente dal Kupferstichkabinett dei Musei Statali di Berlino, presenta trentadue fogli tratti dal taccuino dell’artista. Questi disegni sono esposti a Roma per la prima volta, offrendo al pubblico un’occasione irripetibile: osservare il restauro di un documento che ha fatto la storia dell’arte. La mano di Heemskerck non si limita a copiare la realtà; la rielabora, mescolando l’osservazione diretta con l’invenzione creativa. Il risultato è un ritratto di Roma che appare, ancora oggi, incredibilmente moderno, un laboratorio di forme dove l’Antico dialoga costantemente con lo spazio circostante.
Un dialogo tra epoche e linguaggi
Ciò che rende questo progetto realmente ambizioso è la capacità di espandere il campo visivo oltre il Cinquecento. Accanto ai disegni autografi di Heemskerck, l’Istituto Centrale per la Grafica ha riunito oltre sessanta opere dalle proprie collezioni, creando una sorta di cronotopo artistico. Il visitatore è accompagnato in un percorso che intreccia i disegni originali con stampe, matrici calcografiche e una selezione di fotografie d’archivio, provenienti anche dalla Bibliotheca Hertziana. È un gioco di specchi in cui il monumento antico si riflette in quello moderno, e dove la presenza fisica dell’opera d’arte si traduce in segno grafico.
Questa riflessione continua anche attraverso il medium della fotografia e del cinema. La mostra si chiude, infatti, con un montaggio di sequenze cinematografiche che dedicano alla Città Eterna una narrazione visiva senza tempo. Roma, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità, si svela non solo come scenario, ma come protagonista assoluta della modernità. Il confronto tra la Roma disegnata da Heemskerck nel XVI secolo e quella filmata nei secoli successivi dimostra come la forza simbolica della città sia inesauribile, capace di rinnovarsi ogni volta che un nuovo occhio – che sia quello di un pittore o quello di una cinepresa – si posa sulle sue pietre.
L’Istituto tra ricerca e apertura internazionale
La mostra segna una svolta significativa per l’Istituto Centrale per la Grafica, ora inserito nel sistema della Direzione Generale Musei. Sotto la guida di Fabio De Chirico, l’istituzione ribadisce la sua vocazione non solo di custode, ma di generatore di cultura. La collaborazione scientifica con il Kupferstichkabinett di Berlino e la Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell’arte, sottolinea l’importanza di una visione europea della cultura. Non ci troviamo di fronte a un museo “chiuso” nei propri archivi, ma a uno spazio che dialoga con le grandi istituzioni internazionali per produrre nuova conoscenza.
L’impegno verso il pubblico è altrettanto centrale. Il percorso espositivo non si esaurisce nelle sale di Palazzo Poli, ma si estende attraverso un ricco calendario di incontri, conferenze, visite straordinarie e laboratori didattici previsti per l’intera durata della mostra. L’obiettivo è quello di rendere accessibile la complessità, trasformando l’Istituto in un luogo in cui il rigore scientifico incontra la curiosità del grande pubblico, favorendo un’esperienza che unisce l’approfondimento storico all’emozione estetica. È, in definitiva, un invito a guardare Roma con occhi nuovi, scoprendo che dietro ogni scorcio c’è sempre una storia che attende di essere raccontata.
Info utili
- Sede: Palazzo Poli – Istituto Centrale per la Grafica, Via Poli 54, Roma.
- Date: 3 marzo – 7 giugno 2026.
- Contatti e approfondimenti: È possibile consultare il sito ufficiale dell’Istituto Centrale per la Grafica per il programma completo delle attività collaterali, aperture serali e visite guidate.
(foto: Maarten van Heemskerck (1498 – 1574) Cortile delle statue di Casa Galli, livello inferiore
Lower Statue Court of the Casa Galli post 23 Maggio 1532 – ante 30 Novembre 1537 / after May 23, 1532
before November 30, 1537; penna e inchiostro bruno; Staatliche Museen zu Berlin, Kupferstichkabinett
©Staatliche Museen zu Berlin, Kupferstichkabinett (Dietmar Katz)
